Mattia  domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 22/05/2018

Milano

Lasciare l’università o no?

Buongiorno,
mi scuso se dovessi aver sbagliato la sezione, ma la situazione che vi sto per esporre potrebbe andare bene sotto diverse tematiche e ho scelto quella che ritenevo più attinente.
Mi presento, mi chiamo Mattia e ho 23 anni. Sono iscritto al terzo anno fuoricorso di un’universitá privata e ormai non ricordo più l’ultimo giorno in cui ho vissuto serenamente da 4 anni a questa parte, o forse anche prima. Mi spiego meglio, nella vita ho sempre avuto un rapporto con i miei genitori altalenante, li amo da impazzire ma paradossalmente li odio da impazzire. Fin da quando ero piccolo non mi hanno mai fatto mancare nulla a livello economico, ma non ho mai ricevuto nulla a livello affettivo, che è poi tale mancanza ad avermi procurato ansie ed insicurezze nel futuro. Per loro è sempre stato molto importante che io mi istruissi ed evitassi un futuro simile al loro, un po’ come ogni genitore che vuole il meglio per il proprio figlio, ma i loro metodi sono sempre stati terribilmente sbagliati e a tratti violenti. Quando andavo male a scuola erano soliti farmi vero e proprio terrorismo psicologico, non nascondendo la delusione che provavano nei miei confronti, mi hanno sempre paragonato a chi era meglio di me, anche pubblicamente, creando in me un vero e proprio senso di inadeguatezza ed inferiorità, accompagnati da sensi di colpa che non mi facevano dormire la notte. Questo tipo di comportamento, da parte della mia famiglia, era spesso anche accompagnato da violenza fisica, specialmente da parte di mio padre. In quegli anni (parlo del periodo delle medie) mi era difficile focalizzarmi sulla scuola perchè psicologicamente ero totalmente devastato dai bulli che mi avevano preso di mira in quanto omosessuale, condizione che non mi sono mai sentito di rivelare, in maniera tranquilla, a nessuno dei miei genitori prima dei 21/22 anni. Con gli anni le cose sono cambiate ed a suon di percussioni e violenza psicologica, ho subito una sorta di shock che mi ha totalmente rivoluzionato la mentalitá: da ragazzino perennemente triste e mediocre, di punto in bianco nel giro di un anno mi sono trasformato nel ragazzo modello. Andavo bene a scuola, uscivo spesso, avevo ambizioni molto grandi e soprattutto dissi ai miei di volermi iscrivere in università. Presto però ho iniziato a notare che tutti questi obbiettivi che mi ero prefissato, quasi tutti raggiunti tranne ancora l’universitá, non erano in realtá obbiettivi dettati dalle mie passioni, ma dettati invece dal senso di colpa che i miei genitori, negli anni, avevano insidiato in me. Non mi sono mai iscritto in università per un sogno da poter realizzare, ma semplicemente per sentirmi appagato dalle loro parole di orgoglio, parole che tra l’altro non mi sono mai arrivate. Negli anni ho sempre creduto di essere un figlio “mai abbastanza” e sono arrivato al punto in cui anche quando ottenevo risultati brillanti, vincevo concorsi, borse di studio etc, non provavo NULLA, ed ero costantemente annoiato, condizione che mi portava poi a volere di più e di più ancora, senza mai trovare pace. Il continuo cercare una reazione di orgoglio da parte della mia famiglia, ed il mai trovarla, mi hanno portato a provare noia per qualsiasi cosa facessi, trovandomi oggi a 23 anni, a studiare in un’universitá che ormai non mi provoca più alcun interesse, ma da cui mi sentirei comunque in colpa abbandonandola. È una condizione che psicologicamente mi distrugge, io è anni che combatto con depressione ed ansie di ogni tipo, (ansia di non essere abbastanza, ansia sociale, ansia per il futuro, ansia di non fare abbastanza) mai curate, dato che non voglio pesare su di loro e momentaneamente non ne ho le possibilità. Capisce anche da quanto ho scritto che la situazione é ben più complicata, ed i problemi ben più gravi, ma con il tempo sono arrivato addirittura a privarmi del sonno per i troppi pensieri e le ansie. Non riesco più a presentarmi ad un singolo esame perché aprire i libri mi crea un’ansia ed una noia terribile, per i miei genitori sono tornato ad essere di nuovo la delusione che ero a 13/14 anni con l’aggravante che qui dove sono, a livello di mantenimento, costo decisamente di più (e loro non mancano di ricordarmelo ad ogni telefonata che mi fanno) e io sono stufo di non potermi svegliare UN GIORNO da 4/5 anni a questa parte senza pensieri. Io capisco che la vita non é una passeggiata, ma perchè tutti riescono ad essere felici ed io no? L’universitá è un bene per me o no? Ma soprattutto a 23 anni, per quanto dipendente dai miei genitori economicamente, è davvero giusto che io continui ad essere succube dei loro giochetti mentali che riescono sempre a farmi sentire un povero inadeguato? Come posso sbloccarmi da questa situazione e trovare un equilibrio che mi faccia vivere sereno?
Grazie dell’attenzione.
Mattia

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Veronica Di Biagio Inserita il 22/05/2018 - 19:18

Roma - Cinecittà, Romanina, Morena, Ciampino
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Buongiorno Mattia, la situazione che descrivi è senza dubbio fonte di preoccupazione, una vera e propria situazione di stallo, tra la mancanza di interesse per il percorso di studi scelto e il senso di colpa all'idea di un possibile abbandono. Quando le aspettative e le richieste delle figure di riferimento sono così alte e pressanti, la tendenza è quella di aderirvi per ottenere attenzioni e riconoscimenti, ma allo stesso tempo questo impedisce di sviluppare un senso di sè e del proprio valore indipendente da quello che viene comunicato dall'esterno e dalla "performance" prodotta, minando la capacità di individuare e perseguire i propri obiettivi. Le scelte sono sempre in funzione delle richieste che vengono dall'esterno, di ciò che gli altri reputano giusto. Questo genera senz'altro una grande quota di sofferenza, insoddisfazione e insicurezza. Cominciare a dirsi cosa realmente conta per te, quali sono i tuoi obiettivi, qual'è il tuo valore a prescindere da quel che dicono gli altri, è un primo passo verso una maggiore autonomia non solo decisionale ma anche riguardo all'immagine che tu hai di te stesso.
Spero che questi spunti possano aiutarti a gestire la situazione, che come dici, è certamente più complessa, e sicuramente gioverebbe di un percorso strutturato.
Un caro saluto
Dott.ssa Veronica Di Biagio