Omnietor domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 02/10/2015

Firenze

Non sono in grado di dare un titolo alla mia situazione

Buonasera,
ho quasi 22 anni e sono uno studente universitario. Mi reputo una persona molto seria e matura per avere la mia età, pertanto in controtendenza con la stragrande maggioranza della gioventù di oggi.
Di conseguenza durante la mia adolescenza ma anche tutt'ora non ho mai avuto amici perchè ho sempre cercato di fare cose diverse dagli altri spesso snobbandoli.
Data la mia situazione sociale piuttosto chiusa e ristretta ho legato veramente molto con i miei genitori creando più che un "rapporto familiare" un "rapporto di amicizia".
Trovavo incredibile come l'amore fra loro portasse a cotanto entusiasmo tanto da stare bene ed essere felici anche non uscendo da casa, fare gite/viaggi, stare con amici .
Circa tre anni fa mi sono innamorato di una ragazza e poi ci siamo stati fidanzati fino a gennaio 2015. Ho cercato di condurre al meglio il mio primo vero amore avendo sempre come riferimento i miei genitori e la sintonia che erano riusciti a creare.
Storia d’amore molto seria nel senso che ci vedevamo ogni giorno per più ore ed insieme eravamo molto felici, eravamo veramente identici come comportamenti, idee e altro tanto è che spesso ci chiedevamo se fossimo fratelli. Avevo trovato d’un colpo Amore e amicizia. Mi ero improvvisamente dimenticato dei miei problemi sociali.
Ma l’anno passato, al mio secondo anno di fidanzamento le mie idee iniziarono a mutare. Credevo che il rapporto tra me e la mia ragazza si stesse facendo troppo serio e dalla mia parte troppo “unidirezionale” nel senso che io vivevo solo facendo cose con lei perché non avendo amici non potevo fare altro che stare con lei o stare in casa con i miei. La situazione iniziava a pesarmi, vedevo che alla mia età i miei coetanei si divertivano in tutt’altro modo vivendo esperienze che solo a 20 anni si possono vivere. Ne parlai con la mia ragazza del fatto che avrei voluto continuare a stare con lei ma allo stesso tempo avrei voluto cercarmi una compagnia maschile per cercare di divertirmi anche con altre persone all’infuori di lei. Qualche mese dopo i miei ebbero una crisi di coppia, mio padre non voleva stare più con mia madre perché vedeva il rapporto monotono e ripetitivo. Un po’ come io vedevo il mio. Andai chiaramente in crisi. Mi cadde un pilastro fondamentale della mia vita. I miei che volevano separarsi e io che sognavo un rapporto come il loro. Senza nemmeno accorgermene cambiai completamente atteggiamento e comportamenti nei riguardi della mia ragazza tanto che lei circa due mesi dopo mi lasciò con la sola giustificazione che non mi amava più. Da quel giorno sono crollato. Avendo perso lei ho perso molto, diciamo tutto ciò che avevo in termini di amicizia ,di amore di esperienza “extra-familiare”. Sono entrato in una profonda crisi d’identità non sapendo davvero più chi realmente fossi. Ho iniziato ad auto-incolparmi per essere riuscito ad allontanare anche la persona che più mi amava e mi sopportava. Anche l’idea delle mitiche esperienze che avrei potuto vivere a 20 anni mi sono sembrate d’un tratto egoistiche e demenziali. Perdendo l’Amore e soffrendo per amore ho potuto capire realmente cosa fosse e cosa avrei potuto fare per mantenere ancora vivo il rapporto. Ma lei non ne ha voluto più sapere di me. I miei dopo la loro crisi di coppia non sono riusciti più a riprendersi. Vivono insieme ma non c’è più quel sentimento e quella sintonia che prima li distingueva. Attualmente sono entrati in una nuova crisi ancora più profonda che sembra possa risolversi solamente con il divorzio, gli avvocati sono già stati interpellati, mancano solo le firme di entrambi. Non ho più una vita. Non ho più nulla per essere felice. Ho perso anche la famiglia e i suoi valori. Sono veramente stordito e confuso. Faccio continui riferimenti e allusioni sulla mia ex ragazza pensando che se lei ci fosse stata in questo momento per me così duro mi avrebbe sicuramente fatto ragionare e portato sulla retta via .Mi avrebbe aiutato, tutelato e fatto rialzare. Mi hanno abbandonato tutti, sono solo e spesso mi chiedo davvero cosa vivo a fare. Aiuto.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Francesca Carubbi Inserita il 02/10/2015 - 18:56

Gentile utente. Da quello che scrive, posso percepire il senso di abbattimento e confusione che sta vivendo in questo momento della sua vita. Mi colpisce quando scrive di avere la sensazione di non poter più fare affidamento a quei valori familiari per lei tanto importanti. È come se la crisi di coppia dei suoi genitori l'avesse messa davanti al fatto che la vita amorosa non è mai perfetta, ma reale, fatta di felicità ma anche di tristezza, di luci e di ombre, insomma di realtà. Forse ( e questa è solo una mia ipotesi) ciò che potrebbe giovarla è proprio la ricerca, seppur faticosa, di suoi valori, della sua più profonda autenticità. Concretamente: cosa desidera? Di cosa avrebbe bisogno? Quali sono le sue aspirazioni ed i suoi obiettivi? Cosa le piace e cosa no?
Un cordiale saluto
Dott.ssa Francesca Carubbi
Psicologa psicoterapeuta