CLAUDIO domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 05/09/2016

Genova

Un passato che ritorna

Ho poco più di 50 anni e mi trovo per la prima volta ad affrontare questo problema.
Parlo un po’ di me.
Ho avuto la fortuna di avere genitori presenti che non hanno mai lesinato sforzi e tempo per seguirmi durante la mia crescita, anche nella fase adolescenziale che ho trascorso come tanti ragazzi, senza impegni e rapporti duraturi: Poi si cresce, si matura, ed ho iniziato verso i 30 anni una fase nuova della mia vita dove ho formato il mio carattere, i miei principi, tutti elementi che mi appartengono anche oggi.
Prima di tutto ho iniziato un rapporto serio e duraturo, il primo della mia vita: mi sono innamorato di una ragazza di 24 anni (io 30). Poi nella formazione del mio carattere ho saldato i principi. Rispetto e fedeltà . Ho capito cosa significa amare, la necessità che questo sentimento profondo sia accompagnato dal rispetto che in tutta la mia vita ho sempre manifestato anche con la fedeltà, ho capito che amare prima di tutto significa anteporre l’altra persona ai nostri stessi interessi, ho compreso che amare significa essenzialmente desiderare la felicità di chi si ama. Da allora non sopporto le persone che tradiscono, non approvo chi (specialmente sono uomini) vivendo un rapporto matrimoniale logoro invece di assumersi le proprie responsabilità e chiuderlo preferiscono farsi l’amante e vivere egoisticamente due vite parallele. Questo aspetto del mio essere è importante perché è parte del problema che mi affligge oggi.
Non mi considero una persona rigida, non ho mai cercato di soffocare l’altra persona, mai stato geloso, non ho mai impedito all’altra persona di vivere i suoi spazi.
Poi questo amore di cui parlavo prima dopo quattro anni è finito, mi sono preso un periodo di riflessione non cercando da subito l’avventura o il classico chiodo schiaccia chiodo. Dopo circa due anni di rapporti sterili ( ma nei quali cercavo comunque un nuovo amore stabile e non più l’avventura) incontro colei che diverrà mia moglie. Abbiamo avuto un buon rapporto, le ho voluto molto bene anche se non ho provato lo stesso amore, la stessa passione che ho sentito verso la mia fidanzata precedente.
Ci sposiamo dopo poco ma il matrimonio dopo alcuni anni si logora, emergono dissapori e divergenze. Forse sbagliando decido di non chiuderlo, mi sento la responsabilità di essere padre. Non è stato semplice stare accanto ad una persona che non amavo più e con la quale non andavo più d’accordo cercando nel contempo di garantire la serenità familiare. Anni difficili e nonostante i problemi non ho mai tradito mia moglie: rispetto dicevo prima, anche se sentivo il desidero di essere amato ed amare non ho mai pensato al tradimento per rispetto di mia moglie, per rispetto degli anni passati insieme, buona parte dei quali felici e per i figli. Temevo di non poterli più guardare negli occhi se avessi tradito la mamma.
Poi ad un certo punto è mia moglie a prendere la decisione. Si innamora di un altro uomo e il nostro rapporto finisce Ho vissuto quasi due anni da single dedicandomi ai figli. Sono stati due anni bellissimi nonostante il grande dolore per non averli sempre con me. Ho fatto tutto insieme a loro, fine settimana in giro per l’Italia, ferie. Ho cementato con un rapporto stupendo che ancora oggi si mantiene saldamente. Sono un padre molto presente. In questo periodo, per scelta, non ho avuto relazioni con altre donne (a parte qualche uscita serale estemporanea), ho avvertito il bisogno di dedicarmi a loro e riflettere sulla mia vita e sul mio futuro.
Poi ho incontrato la mia attuale Compagna, 47 anni, single, dolcissima, il classico colpo di fulmine. Iniziamo un rapporto stupendo e presto decidiamo di vivere insieme.
Evidenzio un aspetto importante: non sono una persona gelosa e non ho mai avuto gelosie o problemi di accettazione del passato (mai stato geloso del passato)
Come dicevo, io e la mia Compagna siamo diversi in alcuni aspetti. Io sono un po’ riservato le invece senza che io le abbia chiesto nulla mi ha raccontato in maniera particolareggiata molte cose della sua vita precedente.
Mi racconta già la prima sera che da nove anni ha una relazione con un uomo sposato e con figli.
