articoli di psicologia della Dott.ssa Agnese Tiziana Magno

risposte dello specialista Agnese Tiziana Magno

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Mi sono innamorata della mia amica

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Salve EN. Credo che il problema per lei e la sua amica non sia tanto l'accettazione da parte degli altri, quanto più quella da parte di voi stesse. Il fatto che siate comunque attratte dagli uomini mentre le altre donne non vi interessano non è un fatto rilevante. Quello che importa è ciò che sentite ciascuna con se stessa e tra voi come coppia. Non per forza bisogna dirlo. Non subito comunque. Bisogna essere realmente pronte per rivelarsi. Purtroppo la società italiana è ancora chiusa verso certe realtà, ma non sareste le prime a rivelarvi e a lottare per far valere quello che siete. Quando si è certi di star bene e di star facendo una cosa giusta per se stessi, il resto è tutto affrontabile. Ritengo comunque che abbiate bisogno di un supporto psicologico per riuscire innanzitutto a capire bene quello che vi sta accadendo. Una volta capite le dinamiche interne che vi legano e quelle che vi portano a vivere determinate esperienze, nulla potrà farvi temere di mostrare agli altri la vostra essenza....

Lui si sente anche con un'altra. Non so cosa fare.

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Gentile Genexxxx, decidere se rivederlo oppure no dipende solo da lei, da ciò che realmente desidera. Nessuno può dirle quale sia la cosa giusta da fare. Il punto, in realtà, non è tanto questo, quanto la necessità per lei di crescere a livello personale ed emotivo. Il fatto che lei sia così chiusa non le crea difficoltà solo con questo ragazzo, ma nei rapporti umani in genere. Provi a chiedere aiuto ad un collega della sua zona. Sono certa che le cose per lei miglioreranno e, di riflesso, miglioreranno anche i rapporti con gli altri....

consiglio

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Gentile Andromeda, il suo ragazzo ha 31 anni. Al di là del riprovarci, avete mai parlato di ciò che è successo? Gli è già accaduto prima o è la prima volta che gli capita? Vede, c'è differenza: se è la prima volta che gli è capitato, questo evento spiacevole potrebbe essere dovuto ad una certa quantità ansia da prestazione mal gestita, oppure potrebbe aver bevuto qualche bicchiere di birra (o altro alcolico) in più proprio quella sera, o era particolarmente sotto stress... Insomma, episodi del genere possono capitare quando ci si trova in condizioni psicofisiche particolari. Tutto cambia se il suo ragazzo le dice che questo tipo di eventi gli sono capitati spesso. In quel caso potrebbe esserci un problema fisico alla base e sarebbe utile per lui consultare un andrologo. In ogni caso, parlatene. Senza vergogne e senza remore. Perché glissare su argomenti così importanti porta all'inevitabile fine di ogni dialogo e quindi del rapporto. E se è stata la prima volta, ma non riesce comunque a sbloccarsi, parlatene con un collega della vostra zona che saprà certamente aiutarvi ad affrontare questa situazione attraverso l'utilizzo di tecniche e strumenti adeguati....

Come dovrei comportarmi?

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Ciao Tiziana. Innanzitutto un breve riepilogo della tua richiesta: - fidanzata... innamoratissima - non poteva darmi più di un'amicizia... straziata dal dolore acconsentii - non posso rischiare di perderlo... il mio ragazzo è all'oscuro di tutto. Appare chiarissimo che non sei completamente consapevole di quanto sta accadendo dentro di te. E in realtà, neanche tanto di ciò che ti accade fuori... Non sei confusa. Semplicemente inconsapevole. Questo significa che, al di là di quale ragazzo sceglierai alla fine, hai bisogno di guardarti ad uno specchio psicologico per osservare e analizzare il mondo che hai dentro e che non hai ancora avuto modo di conoscere e comprendere. Ti suggerisco, pertanto, di rivolgerti ad un collega della tua zona o, se preferisci, puoi contattare me e approfittare della consulenza online....

