Claudia domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 06/05/2017

Treviso

Fecondazione eterologa

Ciao ho 46 anni e ho intrapreso un percorso di fecondazione eterologa (vista l'età avanzata) con mio marito perché io non ho figli e credevo di desiderarne uno sopra ogni cosa..ero riuscita, dopo 10 anni, a "convincere" mio marito (che ne ha già 2 grandi da precedente matrimonio)..abbiamo iniziato ad intraprendere questo percorso..ma ora..al dunque..sono due volte che rimando la partenza in preda a mille dubbi.. ho paura che qualcosa vada storto..e ho anche paura che vada dritto..ho paura che se davvero ci riuscissi qualcosa nel nostro equilibrio si potrebbe rompere.. ho paura che non saprei affrontare il totale cambiamento di vita.. o che non riuscirebbe ad affrontarlo mio marito che affronta questa scelta solo per amor mio e per vedermi felice..e se poi non fossi felice? o se non lo fosse lui?..non voglio rovinare tutto..sono davvero confusa..e non so più cosa fare..

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Patrizia Niddomi Inserita il 08/05/2017 - 13:34

Carissima Claudia
se parlasse con donne che hanno fatto la sua medesima scelta scoprirebbe che i suoi dubbi sono condivisi da tante di loro e che spesso fanno parte dell'esperienza di chi si trova ad avviare un percorso specifico finalizzato alla maternità. Non siamo tutte uguali, tante donne hanno gli stessi suoi dubbi quando rimangono incinta ma sono supportate dal ciclo ormonale, dal percepire i cambiamenti del proprio corpo e, più tardi, dal sentire dentro di se la propria creatura. E questo ultimo aspetto è fondamentale a fugare ogni dubbio.
Scegliere di avere un figlio ancor prima di rimanere incinta determina una presa di coscienza "a priori" che non è naturale e che mette così in evidenza la specificità dei dubbi che possono avere tutti i genitori di fronte al concepimento del loro primo figlio. La sua situazione è aggravata dal fatto che sente di aver "convinto" suo marito che invece figli già ne ha quindi, come dire?, si sente tutta la responsabilità della "buona riuscita" non solo di questo percorso ma anche di tutti i cambiamenti che ci saranno e che in questo momento lei può immaginare solo in ciò che perderete perchè ancora non conosce tutte le gioie che può darle la maternità e dare ad entrambi la genitorialita'. Ed è su questo secondo aspetto che credo valga la pena fare una riflessione. Ritrovare coesione e condividere tutto questo con suo marito sarebbe una grande opportunità per lei e anche per il prossimo eventuale nascituro.
Le consiglio di rivolgersi al Centro prescelto per la fecondazione per richiedere un colloquio con uno Psicologo interno o, in alternativa, di condividere con suo marito il bisogno di trovare un professionista della vostra zona ( anche cercando su questo portale) che possa supportarvi a chiarire ogni dubbio e iniziare insieme questa esperienza nel modo più sereno possibile.
Le auguro ogni bene
Patrizia Niddomi
Psicologa-Psicoterapeuta
Firenze