Io non le chiedo di chiudere la storia, non perché la avrei accettata, ma perché credevo dovesse essere lei a prendere questa decisione, ed infatti, dopo pochissimi giorni da quando ci mettiamo insieme (non più di una settimana) mi riferisce che si vedono e chiude la storia dicendogli che ha iniziato una relazione che potrebbe diventare importante.
Per me sino a questo punto nessun problema, ero assolutamente sereno.
Dopo poco mi trovo ad affrontare una situazione per me nuova. Nel mentre stiamo parlando di noi esce fuori il tema del suo amante e lei mi racconta tutto. Lui ha 65 anni sposato e figli già adulti.
La cosa mi turba. Io non approvo le storie extraconiugali, non stimo gli uomini che per egoismo tradiscono e si tengono moglie e amante, però in questo caso non accetto neppure la differenza di età. Mi pare una bruttura. Appena mi dice questa cosa mi pervade un senso di non accettazione nei suoi confronti (anche perché vedo lui in foto ed i sui anni li dimostra tutti) Fatico ad accettare questo rapporto perché in fondo comprendo che fatico ad accettare la mia Compagna, mi chiedo cosa non va in lei. Come si fa ad andare a letto con un uomo di 65 anni avendone 47?
Come si fa a portare avanti una vita da amante per nove anni, una storia probabilmente senza futuro vista la differenza di età, senza pensare, neppure per un attimo, di uscirne per riappropriarsi della propria vita? Ne abbiamo parlato , le ho detto dei problemi che avevo ad accettare questa parte della sua vita.
Questo problema forse nasce anche dal fatto che questo uomo ha cercato più volte di inserirsi tra di noi. Visto che la mia Compagna le ha raccontato molte cose di me (anche nome, cognome dove lavoro ecc), lui diverse volte ha rivolto nei miei confronti azioni infantili ma fastidiose (tipo messaggi, mail sul lavoro ecc))
Con tanta fatica e alcuni mesi di poca serenità mia interiore, che per non stressare il nostro rapporto ho tenuto dentro di me (non le ho fatto pesare i miei dubbi a parte l’iniziale confronto tra di noi durato pochi giorni), riesco a superare questo problema e ritrovare serenità e felicità e vivere un rapporto stupendo, mai vissuto prima. Amore, passione.
Questa serenità e felicità va avanti sino a poco fa quando lui (il suo ex amante) ha un lutto in famiglia e la mia Compagna mi riferisce di esserlo venuta a sapere, si libera dal lavoro e percorre 140 chilometri tra andata e ritorno per andare al funerale (lui abita in una città vicino alla nostra).
Il mondo mi crolla addosso, ma allora, mi chiedo, anche se non si vedono più affettivamente lui è ancora presente nella sua vita. Mi chiedo, al di là di tutto, come ci si può presentare davanti alla moglie e guardarla negli occhi dopo che per nove anni si è stati l'amante del marito? (la mia Compagna e la moglie un tempo erano amiche) e ancora, dopo che lui ha fatto le azioni nei miei confronti di cui parlavo prima come si fa a volerlo ancora incontrare?
Inoltre, io credo che un uomo sposato che per nove anni tiene a se una donna single sia solo un egoista. Se le avesse voluto anche solo un po’ di bene avrebbe lui chiuso la storia per darle la possibilità di costruirsi una vita vera. Questo perché credo che a volte una persona(uomo o donna che sia) possa rimanere attaccata ad una storia di questo tipo per debolezza o chissà cos’altro. Però questa cosa lui non l’ha fatta forse perché fa figo avere un’amante molto più giovane, magari di cui vantarsi con gli amici, una donna sempre pronta quando lui trova frammenti e parentesi di vita da dedicarle (qualche fine settimana e qualche notte in casa di lei infarcendo di bugie la moglie). Questo mi fa arrabbiare: posso anche capire che la mia Compagna sia rimasta dentro questa vita per mancanza di forza per uscirne, ma poi, una volta fuori, una volta che ha iniziato una vita nuova, un rapporto “normale”, dopo aver incontrato un uomo che a sua detta ama ed è da lui amata, come può non capire di essere stata usata dal suo amante per nove anni? Come può scodinzolare verso di lui alla prima occasione anche solo per andare ad un funerale? (mi rendo conto di aver scritto queste righe con molta rabbia)
Inoltre che uomo è questo? Che a 65 anni come un ragazzino manda messaggi per un po’ di tempo al nuovo Compagno della sua ex amante?