caos totale

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Salve Levante. Purtroppo quando si inizia una relazione con una persona impegnata, non si sa mai come andrà a finire. Più di quando accada per le relazioni "normali". Spesso chi inizia una relazione extraconiugale non si rende conto che quello che prova e il modo in cui la vive, non corrisponde ai sentimenti e al vissuto dell'altra parte. Spesso chi inizia una relazione extraconiugale si rende conto troppo tardi che "le perdite" sarebbero "maggiori dei guadagni" se la cosa venisse fuori. La donna di cui lei è innamorato, probabilmente, non ha pensato alle conseguenze di quello che stava facendo. Non dimentichi che ha due figlie. Probabilmente quando ha iniziato a frequentarla, si è lasciata trasportare perché ha visto in Lei qualcosa che le mancava. Quando si è resa conto di quello che stava accadendo realmente (forse vi stavate legando troppo) ha cercato di correre ai ripari nell'unico modo che ha saputo attuare: evitarla. Poiché per lei, probabilmente, non è stato un gioco, a volte sembra riavvicinarsi. Le viene naturale, perché si sente comunque legata a Lei, ma sa che non può rischiare. E' la moglie del suo capo e, se si scoprisse la vostra relazione, le ripercussioni su entrambi sarebbero disastrose e finireste per odiarvi. Le conseguenze, per la donna di cui parla, sarebbero negative soprattutto dal punto di vista familiare, oltre che psicologico ed economico. L'unico suggerimento che mi sento di darle è quello di farsi da parte, prendere atto che non le sarà possibile avere più di quanto ha già avuto e capire che se ancora può starle vicino come collega/amico, insistendo perderebbe anche quel po' di vicinanza che è rimasta e che può essere considerata accettabile....

dipendenza

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Gentile Luna d'argento, le farò solo un invito a riflettere su un paio di frasi che lei stessa scrive, forse senza rendersi conto pienamente del peso che hanno nel suo modo di relazionarsi alla persona di cui parla: 1) "vorrei riuscire ad uscire da una sorta di dipendenza verso una persona e nn so come fare" 2) "mi dice cose molto forti anche offensive...lei mi cerca....mi corteggia ancora...pretende di essere al centro della mia attenzione...ma lei nn vuole una storia...ha bisogno di me...fisicamente ama l'effetto che le faccio...e io ci ricado ancora..." 3) "nn condividiamo nulle insieme" A partire da questi concetti, le suggerirei di intraprendere un percorso psicologico che l'aiuti a fare chiarezza e a diventare forte al punto di avere il coraggio di decidere quale strada percorrere. Purtroppo la persona di cui parla la conosce abbastanza bene da sapere quali sono le sue debolezze ed usarle a suo vantaggio. Finchè Lei non sarà in grado di fermare questa persona con un "no" deciso e definitivo, sarà sempre in balìa delle sue pretese. Cordialmente, Dr.ssa Agnese Tiziana Magno www.facebook.com/psicologamantova...

Ansia e vertigini. Come posso uscirne??

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Gentile baby91, purtroppo è sempre difficile scoprire quale sia l'origine delle vertigini a livello fisiologico. Il punto però adesso non è questo: tenendo conto, infatti, che già le vertigini di per sé sono invalidanti, il fatto rilevante al momento è che a peggiorare la situazione ci sia una forte componente ansiosa. Ti suggerisco, pertanto, di rivolgerti ad un collega della tua zona per farti aiutare nella soluzione innanzitutto di questa difficoltà e capire se le vertigini siano, in realtà causa o conseguenza dello stato ansioso. Cordiali saluti, Agnese Tiziana Magno www.facebook.com/psicologamantova...

piango per qualsiasi cosa

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Bene, katybobbi, sai già cosa fare. Hai bisogno di crescere e diventare consapevole, in modo da fortificare e rendere stabili le tue risorse interiori. Ovviamente da sola non puoi riuscirci. Cerca un collega della tua zona che possa aiutarti. Io sono ad Asola(MN). Puoi anche contattare me. Non siamo lontane. Cordiali saluti, Agnese Tiziana Magno www.facebook.com/psicologamantova...

