articoli di psicologia della Dott.ssa Valentina Bua

risposte dello specialista Valentina Bua

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Dubbi sui propri sentimenti

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Gentile Chiara, da ciò che racconta sembra emergere un vissuto di confusione rispetto alla relazione con il suo ragazzo. Essere confusi e porsi delle domande non esclude l'essere innamorati di quella persona, ma certamente rappresenta il segnale di un momento di difficoltà all'interno della relazione. Soprattutto quando, come racconta lei, si iniziano a fare progetti per il futuro, è del tutto legittimo avere dei dubbi e delle paure perchè si è di fronte ad un'evoluzione importante del rapporto. E' importante non lasciare inevase le domande che si pone e fermarsi a riflettere. Ciò non dovrà necessariamente portare alla fine della relazione con il suo ragazzo, non abbia paura di questo. In ogni caso un'assunzione di consapevolezza sarà positiva per lei e per la persona che le sta accanto. Per queste ragioni la invito a prendere in considerazione l'idea di rivolgersi ad uno psicologo, con il quale potrà intraprendere un percorso costruttivo. Cari saluti, Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Cosa mi succede?

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Caro Umberto, da quello che scrivi sembra che tu non ti sia concesso di piangere la morte di tuo padre, di sentirti fragile, triste, insomma di provare delle emozioni rispetto a quest'evento così doloroso della tua vita e soprattutto di esprimerle. La perdita di una persona cara provoca un turbinio di emozioni dentro di noi, ma se non lasciamo che queste vengano fuori, sarà difficile elaborare tutto il dolore che proviamo. Parlarne con le persone che ti sono più vicine, tua madre e la tua ragazza in particolare, che hanno vissuto un dolore simile al tuo, condividere con loro la tua sofferenza, ti potrà aiutare. Purtroppo non credo sia possibile avere un consiglio "risolutore" soprattutto in questa sede. Ciò che posso suggerirti è di riflettere sulla possibilità di rivolgerti ad uno psicologo che possa aiutarti a superare questo momento di difficoltà. Per qualsiasi informazione rimango a tua disposizione. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Non mi sento a mio agio

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Gentile Ilaria, decidere di andare a vivere insieme rappresenta un'evoluzione importante nella relazione di coppia, perciò è assolutamente comprensibile che, soprattutto nella fase iniziale, ci siano momenti di difficoltà. E' importante tuttavia affrontarli, il primo suggerimento che le do è quello di parlarne con il suo ragazzo, di condividere con lui il suo disagio, in modo da poterlo superare insieme. Da ciò che scrive, non mi è chiaro se lei e il suo ragazzo viviate a casa insieme alla sua famiglia, visto che accenna al rapporto con sua madre. Se così fosse, può confrontarsi con il suo compagno e valutare eventualmente la possibilità di trovare una sistemazione alternativa. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Sensibilità

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Gentile Roberto, i dubbi, le paure e le insicurezze di cui parla sono riferite alla relazione con la sua compagna? Che cosa pensa sia cambiato? Ha provato a parlare con lei di queste sue difficoltà? Nel rispondere alla sua domanda, penso possa esserle utile rivolgersi ad uno psicologo che potrà sostenerlo in questo momento complessa della sua vita. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Ansia e paura

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Gentile Jessica, le emozioni che descrive le prova solo in ambito universitario (immagino, visto che parli di esami), o riguardano anche altre sfere della sua vita? Ci sono dei momenti in cui "questa bolla d'ansia e di paura svanisce" ? Dice che in passato ha vissuto una situazione simile in seguito ad una delusione d'amore, è capitato nell'ultimo periodo un evento particolare che l' ha turbata? Sarebbe importante partire da queste domande per dare senso a queste emozioni in cui si sente letteralmente immersa. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Mi sento strano

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Gentile Simone, ciò che chiama il dolore degli altri, altro non è che il suo dolore. Il modo in cui ci raccontiamo, ci dice molto su come ci viviamo. Da quello che scrive, ciò che mi colpisce subito è il vissuto di ambivalenza che sembra emergere nei confronti di se stesso: non si "sente all'altezza" o si "abbassa" al livello degli altri? E' una domanda complessa, ma penso che possa esserle utile provare a rifletterci, perciò le consiglio di prendere in considerazione l'ipotesi di rivolgersi ad uno psicologo, con il quale intraprendere un percorso di consapevolezza su di sè e sulle relazioni con i suoi contesti di vita. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Infelicità