Ne abbiamo parlato, ho rimesso in discussione il nostro rapporto, ho pensato anche che non abbiano mai veramente troncato il loro rapporto magari mantenendolo anche solo virtuale (telefonate?),
Non ho parametri per questo dolore: non sono mai stato geloso, non sono mai stato geloso del passato ed oggi mi trovo soffocato da paure e dubbi che non conosco e non so affrontare. Sono certo che tutto ha origine dall’età di lui e dagli atteggiamenti che lui ha avuto nei miei confronti. Io non avrei reagito così, nella vita ho sempre accettato le decisioni altrui, non ho mai provato ad intaccare il rapporto della mia ex per gelosia o chissà cos’altro.
Non approvo i rapporti extraconiugali ma avrei forse accettato la mia Compagna se lui avesse avuto un’età adeguata. Vedo tutta la storia come una stortura, come un rapporto malato.
Sono certo che non sono solo i miei principi a dettare il mio giudizio. Prima di lui la mia Compagna ha avuto un’altra relazione di circa un anno con un altro uomo sposato, un coetaneo, e forse per via dell’età adeguata questa storia non l’ho neppure presa in considerazione, non ha generato alcun tipo di reazione in me. L’ho catalogata come una cosa facente parte della vita passata, una cosa che non approvo ma che non mi arreca disturbi.
Anche se mi rendo conto che il concetto di normalità non esiste (la normalità è quella che così noi riteniamo), oggi mi chiedo anche perché nella sua vita di fatto non ha mai avuto una relazione “normale”alla luce del sole. Dai suoi racconti ho appreso che l’ultima relazione di coppia (escluso quelle giovanili) risale a 15 anni fa ed è durata tre anni però con un uomo che abitava a 500 chilometri di distanza (quindi con tutto ciò che questo comporta, cioè meno impegni, nessuna quotidianità, frequentazione solo nei fine settimana e durante le ferie).
Ho solo e semplicemente bisogno di capire. Non credo di essere superficiale, sono consapevole di attraversare un momento di difficoltà (mai capitato prima) e sto cercando di uscirne per ritrovare la mia e nostra serenità di coppia.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Erica Tinelli Inserita il 05/09/2016 - 11:45

Buongiorno Claudio, da quello che scrive non sembra assolutamente una persona superficiale. Anzi, sembra essere molto consapevole di alcune sue caratteristiche e molto riflessivo e desideroso di comprendere.
Credo che molte delle sue domande e dei suoi dubbi (come ad esempio "cosa non va in lei?", "come si fa ad andare a letto con un uomo di 65 anni avendone 47", " come mai non ha mai avuto una relazione “normale”alla luce del sole") possano scaturire semplicemente dal fatto che la sua compagna ha dei modi di pensare e di vivere che, almeno in parte, sono drasticamente diversi dai suoi e che l'hanno portata a fare delle esperienze che lei, invece, non avrebbe fatto mai. Lei dice, ad esempio, che la sua compagna potrebbe essere rimasta dentro questa storia per così tanto tempo per mancanza di forza per uscirne. Questa è certamente un'ipotesi plausibile, ma è possibile anche che, per qualsiasi motivo, volesse proprio rimanere in quella storia perché per lei era importante e/o aveva degli aspetti positivi. Credo che una domanda importante che dovrebbe aggiungere alle sue riflessioni è: "Sono disposto ad accettare di stare con una persona che per alcune cose è così diversa da me e che ha avuto una vita così diversa dalla mia?"
Per quello che riguarda l'episodio del funerale, invece, mi sono chiesta: "crede che avrebbe avuto una reazione analoga nel caso in cui la sua compagna si fosse recata da un ex con il quale in precedenza aveva avuto una relazione normale, alla luce del sole, oppure il suo atteggiamento sarebbe stato diverso?". La sua compagna ha passato 9 anni con quest'uomo quindi è molto probabile che abbia mantenuto con lui un legame affettivo che l'ha portata a voler essere presente in un momento del genere. Dal mio punto di vista questo comportamento non rappresenta necessariamente una mancanza di rispetto verso di lei e non significa necessariamente che non è legata a lei. Ma credo che anche questa volta dovrebbe chiedersi se lei è disposto ad accettare comportamenti di questo tipo che sono legati a situazioni così lontane dal suo modo di vivere.
Infine, quali sono le sue paure ed i suoi dubbi? Teme che la sua compagna sia ancora troppo legata a quest'uomo? Che possa fare dei confronti? Che un giorno potrebbe tradire anche lei? Che siete troppo diversi? Che avendo avuto poche relazioni alla luce del sole non sarà in grado di averne una con lei?
Se questa condizione le procura un notevole disagio le consiglio di valutare la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo che la possa aiutare a fare chiarezza e a gestire la situazione.