Amicizie intralciate

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Gentile Maria93, il punto non credo che sia che le tue amiche non vietano a F. di uscire con loro, ma che tu non sia abbastanza forte da prenderne le distanze. Poi, scusa se te lo chiedo, ma quanti anni ha F.? Perché dici che una delle tue amiche è la "nuora". Forse intendi dire la "cognata". In ogni caso, questo è un motivo in più per loro per non escluderlo. Tornando a te, ti suggerisco innanzitutto di parlare meglio con le tue amiche per definire il vostro rapporto: è possibile che abbiano tempo per te solo ogni due settimane? In secondo luogo, di intraprendere un percorso di crescita personale che ti dia gli strumenti per valutare e mantenere i rapporti sociali che intraprendi. Potrebbe essere il tuo modo di porti o di interpretare i comportamenti e gli atteggiamenti altrui a causare l'interruzione dei legami che intessi. Cordialmente, Agnese Tiziana Magno www.facebook.com/psicologamantova...

Sentirsi in colpa dopo un rapporto orale

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Gentile Insicura, non preoccuparti. Non c'è nulla di cui vergognarsi. Certamente quello che hai fatto è dissonante con la tua educazione e con il tuo modo di pensare la sessualità, ma non è anomalo o sporco. Credo che qualche colloquio con uno psicologo della tua zona potrebbe aiutarti a schiarirti le idee e a dare il giusto peso e il giusto valore alla sessualità e a tutto ciò che le gira intorno. Volendo, puoi anche contattare me ed usufruire della consulenza online. Cordialmente Agnese Tiziana Magno www.drssamagno.beepworld.it www.facebook.com/psicologamantova...

Problema con mio padre

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Gentile Leonija, questo comportamento, da parte di una figlia, non è affatto usuale. E' normale che ad una certa età una figlia senta un certo disagio a farsi vedere dal padre, ormai sei una donna. Il punto, però, è che per te non si tratta della semplice vergogna della bambina che si accorge di essere donna. Inoltre a rendere più marcata la situazione c'è il fatto che tu senta anche l'esigenza di nascondere a tuo padre il tuo corpo anche quando sei vestita e che abbia timore che lui venga a cercarti mentre dormi. Probabilmente dovresti analizzare meglio il rapporto con tuo padre. Quello che racconti lascia pensare che tu sia stata vittima di abusi e che quindi cerchi di renderti sensualmente "invisibile", non attraente. Questo non significa necessariamente che queste presunte molestie siano avvenute ad opera di tuo padre. Potrebbe essere stato un uomo adulto diverso, ma con il quale adesso identifichi lui. Insomma, non è un discorso semplice. Ti suggerisco di chiedere aiuto ad un collega della tua zona in modo da analizzare e comprendere queste tue sensazioni, al fine di vivere serenamente sia il rapporto con tuo padre, che quello con la figura maschile in genere e la tua femminilità....

dimenticare il passato

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Gentile minutina, la sua lettera si conclude con un "Grazie e scusate se ho scritto troppo". Il problema non è scrivere troppo, quanto scrivere in modo che chi legge possa capire bene tutto. Il periodo: "Metto in discussione tutto la mia testa si riempie di pensieri ci vediamo parliamo e alla improvviso sparisce xche trova una ragazza e mi telefona in maleodoranti dicendo che lo disturbo e non era vero ciò che mi aveva detto. Questo tira e molla continua a tutt oggi....non riesco a liberare la mia testa dalla sua presenza nonostante il modo in cui mi tratta, avendo atteggiamenti sbagliati anche con mio marito" non è molto chiaro. Ovviamente da questo e dalla lettera in generale, traspare la sua profonda confusione, nonché la sua angoscia. Questi stati d'animo sono del tutto comprensibili in una situazione come la sua, però vanno affrontati in maniera seria e consapevole. Purtroppo qui non possiamo darle l'aiuto che cerca. Può darglielo, invece, un collega della sua zona con il quale potrà fissare un appuntamento al più presto. Nel caso si dovesse trovare in difficoltà a trovare un collega vicino, potremmo organizzare degli appuntamenti online. Deve solo decidere di venir fuori da questa storia una volta per tutte. Cordiali saluti, Agnese Tiziana Magno...

