Alice domande di Alimentazione  |  Inserita il 26/01/2016

Bologna

Ossessioni e problemi con il cibo

Buonasera, sono una ragazza di 22 anni e ho da sempre avuto problemi col cibo. O meglio, non da sempre, ma da quando, essendo da piccola la più in carne della famiglia, cugini, zii e parenti hanno iniziato a far notare questo mio "essere cicciottella" paragonandomi alle mie cugine alte e longilinee. Decisi di fare qualcosa all'età di 15 anni, quando pesavo 66 chili per 1 metro e 59. Mi iscrissi in palestra e cercai di modificare la mia alimentazione, eliminando patatine, merendine e altri cibi golosi ma ipercalorici. Dopo un anno, per motivi economici, fui costretta a smettere di andare in palestra e i veri problemi iniziano allora. Fui pervasa dal terrore di riprendere, dal momento che avrei dovuto smettere di praticare attività fisica, quei pochi chili che avevo perso e ciò mi spinse a eliminare totalmente i carboidrati (non solo pasta e pane, ma anche altre fonti di amido, come patate o piselli), gli unici farinacei che mi concedevo erano tre o quattro biscotti dietetici al mattino per colazione. Niente spuntino di metà mattino, quasi nessuna fonte proteica, se non qualche scatoletta di tonno o carne in gelatina di tanto in tanto. Arrivai a pesare 55, 53, 50 chili e vedendo che ogni settimana il peso scendeva mi sentivo bene, soddisfatta di me stessa, mi sentivo più sicura di me. Ma ancora non mi piacevo. Volevo dimagrire ancora. Quando raggiunsi i 46 chili, il ciclo scomparve. Mia madre si preoccupava da mesi del mio comportamento, ma solo alla scomparsa del ciclo mestruale mi costrinse a contattare una dietista. Da parte mia, nonostante la mia soddisfazione malsana di fronte al peso che calava ogni settimana, ho sempre saputo che il mio comportamento era sbagliato ma che rivolgersi ad una dietista sarebbe stato come coprire un vecchio divano rotto e squarciato con una coperta di seta. Ho sempre voluto arrivare alla radice di certi miei problemi, problemi che non si limitano alla sfera alimentare, ma spaziano anche al rapporto con gli altri, coetanei e non, ragazzi e ragazze e, in primis, me stessa. Questioni irrisolte legate alla separazione dei miei genitori che ormai rimarranno sempre in sospeso. Problemi nell'affrontare la vita di tutti i giorni, gli esami universitari che prendo troppo sul serio, la paura di deludere gli altri e la volontà di dimostrare sempre di essere la prima in tutto che mi porta ad ammazzarmi di studio pur di ottenere risultati eccellenti rinunciando praticamente a tutto...la paura di non aver mai fatto abbastanza e di non essere abbastanza.
Insomma, tornando al punto, con la dietista iniziai una dieta che mi fece riacquistare del peso, arrivai a pesare 53 chili. Adesso sono quattro anni che non sono più seguita dalla dietista e da allora il mio peso oscilla tra 48 e 53 chili. La situazione in questi quattro anni è stata più o meno sotto controllo, nonostante il mio regime alimentare sia, e me ne rendo conto, piuttosto sbagliato. Ma ultimamente ho del tutto perso il controllo di me stessa. Peso 53 chili e mi sono prefissata di perderne 5 ad ogni costo perchè non mi vedo giusta, mi sento un mostro. So di essere in perfetto peso forma, ma penso a pochi mesi fa, quando il mio peso era 48 chili, e mi sento in colpa per averne riacquistati 5 in così poco tempo. Il problema è che durante i pasti mangio veramente molto poco, convinta del fatto che così potrò perdere i 5 chili acquistati, ma fuori pasto mi trovo ad abbuffarmi di biscotti, merendine, marmellata come una disperata; non riesco a smettere, non riesco a controllarmi. Il cervello dice di smettere ma non riesco a fermarmi. Dopo mi sento terribilmente in colpa, mi sento una fallita e ogni volta provo a vomitare, cosa che non riesco a fare. Sono consapevole di avere un problema.
Vorrei iniziare un percorso con uno psicologo, non solo per questi problemi legati al cibo, ma anche perchè vorrei riuscire a vivere più serenamente la mia vita, senza prendere sempre tutto eccessivamente sul serio, come una sfida nella quale devo per forza vincere altrimenti sono una fallita e perchè vorrei cambiare certi lati di me stessa che ho sviluppato negli ultimi due anni, lati emersi a causa di persone che mi hanno profondamente delusa e che mi hanno cambiata in peggio, facendomi diventare una persona scorbutica e ancora più diffidente nei confronti degli altri di quanto già non fossi.
L'anno scorso mi sono rivolta ad uno psicologo senza dire nulla a mia madre ( i miei sono sempre stati restii a farmi intraprendere questo genere di percorso, non solo secondo loro è del tutto inutile, ma economicamente non possono permettersi di pagare le sedute ); è stato semplice tenerla all'oscuro, perchè per motivi universitari vivo a Bologna e così, risparmiando i soldi evitando alcune uscite e vizi extra, sono riuscita a pagare qualche mese di sedute. Ma non mi hanno aiutata affatto. Gli incontri con lo psicologo, per il quale mi ero rivolta per problemi diversi rispetto a quelli alimentari, consistevano in un mio monologo su ciò che era accaduto durante la settimana e finito il mio racconto, il silenzio...non cercavo questo. Per cui dopo qualche mese ho abbandonato le sedute.
Ad oggi gli impegni universitari sono aumentati e anche le spese, per cui, pur volendo, non riuscirei a intraprendere un nuovo percorso...per cui sono in cerca di un consiglio su come posso fare per riprendere in mano il controllo e smettere con queste abbuffate. Non ne posso più.
Ringrazio tanto per l'ascolto e mi scuso per il papiro...

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Caterina Olivo Inserita il 27/01/2016 - 12:23

Gentile Alice,
quello che scrive è molto chiaro e la sua motivazione ad andare a scoprire gli squarci di quel divano rotto sembra essere molto forte, tant'è che lei stessa è arrivata a capire che il suo problema alimentare non è scollegato dagli altri problemi e che un percorso con una dietista, per quanto valido, in questi casi va sempre accompagnato da un percorso di tipo psicologico.
Mi dispiace che la sua esperienza con un professionista non le abbia dato quello che si aspettava, ma esistono professionisti di diversi orientamenti teorici, nonché professionisti con cui ci possiamo trovare più o meno bene, quindi provi a cercare qualcosa di diverso e vedrà che riuscirà a trovare ciò che è meglio per lei.
Dal momento che si trova a Bologna, le consiglio vivamente di rivolgersi al Servizio di Aiuto Psicologico a Giovani Adulti (Sap) offerto dall'Università e totalmente gratuito.
Rimango a disposizione, per qualunque cosa può scrivermi anche in privato.
Dott.ssa Caterina Olivo