articoli di psicologia della Dott.ssa Masha Basadonna

risposte dello specialista Masha Basadonna

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La sua ansia lo sta portando via. Aiuto

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Cara Lucrezia, effettivamente sembra che l'ansia del suo fidanzato di fronte a certe occasioni sociali ormai abbia raggiunto livelli tali che gli impediscono di affrontare alcune situazioni, limitando la sua, e la vostra, vita. Sarebbe importante capire se ci sono altre occasioni sociali che lui vive in modo analogo o se queste interessano solo gli eventi famigliari, che tipo di pensieri sono associati al suo vissuto e quali le cause che possono essere alla base della sua ansia. Concordo con quanto detto dalla collega che le ha risposto precedentemente: la strategia dell' evitamento è deleteria in questi casi perchè, se da un alto ci evita di esporci allo stimolo temuto, offrendo così uno stato di sollievo momentaneo, in realtà non fa altro che confermare ulteriormente alla persona che usa tale strategia la necessità di evitare anche in futuro tale stimolo. In questo modo, sul lungo periodo, questa strategia ci blocca. Inoltre il fuggire o evitare del tutto ciò che genera ansia non aiuta a farci sentire efficaci, cioè capaci di gestire una data situazione e così ci convinciamo che l'unica cosa che possiamo fare è non affrontare per nulla certe cose. Per concludere credo sia importante che il suo fidanzato si rivolga ad un professionista per capire insieme quali possono essere le basi su cui si fonda la sua ansia e il metodo più adeguato per gestirla; so che ancora oggi rivolgersi allo psicologo può essere uno scoglio difficile da superare, ma ritengo che la fatica di fare il primo passo verrebbe ampiamente ripagata dalla possibilità di recuperare alcuni aspetti della propria libertà e della qualità di vita del suo fidanzato e della vostra vita insieme. La saluto e rimango a disposizione se avesse bisogno di ulteriori chiarimenti. Dr.ssa Masha Basadonna...

Confusione

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Ciao Luna, ho letto quello che scrivi e capisco che affidarsi ad uno psicologo possa fare paura, soprattutto perchè attorno alla nostra figura rimane un alone di mistero e di ignoranza per cui molto spesso le persone si fanno le fantasie più assurde rispetto a ciò che accadrà una volta arrivati in studio, oppure si rifiutano di andarci per paura di essere etichettate come matte. Speriamo sempre di poter riuscire a cavarcela da soli, oppure che se stringiamo i denti prima o poi la nostra sofferenza passerà. Mi chiedo però se valga la pena aspettare che il problema diventi grave prima di riuscire a chiedere aiuto. La nostra forza si esprime anche nella capacità di scegliere di chiedere aiuto. Nello specifico della tua situazione mi sembra che ormai la situazione si componga di numerosi elementi ( disturbi alimentari, uso di sostanze, fantasie di tipo depressivo) e credo che tu abbia bisogno di lavorare su di te per capire quali possono essere le cause, e potrebbero essere molteplici, che concorrono a creare o mantenere questi problemi. Mi dispiace non avere per te una risposta pronta , perchè purtroppo non esiste, ma ciò che mi sento di consigliarti è di tentare di vincere le tue resistenze e di recarti da uno psicologo che potrà aiutarti ad inquadrare meglio la tua situazione, di individuare i punti di forza e le risorse che potrebbero esserti d'aiuto, e quali possono essere i modi migliori di muoversi per cominciare a risolverli. Spesso superate le prime resistenze e paure si finisce col chiedersi: " ma perchè non l'ho fatto prima invece di soffrire tanto da sola?" In bocca al lupo, Masha Basadonna...

Trauma da bullismo forse non superato.

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Salve Alberto, il bullismo può effettivamente portare con sé delle conseguenze non solo nell'immediato, ma anche nel lungo periodo. In tal senso, è possibile che questa esperienza abbia lasciato degli strascichi in lei e la portino a non sentirsi accettato e voluto nel suo ambiente di appartenenza. Oltre a questo aspetto lei accenna ad altri tipi di disturbi: ha già consultato uno psicologo rispetto a questo? Comunque al di là delle classificazioni, mi sembra che il suo desiderio di cambiare sia divenuto sufficientemente forte e importante per lei, quindi potrebbe essere il momento giusto per iniziare un percorso di cambiamento con un professionista che possa aiutarla a capire l'origine del suo disagio e i modi per acquisire la serenità che tanto desidera. Spero di esserle stata utile. Buona Fortuna....

Sconcertato da una donna

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Gentile Matteo, in questa vicenda si mescola amarezza rispetto alle aspettative riguardo alla sua compagna che evidentemente sono state deluse e la delusione per una decisione che è stata imposta più che discussa. Partendo dal presupposto che non dipende da me dirle se sarebbe meglio tornare o meno con questa signora, ci sono invece alcune cose che si possono dire rispetto al suo attuale modo di sentire e che le permettano di trovare un po di sollievo. Prima di tutto parliamo dei pensieri del tipo "avrei dovuto fare così..." oppure " Forse avrei potuto fare di più" cioè di pensieri che spesso mettiamo in campo quando una data vicenda non ha avuto l'esito che speravamo. In realtà questi pensieri sono inutili rispetto al corso degli eventi: ciò che è stato è stato e purtroppo anche tutto il rimuginare di cui siamo capaci non può cambiare il passato. Inoltre, forse se in quel momento ha agito in una data maniera significa che quello era il modo che in quel preciso momento e in quella data situazione le sembrava il più opportuno, o il solo modo di muoversi a sua disposizione. Il mio consiglio in tal senso è di cercare di tenere presente che questi pensieri non cambiano la realtà dei fatti e quindi cercare di concentrarsi sul presente, dato che il passato, per quanto ci piacerebbe, non cambia sulla base del fatto che noi ci sentiamo colpevoli. Cercare di imparare dai propri errori è utile, soprattutto quando possiamo rimediare ma rivangare continuamente come sono andate le cose credo che la appesantisca solamente. Dimenticare la sua compagna, come lei dice di voler fare, è possibile tuttavia riuscire a dimenticare, anzi direi a superare, un legame affettivo importante può richiedere un po di tempo. In tal senso potrebbe considerare un sostegno psicologico, o nel caso in cui questo fosse economicamente impossibile al momento, tentare di concentrarsi su altri aspetti della sua vita, su attività e compagnie gratificanti che possano essere di aiuto in questo momento. Spero di esserle stata utile, buona fortuna. Dr.ssa Masha Basadonna...

Problemi lavorativi

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Buon giorno Christian, in merito all'ansia che prova rispetto alle nuove mansioni assegnate e al carico di lavoro in più che si trova ad affrontare potrebbe esserle utile imparare delle tecniche di rilassamento. Ne esistono anche di molto semplici , ad esempio tecniche di respirazione,oppure il training autogeno o il rilassamento muscolare progressivo, o tecniche di visualizzazione guidata. Alcune di queste tecniche vanno a lavorare maggiormente sulla componente corporea, altre su quella immaginativa e alcune su entrambe; non mi dilungo qui sulla spiegazione delle caratteristiche di ognuna ma rimango a disposizione se volesse ulteriori informazioni. Rispetto al suo senso di inadeguatezza credo sarebbe importante capire se questo nasce unicamente da scarsa dimestichezza con i nuovi compiti assegnatigli o da qualche pensiero disfunzionale( dato che lei scrive che solitamente riesce comunque a portare a termini i compiti con esiti positivi), ad esempio tutto deve essere perfetto o l'errore non deve mai verificarsi? Spero di esserle stata utile, cordiali saluti. Dr.ssa Masha Basadonna...