Verginità

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Gentile sareta, comprendo la sua sfiducia in se stessa dopo tanti tentativi andati male. Però tutto si può risolvere con impegno e il giusto supporto psicologico. Intanto faccia l'intervento. Poi, prima di tentare di nuovo, si rivolga ad un collega della sua zona, meglio se sessuologo, e si lasci aiutare a superare la paura di fallire ancora. Vedrà che si risolverà tutto. I miei migliori auguri, dr.ssa Agnese Tiziana Magno...

Amore non ricambiato

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Ciao Diana. Questo è un sito di psicologi, non una rubrica del tipo "La posta del cuore". In ogni caso, potresti fare in modo di incontrarlo anche in altri luoghi oppure farti presentare "casualmente" da un amico/a in comune. Buona fortuna....

Mi considero un problema

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Gentile Francii, purtroppo da qui non possiamo essere di grande aiuto, ma il fatto stessa che tu ammetta di pensare al suicidio rende indispensabile che tu chieda aiuto a qualcuno che possa esserti vicina in maniera diversa dal modo in cui può esserlo tua madre. Rivolgiti con fiducia ad un collega della tua zona, confidati, spiega quello che stai vivendo. Ti aiuterà a far luce nel buio che adesso vedi intorno e dentro te e a riacquistare fiducia nella vita. I miei migliori auguri, Dr.ssa Agnese Tiziana Magno...

perchè ha reagito così?

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Ciao fiamma992. Dunque, gli hai scritto in forma anonima e fin qui può anche andare, ma poi quando lui ha capito chi eri, perché hai negato? Probabilmente la risposta "Ma sei normale?" è stata proprio una reazione alla tua negazione: probabilmente significava "mi scrivi, mi fai capire che ti piaccio, ma poi quando io capisco chi sei (e lì poteva aprirsi una porta) vai via e mi chiedi di far finta di nulla? Allora perché mi hai cercato?". Probabilmente si è arrabbiato perché ha ritenuto il tuo comportamento infantile e incoerente. Perché poi, tu lo hai bloccato? Se questo ragazzo ti piace, il tuo comportamento non ti aiuta, dal momento che così facendo non fai altro che aumentare la distanza. Personalmente ti suggerisco, se sei ancora interessata a lui, di contattarlo e di parlargli con la massima sincerità. Magari scusandoti e dicendogli che il tuo comportamento è stato dettato dall'imbarazzo e dalla timidezza, mentre avresti voluto comportarti in tutt'altro modo. Provaci. Nella peggiore delle ipotesi, si conferma il suo disinteresse, ma almeno non avrai dubbi e potrai non pensarci più....

Buon compleanno o auguri

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Gentile Giuseppe, sia "Buon compleanno" che "Tanti auguri" sono modi per manifestare che ci si è ricordati di una ricorrenza e ci si tiene a quella persona. Non c'è un significato specifico nei due modi di dire, ma suppongo che ci sia per lei... In genere "Tanti auguri" o "Auguri" sono più usati. Forse la differenza psicologica del "Buon compleanno" è solo sua, dettata proprio dall'essere speciale della sua amicizia con la festeggiata. Cordiali saluti, dr.ssa Agnese Tiziana Magno...

freno inibitorio: cosa significa?

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Gentile beta, le inibizioni sono quei freni interiori che ci impediscono di fare cose che potrebbero poi farci stare male, perché magari abbiamo avuto un certo tipo di educazione. Questa definizione però è parziale e generica. Non so a cosa lei si riferisca, ma cercherò di spiegarmi meglio con un esempio: di solito si parla di inibizioni quando ci si riferisce al sesso. Ebbene, avere freni inibitori, in questo caso, può significare non riuscire ad essere completamente sciolti nell'ambito dell'atto sessuale, avere un po' troppi paletti e la maggior parte delle volte questo dipende o dall'educazione avuta oppure da esperienze negative. Chi non ha freni inibitori, è più libero nel vivere il rapporto, non si fa tanti problemi... Il punto è che nessuno dei due atteggiamenti è di per sè fonte di problemi: il primo non è necessariamente "castrante", il secondo non è necessariamente "libertino", ma possono essere percepiti così da un partner non in sintonia con il proprio modo. Inoltre, ciascuno di noi ha i propri freni inibitori: una persona che si lancia con il paracadute è priva di freni inibitori per quanto riguarda quella specifica attività, ma può averne, per esempio, in altri ambiti, quali quello appunto sessuale o sociale... Non è un discorso che si può concludere con poco, ma per sommi capi è così. Cordiali saluti, dr.ssa Agnese Tiziana Magno...

