ElisaG. domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 09/10/2015

Ragusa

Ho smarrito me stessa

Salve, sono una ragazza di 21 anni molto timida, introversa. Sin da piccola ho sempre avuto problemi a relazionarmi con la gente, a fare amicizie, forse per la paura di non essere accettata e per il timore che le persone potessero giudicarmi. Dopo le medie mi sono iscritta al Liceo Classico, su consiglio dei miei genitori ritenendo fosse la scelta giusta per me. Io inizialmente ero contraria poi però l'ho accettato. Non rimprovero loro di questo, perché credo mi abbiano consigliato bene, nonostante abbia vissuto il liceo con difficoltà. A partire dal quarto anno ho cominciato a chiudermi sempre più in me stessa: alle pressioni scolastiche si aggiunsero degli eventi che mi sconvolsero profondamente. Morirono due miei amici e il padre del mio ragazzo. Da allora entrai in depressione, cominciai ad avere attacchi di panico che si intensificarono per altri motivi ancora...Dopo il diploma non avevo per niente idea di quale strada intraprendere. Scelsi Giurisprudenza che abbandonai dopo neanche un anno perché un professore mi umiliò davanti i miei colleghi. L'anno scorso avevo le idee un po' più chiare ma non superai i test di Medicina e per ripiego mi scrissi in Economia. Abbandonai anche quella. Mi sento inutile, depressa e sempre più sola. Ho bisogno di aiuto ma ho paura a chiederlo. Più volte ho chiesto aiuto al mio ragazzo, ai miei genitori, ai miei amici ma non mi hanno mai capita e questo mi fa stare peggio. Forse questo di scrivervi è stato un piccolo passo per ricominciare a vivere. Ho bisogno di ricominciare a vivere e ritrovare la felicità. Ho bisogno di crearmi una personalità e di combattere questo immobilismo che mi rende passiva, inerte, spenta. Grazie in anticipo per le vostre risposte.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Agnese Tiziana Magno Inserita il 10/10/2015 - 07:20

Buongiorno Elisa. Due cose mi hanno colpita nella sua lettera. Due frasi: "Forse questo di scrivervi è stato un piccolo passo per ricominciare a vivere" e "Ho bisogno di crearmi una personalità". É vero che scrivere qui è stato un passo importante, ha fatto bene. Ma ora deve passare al passo successivo: chiedere un aiuto concreto. Inoltre, quando dice di doversi creare una personalità, lascia pensare non che non l'abbia, ma che non ne sia consapevole. Questo rende necessario un percorso psicologico di crescita e consapevolizzazione di ciò che lei realmente è e vuole essere. Senza aspettare che l'accettazione di sé sia il risultato dell'immagine che vede riflessa negli occhi degli altri. Le vicende che racconta e le conseguenze sulla sua psiche parlano di una persona fragile e bisognosa di supporto. E chi le sta intorno non può capire perchè non ha gli strumenti per farlo. Quindi non esiti e si rivolga con fiducia ad un collega della sua zona. Sono certa che ne ricaverà presto un grande beneficio.