Maurizio domande di Ansia e depressione  |  Inserita il 22/06/2015

Agrigento

Come riprendere in mano la propria vita?

Buongiorno,
ho le idee parecchie confuse, in questo momento mi viene difficile anche elencare tutti i problemi che mi vengono in mente ed è già da 10 minuti che cancello tutto e riscrivo.
Ho 25 anni, studente di Economia, una facoltà del quale non ho mai avuto interesse ma a cui mi sono iscritto dopo la pressione esercitata da mia madre. Nonostante questo sono a 4 materie dalla Laurea dopo 5 anni + 1 in Ingegneria; immaginerete come sia ansioso di finire il percorso! Quasi come se la fine dell'Università mi desse quella libertà che in 6 anni è mancata, ma mia madre vorrebbe che continuassi gli studi, cosa che al momento non mi passa nemmeno per la testa, in effetti il nostro rapporto non è dei migliori. Lei ha una personalità forte e decisa, con le sue fragilità ma che fa trasparire molto raramente. Io sono l'esatto contrario: remissivo, timoroso e che indirizza le sue scelte per evitare contrasti e "far contenti tutti" (ma a quanto pare, sacrificando me); sono arrivato al punto di aspettare di essere solo a casa per poter fare esercizi a corpo libero o con i pesi, per paura che agli occhi degli altri possa sembrare una perdita di tempo o di sembrare ridicolo. Sento di aver perso le mie ambizioni, non ho più un obiettivo a lungo termine e perciò cerco di vivere "a tappe" di breve termine. Della serie "poi si vedrà...".
Disegnavo e suonavo il pianoforte, ma non ho mai davvero suscitato l'interesse di mia madre che li ha definiti solo come un hobby, al contrario di mio padre che mi avrebbe voluto vedere al conservatorio.
La vita sociale è anche messa peggio. Pur non reputandomi un brutto ragazzo, non avendo chissà quali squilibri alimentari e anzi, cercando di curare la mia estetica, sono vergine, a dirla tutta non ho mai nemmeno baciato una ragazza e forse, peggio ancora, non sono nemmeno certo di sapere come ci si comporta, considerato il fatto che mi sono comportato da imbecille/stronzo con una delle poche ragazze che abbia provato attrazione per me, perché? Timore, imbarazzo.
Avevo 1 unico gruppo di amici con qui ho sciolto i rapporti dopo esser venuto a conoscenza che alle mie spalle mi davano del gay. Io non ho reagito, per evitare discussioni imbarazzanti all'interno del gruppo mi sono limitato a qualche sms di rabbia. Poi hanno passato l'estate senza di me, e nonostante sapessero che fossi arrabbiato per questo nulla è stato fatto. Tutto in un attimo, come se non fossi mai esistito. Adesso non ho amici stretti, solo qualche conoscente, ma che non reputo così amico da poter confidare i miei problemi come facevo prima, in più per via del fatto che non ho iniziativa, non chiamo, né messaggio, né chatto se non per motivi di Università.
Questa forma di "bullismo" nei miei confronti c'è sempre stata, dalle medie fino all'Università. Io ho principalmente ignorato il problema, alcune volte ho anche reagito; ma mi sono fatto condizionare, cercando di capire "cosa sia l'essere gay", è da qui che ho iniziato a provare attrazione sessuale verso altri ragazzi e per ammazzare il tempo, guardo anche porno gay e mi masturbo in webcam (consapevole ma ahimé non curante della pericolosità) davanti a miei coetanei, senza mai chattare o rivolgere la parola in qualche maniera. Dopo piango, perché non è questo quello che voglio. L'attrazione verso le donne è rimasto immutato, sia sessualmente che sentimentalmente, fattore che non sento per un uomo, quindi non mi reputo (sinceramente, né voglio essere) gay al 100%. Mi sono sempre immaginato in un futuro con una famiglia: moglie e figli.
Vorrei dare un taglio a tutto questo e nonostante la risposta sia semplice ("se non le vuoi fare, non le fare!"), da dove dovrei iniziare?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa giuliana rasi Inserita il 23/06/2015 - 10:11

Caro Fabrizio, descrivi una situazione complessa e si avverte la tua confusione e spaesamento. Arriva un momento in cui diventa impellente prendere in mano sè stessi e la propria vita. Per te sembra essere arrivato. E' un momento evolutivo, non temere, capita a molti e se capita, è perchè ci si accorge che si ha un compito evolutivo da svolgere. Questo ti fa onore. Provo a darti una piccola risposta solo sulla parte finale della testimonianza, che riguarda le tue inclinazioni sessuali. Mi pare di capire che c'è tanta confusione e dolore e ansia al proposito. Mi sento di dirti che dentro abbiamo "moltitudini", a volte è necessario essere aiutati a riconoscerle e a integrarle in noi. Per questo è richiesto un lavoro interiore e forse, nel tuo caso, un aiuto. Rivologiti a un professionista di cui ti fidi, con fiducia appunto. Se vuoi e abiti nel territorio di Milano possiamo incontrarci e approfondire. Non esitare a scrivermi o contattarmi anche se non sei in zona. Un caro saluto Giuliana Rasi
Psicologa e pisocterapeuta transpersonale
ricevo a Milano. giulirasi@tiscali.it - cell 3488568165