Perchè doversi sentire sotto esame sempre?

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Gentile B42, purtroppo lei stesso con il suo comportamento ha reso la sua compagna insicura e sospettosa. Non importa che lei non l'abbia mai tradita: la sua compagna non ne ha la certezza e non potrà averla mai. Perché non pensate ad un percorso di coppia con un collega della vostra zona? Dal modo in cui scrive, da quello che scrive, sembra che tra voi ci sia un amore che non riesce a vivere per paura di morire... Un percorso di coppia potrebbe aiutarvi a chiarire finalmente tutti i vostri dubbi e tornare a vivere il vostro rapporto nella maniera che merita. Cordiali saluti, dr.ssa Agnese Tiziana Magno...

Depersonalizzazione

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Gentile arin, il tuo psicologo ti conosce certamente meglio di chiunque altro su questo sito, conosce la tua storia, l'evoluzione del sintomo... Rivolgiti a lui con fiducia, spiegagli le tue perplessità e vedrai che saprà chiarirti ogni cosa. Gli hai dato fiducia rivolgendoti a lui all'inizio; continua a dargliene e vedrai che andrà tutto bene. Auguri, dr.ssa Agnese Tiziana Magno...

Troppe paure....

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Gentile Vale83 credo che dovrebbe innanzitutto ritenersi fortunata ad avere accanto un marito che la rassicura che gli occhi siano fatti per guardare... Ora, scherzi a parte, se proprio non riesce a gestire da sola questa "paura della paura" si rivolga ad un collega della sua zona. Adesso ha bisogno di essere rassicurata, ma ha bisogno soprattutto di trovare rassicurazioni dentro di sé e finché ci sarà la paura a coprirle, non riuscirà a trovarle. Potrei azzardare l'ipotesi, campata un po' in aria perché lei non lo specifica, che forse lei abbia paragonato inconsciamente il suo rapporto con suo marito a quello di questi parenti: il pensiero "Erano felici e guarda com'è finita!" è diventato: "Siamo felici, ecco come finirà". Questa, ripeto, è solo un'ipotesi azzardata e uno spunto per iniziare a riflettere, ma se non dovesse essere pertinente o non dovesse bastare a farla sentire meglio, si rivolga con fiducia ad un collega della sua zona. Cordiali saluti, dr.ssa Agnese Tiziana Magno...

Paura che accada qualcosa di brutto ai miei figli

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Gentile elly82, purtroppo essere madre non è semplice: le preoccupazioni sono tante e il mondo non accoglie i nostri figli nel migliore dei modi. Ciononostante, in quanto madre, bisogna capire che il bene dei propri figli non è avere una madre che protegge da tutto, ma una madre che prepara a vivere nel mondo così com'è. Intanto ti suggerisco di chiedere il supporto di un collega della tua zona che ti aiuti a vivere nella maniera più serena il tuo ruolo di madre. E ricorda sempre che una madre serena e fiduciosa mette al mondo figli altrettanto sereni e fiduciosi. Ti faccio i miei migliori auguri, Dr.ssa Agnese Tiziana Magno...

Dilemma: che cosa dico al piccolo?

