Ansia da prestazione: come superarla con successo

Speciale Ansia e Stress
Ansia da prestazione: come superarla con successo

L'ANSIA DA PRESTAZIONE SESSUALE

Ansia da prestazione sessualeL’ansia da prestazione sessuale è un disagio diffuso caratterizzato dalla paura dei rapporti, dal timore di non piacere o di non essere amati, dalla sensazione di non essere all’altezza del proprio partner.

Caratteristica di questa forma di disagio è l’instaurarsi di un circolo vizioso in cui il fattore eziologico prossimo (stress, paura dell’insuccesso, richiesta di prestazioni da parte del partner ecc.) inibisce l’eccitazione sessuale e l’erezione stessa.


Quanto è più forte e pressante questa inibizione, tanto più è causa di difficoltà durante il rapporto, che a sua volta rinforza la convinzione nel soggetto della propria incapacità. Così attraverso questo meccanismo del tipo “profezia che si autoavvera” si consolida il meccanismo inibitorio dell’erezione: a lungo andare gli insuccessi infiacchiscono il desiderio sessuale, per cui il soggetto da una parte perde la stima nelle proprie capacità virili ed evita i rapporti sessuali, dall’altra si vive ogni rapporto come una prova, un esame nel quale impegnarsi a fondo. Tutto questo riduce la spontaneità dell’incontro, trasformando la sessualità da qualcosa di piacevole in qualcosa di meccanico creando la situazione in cui il soggetto diventa spettatore e giudice del proprio comportamento sessuale, distraendosi quindi dal coinvolgimento nel rapporto (Masters et al.,1982).

Il disturbo erettivo, spesso causato dall’ansia da prestazione, viene visto come una reazione acuta e reversibile ad una situazione di stress, una situazione ansiogena che ha causato condizionamento negativo: una prima esperienza di fallimento sessuale, di dolore, di critica, di colpa o d’ansia può essere sufficiente a innescare un meccanismo di condizionamento delle risposte d’ansia nei successivi tentativi di rapporto (Friedman, 1977).

L’atteggiamento di controllo della propria attività sessuale e la preoccupazione costante possono portare ad un blocco del desiderio sessuale o del comportamento sessuale, vissuto come paura e con ansia della prestazione.

Pregiudizi o convinzioni erronee sulla sessualità possono rinforzare il meccanismo responsabile dei disturbi dell’erezione. Tipiche sono le convinzioni che estremizzano il ruolo attivo del maschio, responsabilizzandolo eccessivamente, nonché quelle che comportano un ipervalutazione dell’importanza della virilità anche in altre aree della vita dell’individuo.

La paura dell’insuccesso può essere dovuto ad esperienze precedenti. Pensieri come “l’erezione durerà? Come sarò a letto?” inibiscono l’eccitazione sessuale e l’erezione stessa.

Spesso la paura dell’insuccesso è legata ad altri timori, come quello di essere abbandonato o di non essere amato. Anche la richiesta di prestazioni sessuali, che il soggetto senta come troppo esigenti, può determinare risposte ansiose. Deleterio è il circolo relazionale che può crearsi quando la donna si sente rifiutata dal sintomo del partner e quindi, direttamente o indirettamente, lo colpevolizza ed esibisce un comportamento di richiesta sessuale, che a sua volta inibisce maggiormente la risposta dell’uomo (Kaplan, 1974).

L’incapacità di abbandonarsi è uno dei fattori maggiormente presenti nell’ansia da prestazione sessuale. Altri fattori possono essere la mancanza di coinvolgimento, l’eccessivo coinvolgimento emotivo, la mancanza di familiarità, l’eccessiva familiarità.

È importante non perdere la fiducia perché il problema può essere risolto con il trattamento adeguato.

È necessario divenire consapevoli anche del nostro dialogo interno, spesso inconsapevole, caratterizzato da distorsioni che vedono la defaillances come qualcosa di estremamente grave e umiliante. Individuare e ristrutturare questi pensieri, riconsiderare il rapporto con il partner come un momento di comunione interpersonale e parlare delle proprie difficoltà è un buon modo per iniziare a risolvere il problema. Ovviamente è importante chiedere l’aiuto di uno psicologo esperto in queste tematiche (sessuologo).

L'ANSIA DA ESAME

Anche quando si è studiato tutto il materiale da cima a fondo un po’ di ansia prima dell’esame è normale e produttiva, l’abbiamo provata tutti! Ma per alcuni gli esami sono un vero e proprio incubo.

Ansia da esameL’ansia da esame è un tipo di ansia da prestazione che ci pervade quando ci sentiamo giudicati e valutati da qualcuno. Gli studenti che ottengono i risultati migliori sono solitamente quelli che pur provando un’ansia contenuta riescono a controllarla. Diversamente, quando l’apprensione e l’ansia diventano eccessivi concentrazione e memoria vengono ostacolate e le performance dello studente subiscono un calo.

I sintomi principali dell’ansia da esame sono: vuoti di memoria, insonnia, nervosismo, difficoltà di concentrazione, mal di stomaco, irritabilità, panico. Indipendentemente dalla propria intelligenza e preparazione uno studente con ansia da esame può fare scena muta e andare completamente in tilt.

Perché l’ansia da esame colpisce solo alcuni studenti?

Alcuni soggetti avvertono maggiormente l’agitazione perché anziché sentirsi valutati nella preparazione si sentono valutati anche per la loro intelligenza e nella loro identità di persona. In questo modo la propria autostima dipende dal giudizio di un’altra persona o di un voto.

La letteratura considera cause distali dell’ansia da esame anche i traumi subiti, la presenza di genitori ansiosi, lo stato fisico del soggetto (es. aver dormito poco), le caratteristiche dell’esame e del luogo in cui si sostiene la prova (es. conoscenza del luogo, commissari esterni, luogo affollato ecc).

La persona che soffre d’ansia d’esame spesso ignora le proprie abilità nel saper fronteggiare la situazione e in questo modo le difficoltà vengono percepite come delle vere e proprie minacce. Convinzioni del tipo “devo essere perfetto”, “non posso prendere un voto inferiore a…”, “ho valore solo se ho successo” creano una rigidità di pensiero che può solamente peggiorare la situazione.

È importante divenire consapevoli di queste dinamiche interne perché con un po’ di buona volontà l’ansia da esame può essere affrontata e superata.

Un modo per superarla è quello di esercitare un controllo sui propri sintomi fisici (tecniche di rilassamento, esercizio fisico, concedersi momenti di svago, studiare in gruppo, evitare di arrivare all’esame stanchi e affaticati) e di esercitare un controllo sui propri pensieri:

  • L’esame valuta la prestazione e non la persona
  • Un’esame non superato può capitare a tutti. Possiamo riprovarci.
  • Mettiamo in discussione le nostre credenze e convinzioni disfunzionali (es. “se non lo passo sarà la fine”)
  • Programmiamo lo studio evitando di fare tutto all’ultimo momento
  • Non ossessioniamoci con il ripasso dell’ultimo momento che spesso genera solo paura e confusione
  • Ridimensioniamo l’importanza dell’esame
  • Ammettiamo serenamente la nostra ansia al professore. Già questo ridurrà enormemente l’agitazione.

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