Inadatto alla vita?
Salve, sono un ragazzo di 24 anni con molti dubbi: faccio fatica a capire i miei stessi pensieri, come se fossi costantemente bombardato da pensieri sconnessi che non riesco a controllare e mi impediscono di vivere la vita reale. Nelle relazioni di conseguenza sono inconcludente, non so cosa dire, non so come approcciarmi alle persone, non riesco a seguire un filo logico quando parlo, con il semplice risultato che le persone mi trovano "svampito" ma non capiscono il disagio che ci sta sotto... Una grandissima frustrazione. Non ho mai avuto traumi di nessun genere, la mia vita è sempre stata tranquilla, ma vuota: durante l'adolescenza ho avuto pochissimi amici e di questa cosa sento la mancanza ancora adesso. Sono spesso malinconico, anche quando cerco di convincermi che va tutto bene: studio cose che mi piacciono e in cui riesco abbastanza bene, vivo con genitori e fratelli che stimo e loro stimano me, insomma non c'è niente in particolare che non vada: mi sento solo inadatto a vivere, incapace a farlo. Sono infantile: non riesco ad essere serio o responsabile, ho paura di tutto, del buio, dei rumori, delle malattie... L'aspetto dell'affettività è terribilmente instabile; fino a un anno fa ero arrivato a pensare e ad accettare, dopo averci riflettuto anni e anni, di essere omosessuale, ma dopo una relazione "prova" mi sono reso conto che non è assolutamente quello che voglio, e provare tuttora attrazione verso il mio stesso sesso mi crea una grande angoscia. Penso spesso al suicidio come possibile via d'uscita, perchè è troppo forte la sensazione di essere inadatto, di essere in qualche modo "progettato male".
Cosa posso fare? So che è una domanda molto generica, ma non riesco a focalizzarmi su una questione in particolare.