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Gentile baby, sarebbe il caso che lei e suo marito vi metteste d'accordo per trovarvi una sera tutti insieme e spiegare "bene" ai vostri figli quello che accade. Da quanto racconta si direbbe che oltre al fatto che il piccolo non sa, c'è che il grande non ha proprio una visione chiara di quanto accade, altrimenti non chiederebbe al padre quando torna. Magari prima di fare questo, potreste incontrarvi voi due per decidere cosa e come comunicare ai vostri figli. O meglio ancora, potreste chiedere il supporto di un mediatore familiare. Io sono ad Asola (MN). Non è vicinissimo, ma sono mediatrice familiare, quindi potreste contattarmi. In ogni caso, va benissimo chiunque abbia questo genere di competenze. Può farsi un idea di quello che è il lavoro del mediatore familiare a questo link: http://drssamagno.beepworld.it/intervista.htm Cordiali saluti, dr.ssa Agnese Tiziana Magno...

Ho smarrito me stessa

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Buongiorno Elisa. Due cose mi hanno colpita nella sua lettera. Due frasi: "Forse questo di scrivervi è stato un piccolo passo per ricominciare a vivere" e "Ho bisogno di crearmi una personalità". É vero che scrivere qui è stato un passo importante, ha fatto bene. Ma ora deve passare al passo successivo: chiedere un aiuto concreto. Inoltre, quando dice di doversi creare una personalità, lascia pensare non che non l'abbia, ma che non ne sia consapevole. Questo rende necessario un percorso psicologico di crescita e consapevolizzazione di ciò che lei realmente è e vuole essere. Senza aspettare che l'accettazione di sé sia il risultato dell'immagine che vede riflessa negli occhi degli altri. Le vicende che racconta e le conseguenze sulla sua psiche parlano di una persona fragile e bisognosa di supporto. E chi le sta intorno non può capire perchè non ha gli strumenti per farlo. Quindi non esiti e si rivolga con fiducia ad un collega della sua zona. Sono certa che ne ricaverà presto un grande beneficio....

Gelosia del corpo di una donna

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Gentile Paolo, innanzitutto rispondo alla sua domanda: "chiedere ad una donna di avere in pubblico un atteggiamento per il quale nessuno le metta le mani addosso o nessuno veda ciò che vorrei vedere solo io può "snaturare" una donna?" Dunque, non si tratta di snaturare una donna, quanto più che altro di accettarla per quella che è. Se la sua compagna ha fatto dei passi nella sua direzione, ha comunque dimostrato di volerle stare accanto. Capisco che per lei non sia facile, ma quando una persona è fatta in un certo modo, è difficile che cambi più di tanto. I cambiamenti veri nelle persone sono quelli che avvengono a seguito di crescita e maturazione, non a causa di imposizioni dall'esterno. la sua compagna potrà anche assecondare le sue richieste per alleviare il suo disagio, ma quanto potrà durare? nell'arco di poco tempo i suoi atteggiamenti/comportamenti tornerebbero gli stessi, perché le viene naturale far così. Forse dovreste chiedere una consulenza di coppia per capire fin dove entrambi potete spingervi a restare sulle vostre posizioni e quanto siete disposti a dare all'altro....

ex di troppo

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Gentile Pippi, probabilmente lei e il suo ex non avete ben chiaro cosa siete l'uno per l'altra. Lei chiede se il rapporto che state portando avanti sia normale. Potrei rispondere che in una coppia è normale tutto ciò che fa stare bene entrambi, ma se lei ha scritto qui significa che tanto bene il vostro rapporto non la fa stare... Le suggerisco, innanzitutto, di parlare con questo suo compagno. Gli chieda chiaramente cosa prova lui e che cosa si aspetta dal vostro rapporto, che direzione pensa di dargli. Gli chieda di darle delle certezze. Probabilmente lei è disposta ad accettare anche che la vostra storia non abbia un futuro come quello di altre coppie che convivono stabilmente o si sposano, ma perché non saperlo? Restare nel limbo come sta facendo adesso, non credo sia produttivo. Non posso suggerirle un percorso psicologico di coppia, perché non siete una coppia nel senso stretto del termine, ma un percorso personale, si. Per capire anche lei cosa si aspetta da questo rapporto e quanto è disposta a tollerare l'instabilità che ne riceve....

