Roberta  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 05/07/2019

Roma

Come comportarmi?

57 anni, tre figlie adulte ed un matrimonio di amore finito prematuramente x un male incurabile quando il padre delle mie figlie aveva appena 41 anni ed io 33. Ho dovuto lottare molto x non annegare nel dolore, le mie figlie sono state la mia luce ed il mio unico scopo per continuare da sola. Diciamo che ce l'ho fatta, ma oggi ancora non riesco a vivere serena e rilassata nonostante abbia realizzato tanto. Il fatto e' che dopo tanta sofferenza, bocconi amari e lacrime ingoiate x non creare un clima di dolore intorno alle mie figlie, all:epoca piccole, ulteriore alla perdita del loro papa', oggi le mie figlie non capiscono, da adulte cosa ho vissuto io in qst 25 anni. In special modo la primogenita che ho sempre stimato x la sua intelligenza, ultimamente mi sta facendo vivere momenti dolorosi. Mi spiego, lei e'sposata, vive serenamente con suo marito ed e' mamma di una splendida bimba di 6 anni. Ecco, partiamo da qnd e'"diventata mamma. Anche prima non era un granché affettuosa ma almeno mostrava affetto venendo spesso a casa mia o ci vedevamo x passare tempo insieme... Ora il nostro rapporto gradatamente e'diventato inesistente. Mi fa sentire una estranea... Abitiamo vicine ma non passa mai e mi cerca solo se ha bisogno x la bambina. Eppure io sono sempre disponibile, la cerco ed organizzo pranzi x permetterle di frequentare le sorelle ed i nonni che sono anziani e la adorano, ma lei non omaggia mai di una visita o una telefonata! Ma perché tanta freddezza? Sono addolorata, e mi sento una sciocca ad averle dedicato tanto amore e tanto tempo anche in passato solo x vederla felice... Mi aspettavo un atteggiamento diverso, che mi chiedesse consigli... Invece se provo ad esprimere una opinione sulla bimba (con la quale io ho un magnifico rapporto e lei mi adora) lei si mostra sempre scocciata o di parere contrario. Sono ferita, mi sento abbandonata a me stessa da questo risvolto caratteriale di quella che un tempo e'"stata mia figlia. Come rapportarmi con lei, lasciarla al suo destino e non cercarla (ma c'è di mezzo la bambina, se non la vedo mi manca l ossigeno) o continuare così col magone dentro ma facendo finta di niente ottenendo almeno di frequentarci e poter fare la nonna?? Aiuto. Grazie. R. R.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giada Santi Inserita il 11/07/2019 - 09:47

Pistoia
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Salve Roberta, intanto le faccio i miei complimenti per come ha affrontato questi 25 anni.
Leggendo le sue parole mi viene da dire che in questo momento la rabbia, la delusione e il dolore che sente sono legate al mancato riconoscimento che la sua primogenita in particolare non le dà come lei vorrebbe." Ma come, io ho fatto tanto per te e mi tratti così?" (immagino sia questo il suo pensiero di fondo).
Dall'altra mi viene da pensare , tenendo sempre a mente il coraggio che ha dimostrato in questi anni, quanto però le sue figlie siano state per lei un "contenitore" affettivo vitale vista la mancanza precoce di suo marito, nel senso che ha dato tutto a loro, togliendosi forse la possibilità di ricrearsi una vita sentimentale (lo dico visto la sua giovane età allora) e scegliendo di indirizzare tutto il suo amore solo verso le sue figlie.
Scegliere comporta sempre delle conseguenze e lei ha fatto un gesto ammirevole pensando prima di tutto a fare da madre e padre alle sue figlie ma questo forse oggi che le sue ragazze sono cresciute e hanno la loro vita, le lascia anche un grande senso di vuoto e solitudine.
Credo che la sua primogenita senta che lei è ancora legata alle sue figlie come se fossero ancora bambine e avessero bisogno della madre come allora e quindi prende le distanze perchè non riesce a trovare un modo più adulto di relazionarsi con lei.
Quando i figli crescono e soprattutto formano una famiglia, inevitabilmente le modalità con cui si relazionano ai genitori cambiano come dovrebbero modificarsi anche i comportamenti dei genitori perchè non si tratta più di una relazione di accudimento ma di reciproco confronto tra adulti.
Roberta parli con sua figlia, le chieda di cosa ha bisogno oggi che è adulta e poi , se riesce, si domandi di cosa ha bisogno lei per se stessa.......credo proprio che se lo meriti dopo tanti sacrifici.
Un caro saluto, dott.ssa Giada Santi