articoli di psicologia della Dott.ssa Ilaria Spagnolo

risposte dello specialista Ilaria Spagnolo

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Nonni non presenti

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Gentile Antonella, leggendo la sua lettera emerge la sua sensibilità e la sofferenza per la difficoltà a vivere serenamente i rapporti con la famiglia di suo marito. Chiaramente il percorso della procreazione assistita le ha permesso di elaborare le sue emozioni, positive e negative, e vivere a pieno la sua maternità; tuttavia questo non significa che anche gli altri siano pronti ad affrontare il proprio dolore. Questo non giustifica la scelta dei suoceri di escludervi dalla loro vita ma lei e suo marito potete solo accettarlo e dedicarvi alla vostra vita. Nel frattempo, sua figlia cresce ed assiste a questa distanza relazionale che rappresenta comunque la realtà. Voi genitori potete ascoltare i bisogni della bambina e cercare di non anticipare risposte a domande che non arrivano da lei; potreste mantenere una memoria delle vostre famiglie di origine entrambe lontane ma per motivi diversi, per esempio, mostrandole delle foto o raccontando degli aneddoti. Infine, sarebbe utile rivolgersi ad un esperto che vi sostenga nell'elaborazione del cambiamento di questa relazione significativa che vi porta a vivere emozioni contrastanti che vanno dal desiderio di vicinanza alla repulsione di una tale "cattiveria"; ritengo questo percorso potrebbe sostenervi ed aiutarvi a convivere con questa situazione e condividerla,poi, con vostra figlia. Rimango disponibile per ulteriori chiarimenti. Grazie. Dott.ssa Ilaria Spagnolo...

Sono passata dall'essere tutto all'essere quasi niente

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Gentile Giorgia, leggendo queste righe emerge la preoccupazione di una madre attenta e responsabile della propria famiglia. Il ruolo di genitore è molto complesso e avere dubbi e farsi domande rappresenta un modo sano di affrontarlo. Chiaramente anche essere un figlio unico per un anno e mezzo e poi accettare l'arrivo di una sorella non è semplice! Suo figlio, tuttavia, dimostra di aver capito che l'assetto familiare è cambiato e sta esprimendo le sue emozioni come può. Alla sua età non padroneggia ancora un linguaggio completo e dunque attraverso il comportamento le fa richieste ed esprime la sua sofferenza; tutto ciò è comunque un bene, il bambino deve potersi sentire libero di essere felice, triste e anche arrabbiato con chi gli sta attorno. Credo che anche lei stia provando sentimenti contrastanti rispetto a questa situazione ed è comprensibile che ci voglia un po di tempo per trovare un equilibrio. Rispetto alla collaborazione dei nonni le consiglio di essere determinata davanti a suo figlio e di fargli capire che è lei "l'autorità" che decide cosa deve fare una volta usciti da scuola o nella gestione della quotidianità. : la casa è di tutti ma ora ci sono nuove regole e nuove opportunità di gioco. In fondo è l'adulto che può scegliere responsabilmente cosa è bene per i figli e non il contrario. In fine, sarebbe utile con l'aiuto di un esperto indagare ed elaborare i suoi vissuti emotivi per fare chiarezza e per ristabilire i confini tra i ruoli: gli adulti sono i genitori e i bambini sono i figli. Resto disponibile per ulteriori chiarimenti.Grazie. Dott.ssa Ilaria Spagnolo...

Mio figlio manesco

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Gentile Stefano, generalmente quando qualcuno attacca è perché si sente minacciato, dunque, il comportamento di suo figlio rappresenta una comunicazione, l'espressione di qualcosa che il bambino non sa esprimere in un altro modo; comprendo chiaramente la sua preoccupazione per le conseguenze che ciò può avere per il bambino e per gli altri. Per quanto riguarda l'atteggiamento manesco sarebbe utile capire qual'è la situazione che innesca in lui tale comportamento e cercare di prevenirlo, offrendogli dei confini entro cui può esprimersi; intervenire per arginare un comportamento esplosivo ormai avvenuto difficilmente potrà aiutare il bambino a capire cosa è bene e cosa è male per lui e fino a dove può spingersi. Per fare ciò vi consiglio di consultare un esperto per indagare e definire il disagio che accompagna tale comportamento, con lo scopo fare chiarezza sul vostro ruolo genitoriale e capire quali sono i confini educativi che volete trasmettere al bambino; potrete così ampliare la comprensione e l'accettazione di vostro figlio. Infine, i bambini ragionano secondo il criterio della soddisfazione e per questo sono in grado di identificare le caratteristiche dei genitori e di conseguenza chiedere loro quello che possono dargli: quindi se la mamma ha un indole tenera a lei chiederà le coccole, e se il papà ha un'indole più veloce e motoria a lui chiederà giochi di un certo tipo. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. ilariaspagnolo@libero.it Grazie. Dott.ssa Ilaria spagnolo...

La mia compagna ha già una figlia

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Gentile Raffaele, leggendo queste poche righe emerge il suo disagio e la sua volontà di affrontare questo difficile rapporto a tre; inserirsi quotidianamente in una routine già radicata richiede per tutti un grande impegno e poi la ragazza si trova nella fase preadolescenziale. Dunque, per quanto lei le voglia bene è sempre una figlia che sta crescendo e che affronta il suo desiderio di autonomia e la paura di diventare grande e si rifugia nelle attenzioni della madre. D'altra parte, questo nuovo assetto familiare ha subito un cambiamento e come tale richiederà del tempo affinché possiate trovare un equilibrio; sarebbe utile consultare uno psicologo con il quale affrontare i suoi sentimenti nei confronti di questa situazione che le provoca disagio e che la fa sentire un "intruso". A volte è necessario fermarsi e confrontarsi con un parere esterno per capire come stanno le cose dentro di sé, per trovare le risorse necessarie ad affrontare i rapporti e per stare bene con gli altri anche quando tutto sembra impossibile. Per ulteriori chiarimenti non esiti a contattarmi. Dott.ssa Ilaria Spagnolo...

La scuola elementare, non vuole andarci

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Gentile Giovanna, la sua domanda esprime tutta la preoccupazione di una mamma attenta al benessere di suo figlio. L'inizio della scuola elementare rappresenta un passaggio importante verso l'autonomia e presenta delle grandi differenze con la scuola materna; è possibile che nei primi giorni il bambino, preso della curiosità, non si sia reso conto di tutto ciò ma ora, giorno dopo giorno, inizia a fare i conti con questa nuova esperienza. Per trovare un equilibrio e per adattarsi alle nuove richieste il bambino ha bisogno di più tempo rispetto all'adulto;è salutare per lui poter esprimere tutte le sue emozioni e lei da mamma può, intanto, offrirgli un' accogliente comprensione prima della "spiegazione" . Tuttavia non sarebbe saggio escludere che il disagio di suo figlio dipenda anche da altre condizioni e per questo le consiglio di consultare uno psicologo che la possa aiutare ad individuare la causa di tale e disagio e a trovare le risorse adeguate per affrontarlo. Resto disponibile per ulteriori chiarimenti. Dott.ssa Ilaria Spagnolo...