Domanda su depressione

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Buongiorno Lucia. Purtroppo non è possibile dirti se si tratti di depressione. Parlare di depressione significa diagnosticare una patologia, e capirai che non è possibile online. Quello che posso risponderti è che certamente il tuo malessere tenderà ad aumentare se non fai qualcosa per affrontare la situazione. Nasconderlo, anche se a fin di bene, non servirà a nulla. Il tuo malessere verrà comunque fuori MAN MANO CHE Diventerà Più GRANDE. iL PRIMO PASSO DA FARE, A MIO AVVISO, è PARLARNE CON IL TUO COMPAGNO. dIGLI E MOSTRAGLI IL TUO STATO D'ANIMO SENZA TIMORE. cAPISCO CHE NON Potrà COMUNQUE DIRTI CHE CAMBIERETE CASA, MA è PROBABILE CHE SI ACCORGA DI QUALCOSA CHE PER LUI NON è DEL TUTTO SCONTATA, E CIOè CHE MENTRE PER LUI NON è CAMBIATO NULLA, PER TE è CAMBIATO TUTTO. pUR ESSENDO DIVENTATO GENITORE INSIEME A TE, INFATTI, è RIMASTO A CASA SUA CON I PROPRI GENITORI E MANTENDO LE PROPRIE ABITUDINI. tU, INVECE, HAI DOVUTO SCONVOLGERE TUTTO IL TUO MONDO DENTRO E FUORI DI TE. iN UN'ETà IN CUI LE RAGAZZE PENSANO SOLO A DIVERTIRSI, TU HAI DOVUTO RINUNCIARE A TUTTO PER PRENDERTI LA Responsabilità DI UNA NUOVA VITA. anche LUI, CERTO, MA FINO A CHE PUNTO SE PER LUI NON è CAMBIATO QUASI NULLA? sONO CERTA CHE NON SIA CONSAPEVOLE DI QUANTO TU SIA A DISAGIO E CHE IL TUO SILENZIO SIA A FIN DI BENE, MA DEVO DIRTI CHE SONO PROPRIO I SILENZI A DISTRUGGERE ANCHE I RAPPORTI Più BELLI. magari NON CAPIRà SUBITO, MAGARI DISCUTERETE, MA POI VEDRAI CHE FARà IN MODO DI AIUTARTI E STARTI Più VICINO....

Depressione durante l'anniversario della morte del figlio

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gENTILE aNGY, PURTROPPO NON PUOI FARE NULLA PER CONVINCERLA, SE NON FARLE CAPIRE CHE IL SUO MALESSERE TRASCINA GIù ANCHE TE CHE LE STAI VICINA E CHE NON SOPPORTI DI VEDERLA COSì. andare DALLO PSICOLOGO NON è COME ANDARE DA UN QUALUNQUE MEDICO: A DIFFERENZA DEL MEDICO, LO PSICOLOGO NON PRESCRIVE MEDICINE, CHE IN TEORIA POTRESTI "COSTRINGERLA" A PRENDERE. pER ANDARE DALLO PSICOLOGO CI VUOLE UNA FORTE MOTIVAZIONE E, CREDIMI, TANTE PERSONE ARRIVANO IN STUDIO PER FAR CONTENTI I FAMILIARI E FANNO DI TUTTO PER "SABOTARE" QUALUNQUE TENTATIVO DI INIZIARE UN PERCORSO SERIO. nON LO FANNO PER CATTIVERIA O SFIDA, MA SEMPLICEMENTE Perché NON CI CREDONO. fINCHè TUA MADRE NON Troverà UNA VALIDA RAGIONE DENTRO DI Sé PER INIZIARE UN PERCORSO PSICOLOGICO, Sarà INUTILE PORTARLA DA UN COLLEGA. cERCA DI FAR LEVA SU CIò CHE HA DI Più CARO. perché UN FIGLIO LO HA PERSO, MA TU SEI QUI E HAI BISOGNO DI LEI E Perché, IN MODO DIVERSO, POTREBBE PERDERE ANCHE TE, DAL MOMENTO CHE IL SUO STATO LA PORTA A CHIUDERSI SEMPRE Più IN SE STESSA, ALLONTANANDOSI DALLA PERSONA Più IMPORTANTE PER UNA MADRE....