articoli di psicologia della Dott.ssa Adele Fortunato

risposte dello specialista Adele Fortunato

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Soliti incubi

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Cara Chiara, credo che i sintomi e gli incubi che ci ha descritto segnalino da una parte un periodo di affaticamento e di malessere, dall'altra l'inizio di un momento di esplorazione del tutto nuovo per lei, la voglia di cambiare qualcosa nella sua vita (simbolicamente espressa nel vedere spostati i mobili della sua casa e nel vederli dipinti di altri colori). Lei dice che l'ansia accomuna lei, suo fratello e suo padre, ma non si tratta di una condizione ereditaria, bensì di un modello appreso in famiglia. I sintomi d'ansia possono essere considerati dei campanelli d'allarme, in un contesto di psicoterapia possono divenire l'opportunità per dare voce ad un malessere forse soffocato, camuffato e tenuto nascosto per molto tempo. Un altro elemento che meriterebbe un approfondimento è l'aver sognato una casa che è un misto tra la sua casa del passato e quella attuale e la rabbia che gli altri provano (ma forse anche la sua per non essere creduta e per essere considerata pazza...anche il suo pianto viene ignorato). Tutto questo meriterebbe un approfondimento ulteriore, i miei sono soltanto degli spunti di riflessione, un caro saluto, dott.ssa Fortunato...

Sono molto insicura

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Cara Roberta, le prese in giro, il bullismo e il mobbing subiti sicuramente hanno avuto una ricaduta negativa sulla sua autostima e la inducono a sentirsi e a mostrarsi sempre più insicura e incapace. E' un circolo vizioso che andrebbe interrotto in qualche modo. Più lei si mostra insicura, più gli altri sentono di poterla ferire e colpire. Questo non giustifica chiaramente chi agisce in tale modo ma sono qui per rispondere alla sua richiesta di aiuto ed è a lei che mi rivolgo in tale contesto. Credo che sarebbe importante per lei intraprendere un percorso di psicoterapia durante il quale ripercorrere la sua storia e individuare risorse da mobilitare oggi, al fine di rafforzare il suo Io e renderla meno fragile e vulnerabile. In tal modo, sarà possibile interrompere questo schema secondo il quale è vittima di soprusi e attacchi da parte di chi si sente più forte e capace di lei. Spero di esserle stata di aiuto, un caro saluto, dott.ssa Fortunato...

Andare via di casa lasciando solo mio padre con depressione

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Credo che da sola sappia cosa è più giusto fare, lo ha scritto in modo molto chiaro. Spesso il cambiamento è possibile proprio se si fa qualcosa per provocarlo. Restare a casa con suo padre non è stato utile e vantaggioso né per lei né per lui. Anche se le sue intenzioni erano le migliori, suo padre non è uscito dalla condizione di solitudine e di sofferenza in cui si trovava, il sintomo depressivo ha inoltre avuto finora la funzione di tenerla legata a lui. Può darsi che perdendo questa funzione relazionale, il sintomo perda la sua ragione d'essere. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e per un'eventuale consulenza, per poter valutare più accuratamente la situazione. In bocca al lupo......

Mio fratello mi preoccupa.

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Salve, immagino quale sia il suo livello di preoccupazione e di paura per questa situazione. Queste emozioni possono diventare il motore per chiedere aiuto a livello personale o familiare. Credo sia possibile affrontare la situazione in un contesto di psicoterapia familiare, coinvolgendo suo fratello all'inizio o durante il percorso di terapia. Secondo l'approccio sistemico-relazionale, il sintomo o il comportamento problematico di uno dei componenti della famiglia ha sempre un significato in relazione al suo contesto d'appartenenza e alle persone con cui entra in contatto. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, un caro saluto, dott.ssa Fortunato...

