Martina domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 11/10/2015

Varese

Non riesco ad aiutare il mio ragazzo

Salve,
Ho 21 anni e sono fidanzata da 2 anni e mezzo con un mio coetaneo. Dopo le superiori abbiamo entrambi iniziato a frequentare l’università. L’ho sempre ritenuto un ragazzo maturo, con la testa sulle spalle, intelligente e studioso, anche se è sempre stato piuttosto chiuso in se stesso. Il mio primo anno di università procede bene, mentre lui dice di non essere abituato al carico di studio così pesante che richiede ingegneria ed inizia ad avere dei problemi. Nella sessione di luglio mi dice di aver rifiutato un voto, perché troppo basso, e lo stesso esame lo rifarà a settembre rifiutando nuovamente il voto. In sostanza termina il primo anno accademico senza nessun risultato. Io inizio a pensare che lui non abbia effettivamente voglia di studiare e mi arrabbio con lui perché si è addirittura “concesso il lusso” di rifiutare ben due volte l’unico esame che aveva superato. Mi dice che il secondo anno non avrebbe frequentato le lezioni per avere più tempo da dedicare allo studio e recuperare gli esami del primo anno, io anche se non sono completamente d’accordo decido di fidarmi. Dopo qualche mese durante i quali lo vedo turbato, mi confessa che non si è mai presentato a quegli esami che diceva di aver rifiutato, mi dice che con il tempo ha iniziato a omettere o addirittura inventare alcune informazioni. Mi dice che già dai tempi della quinta superiore aveva iniziato a rimandare il momento dello studio e a fare numerose assenze, ma nonostante questo riusciva a mantenere dei buoni voti, mi confessa inoltre di avere dei problemi di autostima, di non essersi mai accettato fisicamente, di essere sempre stato chiuso, avere delle difficoltà nel relazionarsi con i pari e infine anche la situazione familiare non è ottimale. Io mi sento ferita dal fatto che lui mi abbia mentito e che abbia fatto finta di niente per tutto questo tempo, però decido di sostenerlo anche nella sua scelta di andare da uno psicologo. Anche la sessione invernale non produce risultati, lui casualmente si sente male proprio intorno alle date degli esami, e alla fine del secondo anno accademico ha superato un solo esame. Io non so come aiutarlo, sono stufa di sentirmi ripetere ogni volta che non è riuscito a superare un esame per una cattiva organizzazione, afferma di aver problemi di concentrazione e di gestione del tempo e che in realtà gli esiti universitari sono solo una conseguenza del suo stato d’animo. Io ho provato diverse volte a tirargli su il morale, stargli accanto, fare con lui un bilancio di tutte le cose belle della sua vita, dicendogli che tutti abbiamo dei problemi e lui ha tante belle qualità e di non annullarsi così. Ormai passa molto tempo su internet e con amici virtuali e io sono l’unica persona che vede regolarmente. Io cerco di smuoverlo, gli ho proposto anche di provare a cercare lavoro, riprendere le sedute dallo psicologo e di non accanirsi sul voler fare l’università se in questo momento non ha la testa, ma lui non ne vuole sapere e rifiuta molti dei miei consigli. Mi sento impotente, ho paura che possa soffrire di depressione, cerco il vostro aiuto, grazie.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Maria Benedetta Atti Inserita il 13/10/2015 - 13:28

Zola Predosa
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Buongiorno Martina. Capisco la preoccupazione per il suo ragazzo; purtroppo lei più di quello che già sta facendo non credo possa fare. Non lo giudichi, gli faccia sentire il suo appoggio. Evidentemente c'è qualcosa che lo sta bloccando; l'università è un momento importante della vita, è l'ingresso nell'età del giovane adulto e comporta una serie di pensieri e preoccupazioni. Fa bene a consigliargli di riprendere le sedute con il suo terapeuta, nel caso non si sia trovato bene ne cerchi un altro; io consiglierei un collega con formazione sistemica relazionale.
Un caro saluto
Dott.ssa Atti Maria Benedetta