Un'angoscia che dura un anno
Buonasera a tutti, sono un uomo di 44 anni e da un anno mi porto dentro un dolore immenso che non riesco a debellare. Sarò sintetico per quanto riesco nel dire la mia situazione. Prima di tutto occorre dire che sono omosessuale e un anno fa ho frequentato per quattro mesi e mezzo un uomo poco più giovane di me. Per me non esisteva che lui e lui stesso alimentava l'attaccamento che manifestavo. Un bel giorno mi dice che non può darmi ciò che voglio perché non vuole vincoli emotivi nel senso che se fa qualcosa poi non vuole sentirsi in colpa (parole sue). Capisco che non vuole rinunciare ad avere avventure con chiunque gli piaccia; però, secondo lui, dobbiamo restare amici, scambiarci le effusioni, le coccole senza avere rapporti "altrimenti mi illudo" perchè sono una persona speciale e non vuole perdermi. Rifiuto questo compromesso e mi allontano. Ad oggi, però, sto malissimo: dormo poco, mi chiudo sempre più in me stesso e, ogni volta che lo sento, è un rinnovare un dolore profondo; ogni cosa che faccio me lo ricorda. Mi chiedo dove ho sbagliato e non mi perdono di non avere capito la situazione prima di attaccarmi tanto a lui. Cosa posso fare per uscirne e ritrovare un po' di quella dignità che ho perso in questo anno?