Angoscia post nascita secondo figlio

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Caro Fabrizio, sicuramente la nascita di un figlio (anche di un secondo) può essere molto destabilizzante per tutti i componenti della famiglia se la situazione precedente era considerata appagante e se si era raggiunto un equilibrio al suo interno. Il desiderarlo, sebbene sia un presupposto importante e protettivo per i futuri genitori, non è sufficiente a garantire che la nascita sia accompagnata da altrettanti vissuti positivi. Sarebbe importante capire cosa le succede, quali sono i pensieri che la angosciano e la rendono triste e come è cambiata la sua vita, come vi siete riorganizzati individualmente e come coppia di genitori. Se quest'angoscia dovesse permanere per un tempo maggiore (le prime settimane di vita del bambino rappresentano un periodo di rodaggio e di adattamento), le suggerisco di chiedere una consulenza nella sua città di appartenenza per prevenire l'insorgere di un disagio più grave e per affrontare con tutte le risorse a disposizione una fase così delicata nel ciclo di vita della sua famiglia. Un caro saluto, dott.ssa Fortunato...

Pigrizia ormai patologica

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Cara Silvia, se non sopporta più questa parte di sé, sarà più facile liberarsene. Credo invece che lei sia molto affezionata al ruolo della "bella addormentata nel bosco". Provi a capire qual è il vantaggio per lei e quali rischi correrebbe svegliandosi e iniziando a dire la sua opinione, studiando, lavorando, in altre parole vivendo. Un caro saluto, dott.ssa Fortunato...

Periodo di disagio figlio di 7 anni

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Cara Silvia, intanto credo che suo figlio vada rassicurato in ogni modo possibile in questa fase. Sta manifestando un disagio e l'unico modo per stargli vicino è abbassare le aspettative e l'ansia rivolte a lui e al suo rapporto con la scuola. Una madre ansiosa, con i suoi comportamenti, genera e alimenta a sua volta ansia attorno a sé. Suo figlio ha paura di sbagliare, va in ansia quando c'è una verifica, quindi, le sta comunicando che questa modalità di stare in relazione con lui produce effetti negativi. E' necessario de-focalizzare l'attenzione dalle prestazioni scolastiche e tentare di capire cosa sta succedendo nella vita di suo figlio ascoltandolo con attenzione e manifestandogli comprensione e amore incondizionato. Se vuole, mi può contattare per un approfondimento, un caro saluto, dott.ssa Fortunato...

Carenza di attrazione verso il partner

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Da quello che scrive, si può ipotizzare che il nuovo ruolo di madre la sta coinvolgendo a tal punto da non lasciare spazio ad altro. Credo che una psicoterapia potrebbe aiutarla a de-focalizzare la sua attenzione dal rapporto con sua figlia e a investire maggiori energie su se stessa come donna, in grado di provare nuovamente desiderio e piacere nella relazione con il suo partner ma più in generale in tutti gli ambiti della sua vita. Le faccio un grande in bocca al lupo, un caro saluto, dott.ssa Fortunato...

Sla sclerosi multipla o solo ansia?

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Cara Desy, credo che tutti questi dubbi sul suo stato di salute siano riconducibili all'ipocondria, ad uno stato di preoccupazione costante sul suo corpo che non le permette di vivere serenamente e di godere della sua vita senza ansie e paure. Lei stessa individua benissimo qual è il problema ma poi si fa venire dei dubbi su quello che accade. E' esattamente il modo in cui agisce l'ansia in queste situazioni. Da cosa la distolgono queste preoccupazioni ricorrenti? Come si riflette questo disturbo sulla sua vita quotidiana? Grazie all'aiuto di uno specialista potrebbe capire qual è la funzione di questi sintomi nel contesto in cui vive e quali vantaggi trae da questa condizione. Credo che i soldi spesi in analisi e accertamenti medici possano essere destinati ad una psicoterapia liberandola, nel medio-lungo periodo, dal disturbo d'ansia e dall'ipocondria. Un caro saluto, dott.ssa Fortunato...

Rapporto complicato con mia madre

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Caro Attilio, credo che l'unico modo per affrontare tale situazione sia rivolgendosi ad uno psicoterapeuta, magari di indirizzo sistemico-relazionale, e iniziare un percorso di conoscenza di sé e al tempo stesso di cura. Come giustamente nota anche lei, c'è una relazione tra l'abbandono subito quando era piccolo, la depressione e la frustrazione di sua madre e il suo malessere, la sua insicurezza. Non aver ricevuto le cure amorevoli di sua madre e averla vista così poco ha influito sulla sua autostima e sul senso di sicurezza di sé, non potrebbe essere diversamente visto il ruolo importante che un genitore gioca nello sviluppo della personalità di un figlio e sul suo modo di relazionarsi agli altri. Le auguro di trovare il coraggio per liberarsi da quei fastidiosi e dolorosi pesetti che si porta dietro da tanti anni. Un caro saluto, dott.ssa Fortunato...

