Gabrielle domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 13/10/2015

Torino

Maschio o femmina? Forse entrambi...

Salve a tutti.
Ho bisogno di un piccolo (ma grande) supporto morale.
Vorrei capire se riesco a gestire la mia vita così com'è, o se ho bisogno di nuovo dell’aiuto di un terapeuta.
Io sono un uomo, contento di esserlo, etero e sposato.
Per giunta, ho cinquant’anni.
Adoro l’abbigliamento femminile. Quando ero più giovane stavo anche bene, in minigonna e, tutto sommato, mi dicono che sto bene anche oggi. Ma le minigonne, ormai, le oso sempre meno. Adoro le mini di jeans, sono un capo universale, estivo e invernale, che si può mettere su tutto e con ogni tipo di gamba, sia con le calze invernali nere e pesanti, sia senza calze in estate.
Ma, detto questo, il vero pensiero va alle motivazioni.
Perché?
Beh, in ogni persona ci sono una parte maschile ed una femminile, dipende dal… “dosaggio” di ognuno. Evidentemente in me la parte femminile è molto forte.
Perché, quindi?
Potrei dire che l’abbigliamento femminile è differente da quello maschile, prima che per forma e colore, soprattutto per i materiali; in genere gli abiti maschili sono più rigidi e ruvidi. In genere: certo che molti capi maschili sono realizzati con tessuti morbidi, ma in genere il corpo femminile “sente” l’abbigliamento come una carezza.
E’ dovuto alla differenza di percezione tra uomo e donna, la donna ha sensazioni tattili in tutto il corpo, l’uomo soltanto in alcuni punti. Ecco perché una donna indossa capi morbidi, in genere, partendo dall’intimo. Le mutande maschili hanno elastici che non sopporto, mi segnano e mi torturano, prediligo quelle femminili, che hanno tessuti più morbidi e non stringono.
Lo stesso vale per le gambe, via, libertà assoluta, adoro depilarmi e indossare i collant, e sentire l’aria, soprattutto in inverno, che mi accarezza le gambe, si infila sotto la gonna e mi dà un senso, appunto, di libertà. Comodità, quindi.
E poi la varietà, i colori degli abiti delle donne, una libertà anche di scelta infinita.
E poi, ancora, tacchi e accessori come borsette, bigiotteria, smalti, trucco, ecc.
Ma, come si può intuire, la cosa non si limita al piacere fisico o alla comodità, le componenti sono moltissime e neanche credo di riuscire a dire tutto qui, nel primo post.
La verità è che io considero la donna come il sesso più forte, per motivi legati all’infanzia e troppo lunghi da spiegare, ora. Mi ci sono voluti anni e anni di terapie psicologiche, per capire ed accettare.
Io, come ho detto in apertura, mi considero un uomo, con tutti i difetti (e anche qualche pregio, via) degli uomini. E va bene così, e non ho alcuna intenzione di cambiare sesso.
Ma sono sempre stato molto timido, insicuro, sempre in soggezione nei confronti delle donne di cui avevo paura: nei momenti più difficili, quando sento che come uomo non valgo niente, io ho bisogno estremo di “sentirmi donna”. Allora cambio, metto gonna e tacchi, e via.
A vent’anni andavo perfino a ballare, in minigonna.
Però frequentavo sempre posti “dedicati” alla mia particolarità: locali per travestiti, circoli, ecc. Avevo bisogno, da sempre, di godere del piacere di indossare abiti femminili anche in situazioni comuni e normali. Cosa difficilissima, ovviamente.
Con molta paura, ho cominciato soltanto da qualche anno ad andare in giro in abiti femminili, anche per esempio a comprare il pane in un negozio qualsiasi, intendo.
Sono andato spesso al supermercato a fare la spesa, in abiti femminili, senza alcun problema da parte della gente; vado spesso da un’amica che ha un negozio di intimo, in abiti femminili, e resto sempre un po’ lì a chiacchierare, come “due amiche”; vado dall’estetista e esco sempre da lì con gonna, trucco e parrucca.
Insomma, quello che voglio dire è che io, con quell’abbigliamento e l’aspetto di una donna, sento finalmente un’energia che mi sostiene e mi accompagna anche dopo, nei lunghi periodi in cui vesto e agisco esclusivamente come uomo. Insomma, indossare un abbigliamento ed un’identità femminili, in poche parole, mi dà la carica.
La consapevolezza di poterlo fare quando voglio mi dà equilibrio e mi sostiene anche quando non posso farlo (non sempre è possibile).
Certo, il mio sogno è quello di poter, ogni tanto, quando ne ho voglia, andare al lavoro in ufficio in gonna e tacchi.
Ma andiamoci piano, facciamo un passo alla volta.
Sono sposato, mia moglie, che conosce da sempre la mia particolarità, mi permette di viverla come può, nel senso che, pur disorientata, asseconda le mie pulsioni, mettendomi in guardia sui rischi di incontrare qualche conoscente. Lo scorso anno abbiamo partecipato ad una cena di Halloween, entrambi travestiti da streghe in minigonna e tacchi alti, con cappellaccio, maschera e mantello.
Mi asseconda dove può, insomma. Ma non sa che vado a fare la spesa in versione femminile, anche se forse lo immagina.
L’unica cosa su cui mi ha chiesto la massima serietà è che nostra figlia non sappia niente, e io agisco in tal senso. Anche se ormai ha ventidue anni, rispetto le regole.
Insomma, cerco di gestire la mia vita su un equilibrio sottile, ma forse potrebbe anche andare bene così, dopo tanti anni di angosce, a chiedermi cos’ero e dove andavo.
Una femmina “part-time” forse potrebbe essere sufficiente per me, ma vorrei avere il conforto di un esperto. O anche le domande e le curiosità (e i consigli) di chi non lo è, potrebbero essermi molto utili.
Insomma, aiutatemi a capire bene, chiunque mi legga.
Ma ora termino qua, sono già stato troppo lungo e non vorrei che chi legge si stufi.
Spero che questo thread sia letto da qualcuno e soprattutto non vorrei essere considerato uno squilibrato.
Scusate la lunghezza, ma ciò che ho scritto è proprio il minimo, ci sono moltissime cose da dire.
Se qualcuno ha domande, e lo spero, sono qua.
Ciao.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Maria Benedetta Atti Inserita il 13/10/2015 - 13:11

Zola Predosa
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Buongiorno Gabrielle. La sua storia è sicuramente ricca di vissuti emotivi e incuriosisce molto. Quello che sicuramente non penso è che lei sia uno squilibrato. Non ho ben capito come mai proprio in questo momento sente il bisogno di un confronto con altri esperti: è in difficoltà? Sente che la sua vita non è più adatta a come si sente? Qual'è la sua domanda? Quello che le consiglio è di riprendere i contatti col suo terapeuta o di contattarne un altro. Quello che fatico a comprendere è la richiesta di sua moglie riguardo al non dire nulla a vostra figlia, o meglio capisco la paura che sua figlia possa rimanere scioccata, e sicuramente non sarà facile per lei, ma vista l'età probabilmente è importante che sappia la verità su suo padre. Prima ancora però è necessario che lei possa capire cosa sente che ancora non è chiaro dentro di lei.
Un saluto
Dott.ssa Atti Maria Benedetta