Givhvh domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 09/12/2015

Caserta

Amica depressa con pensieri suicidi

Salve. Mesi fa ho conosciuto una ragazza su internet tramite un forum di ragazze lesbiche e abbiamo fatto amicizia, ci siamo anche viste un paio di volte, sia da me che da lei visto che abitiamo a due ore di treno. È una ragazza con vari problemi familiari e il diabete del tipo 1, omosessuale in una famiglia omofoba ed è da un anno depressa con costanti pensieri suicidi, ha già preparato un piano ovvero iniettarsi troppa insulina la sera prima di dormire. Sua madre è il tipo di donna casalinga presa dal concetto di famiglia come apparenza mentre trascura le sue figlie come persone, sempre indaffarata e ha varie fobie come la claustrofobia. Il padre è un uomo d affari, stressato, fissato anche lui con le apparenze, la mia amica mi ha detto che non si può contraddire, rischio violenze prima verbali poi fisiche, e se la prende spesso con la moglie. Anche le sorelle hanno risentito di questa situazione, entrambe hanno infatti lievi problemi psicologici.
Questa mia amica non vuole parlare con uno psicologo perche non riesce a chiedere aiuto, ha un blocco solo a pensarlo, e dice che si vergogna perchè la madre ritiene gli psicologi dei sostegni per i matti. È ancora minorenne quindi dovrebbe parlarne con la madre per andare in terapia. È molto sola perché con i genitori non può parlare e le sorelle hanno i loro problemi. Parla con due amiche e con me. Io, quando si sente male, la ascolto, la consolo, le propongo cosa fare, oppure faccio piani per la prossima volta che ci vedremo o la distraggo scherzando.
Vista la situazione famigliare, c'è qualcosa che posso consigliarle di fare per aiutarla?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa sara ingrosso Inserita il 10/12/2015 - 08:37

cara collaboratrice... ti chiamo così dato che ti senti coinvolta in prima persona nel dare una mano alla tua amica... innanzi tutto cerca di non caricarti eccessivamente di responsabilità: non puoi essere tu, a distanza di chilometri e con un legame così saltuario, a prenderti cura di lei... però puoi consigliarle di scrivere a un forum come questo e rivolgersi a un consultorio familiare: in queste due situazioni non è necessaria l'autorizzazione di un genitore.. si tratterrebbe pur sempre di un passo iniziale, ma è l'unico modo perchè la tua amica cominci a fare chiarezza e prendere coraggio.. se non parte da lei l'idea di aver bisogno di aiuto sarà difficile raggiungerla... tu puoi aiutarla a capire che parlare con uno psicologo non significa essere matti, ma anzi, sanamente consapevoli di avere un problema e desiderosi di farsi aiutare per trovare una strada per uscirne... i matti sono proprio quelli che non chiedono aiuto a nessuno, si sentono onnipotenti e credono di poter affrontare ogni cosa da soli... o con mezzi sbagliati... tu puoi incoraggiarla a parlare almeno con le sorelle del suo disagio e confrontarsi con le loro difficoltà.. a volte in adolescenza si assolutizzano i problemi e sembrano insuperabili e il suicidio appare l'unica estrema soluzione... ma insieme ad atlri che vivono una realtà simile si può guardare alle cose in modo diverso e condividere strategie per cambiare..inoltre probabilmente la madre non è inadeguata, ma solo poco presente, forse non si rende conto del disagio della figlia, perchè spesso in famiglia ci si abitua a non parlarsi... provare a rompere il muro, cominicare a parlare con lei o scirverle un messaggio la potrebbe aiutare a non sentire il carico della situazione tutto su di sè...con l'aiuto di un esperto tutto ciò sarebbe più facile... ma tu devi incoraggiarla e dalre fiducia...