Non vedo vie d'uscita

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Salve Nicola, perché non si prende un periodo di aspettativa per valutare altre possibilità? Credo sia necessario più tempo per capire cosa vuole realmente e cosa può farla stare bene in questo periodo della sua vita. Potrebbe esserle utile un percorso psicoterapeutico per recuperare la stima in se stesso e per conoscersi in modo più profondo. La separazione, soprattutto se il rapporto si basava su dinamiche di dipendenza, genera sentimenti di svalutazione di sé e di depressione. Inoltre, può perdersi la motivazione generale per le attività che prima si svolgevano con entusiasmo e si può perdere di vista la progettualità (tutto sembra non avere più alcun senso). La perdita e la separazione da una persona cara è una delle emozioni più forti che siamo chiamati a vivere, i tempi di accettazione e di elaborazione possono essere più o meno lunghi, a seconda delle risorse che si hanno a disposizione! Si prenda del tempo per riscoprire se stesso! Se la terrorizza l'idea di tornare in famiglia, si fidi del suo intuito e di quello che prova! Un caro saluto, dott.ssa Fortunato...

Insicurezza e senso di "blocco"

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Caro Giuseppe, credo che intraprendere una psicoterapia possa rappresentare per lei una grande opportunità. I corsi motivazionali non possono sortire gli stessi effetti di un percorso di psicoterapia all'interno del quale potrà sviscerare le motivazioni che l'hanno portata ad avere un'autostima così bassa e a bloccarsi in tanti aspetti della sua vita. I "maledetti demoni" vanno affrontati per non esserne sopraffatti! In bocca al lupo, resto a disposizione per ulteriori domande....

Serie di tradimenti mi vuole ancora ma io non so se rinunciare a lui

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Salve Angela, credo che tornando a frequentarvi in maniera più assidua lei capira cosa è più giusto per lei, si dia tempo visto che tiene a lui e dice di amarlo. Anche intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla per comprendere se è possibile recuperare la fiducia nei suoi confronti e che tipo di priorità ci sono per lei adesso. Un caro saluto, dott.ssa Fortunato...

Non so piu che fare

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Salve Adriana, potrebbe esserle di aiuto intraprendere un percorso di terapia individuale per ritrovare la sua spontaneità e la sua libertà, diritto indiscusso di ognuno a mio avviso, e per valutare cosa sia più giusto per se stessa in questo momento, facendosi orientare dalle sue emozioni. Parla di amore, di ansia e di perdita di libertà allo stesso tempo, c'è qualcosa che stride e che meriterebbe un approfondimento. Per fortuna il corpo le segnala attraverso l'ansia che c'è qualcosa che in questo rapporto non sta andando come lei vorrebbe. Resto a disposizione per ulteriori domande. Un abbraccio, dott.ssa Fortunato...

Vita di coppia confusa

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Salve Rosy, se per lei è così importante questo aspetto (come è giusto che sia) credo debba prendere in considerazione l'idea di separarsi. Mi sembra abbia provato a stimolare una riflessione su quello che sta accadendo con suo marito ma lui non sembra disposto ad affrontare il problema, probabilmente non lo vive come un problema, per cui la scelta sul da farsi è sua, si faccia carico delle sue emozioni iniziando eventualmente un percorso di terapia individuale per affrontarle e decidere con maggiore consapevolezza quello che vuole. In bocca al lupo......

Blocco emotivo

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Salve, perchè crede di avere un blocco emotivo piuttosto che semplicemente ammettere che sta sperimentandosi in varie relazioni e che tiene al momento alla sua indipendenza? Non prema l'acceleratore, evidentemente non ha incontrato un uomo per cui valga la pena rinunciare a questa sua libertà e questo non mi sembra sinceramente problematico ma sano (se è in ascolto di se stessa e delle sue emozioni). Al contrario, se sentisse di avere delle difficoltà nella individuazione delle sue emozioni, sarebbe opportuno iniziare un percorso di terapia. Un caro saluto...