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Gentile Karenina, perchè mai la sua famiglia dovrebbe essere contraria al fatto che lei si rivolga ad uno psicologo? In prima battuta le suggerirei di provare a spiegare a suoi genitori i motivi per cui ritiene opportuno richiedere un supporto psicologico e soprattutto che obiettivo di un lavoro psicologico è il benessere della persona, obiettivo che sono certa stia a cuore anche alla sua famiglia. In ogni caso sappia che, avendo 20 anni ed essendo dunque maggiorenne, può decidere in qualsiasi momento ed in piena autonomia di rivolgersi ad un professionista. Se non è ancora economicamente indipendente dai suo genitori da poter pagare un professionista privato, si rivolga senza timore ai servizi pubblici della sua città. Infine, ci tengo ad evidenziarle che il rapporto con uno psicologo non può sostituire o assimilarsi in alcun modo a quello con un amico, ma certamente potrà aiutarla a trovare modalità più funzionali di relazionarsi agli altri. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Insicurezza

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Gentile Mely, il modo in cui ci percepiamo e la nostra autostima si costruiscono all'interno delle relazioni interpersonali e influenzano a loro volta il modo in cui ci rapportiamo agli altri in una sorta di processo circolare. Ma ciò significa anche che si può lavorare sulla nostra autostima, sul nostro modo di percepirci e questo inevitabilmente porterà ad un cambiamento anche nelle relazioni interpersonali. Si rivolga senza timore ad uno psicologo e vedrà che potrà trovare un sostegno adeguato. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Non posso e non devo amarla

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Gentile Mirko, posso immaginare quanto sia complessa la situazione in cui si trova, tuttavia "ignorare" ciò che le sta accadendo non è la strategia più opportuna. Le emozioni che viviamo, specie quelle più dirompenti, ancor di più se non espresse e non elaborate verbalmente, emergono in altra forma, nel suo caso mi sembra di capire, a livello somatico. Inoltre ciò non aiuta nè lei, nè il suo rapporto di coppia, o meglio ancora la sua famiglia in quanto l'attrazione verso un'altra donna, indica comunque una difficoltà all'interno della relazione. Tutto ciò le provoca profondo disagio, tant'è che mi sembra motivato ad attivare un cambiamento. Perciò le suggerisco di richiedere senza timore un supporto psicologico. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Rapporto ambivalente con madre

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Gentile Ross, non pensi a trascinare sua madre dallo psicologo, obiettivo che al momento vedo molto difficile da raggiungere se sua madre non vive con difficoltà il vostro rapporto e a mio avviso, neppure il più opportuno, per quanto apparentemente scontato da ciò che descrive. Le relazioni, proprio in quanto tali, si costruiscono e si perpetrano attraverso le emozioni, i pensieri e le azioni delle diverse persone che vi sono coinvolte e che insieme concorrono a mantenerla viva. Provi a partire dal suo disagio per esplorare il rapporto con sua madre e attivare un cambiamento. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Dott.ssa Valentina Bua...

Sono stanca di vivere soffrendo

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Cara Delia, posso immaginare quanta sofferenza tu stia provando se pensi che il solo rimedio ad essa sia la morte. Eppure nel tuo racconto hai nominato tante cose e persone che sono tutt'altro che morte e che comunque ti fanno star bene: i tuoi genitori, il tuo fratellino, i tuoi amici, la tua passione per l'arte. Non credo che tu sia una nullità, anzi sono certa che tu abbia tante risorse interne, come dimostra la tua capacità di adattamento a contesti sempre nuovi, che in questi anni hai dovuto esercitare tanto. I brutti voti a scuola sono probabilmente dovuti anche a questo : non è facile ri-adattarsi a contesti nuovi, specie se ciò avviene ripetutamente e quindi è assolutamente comprensibile che tu stia vivendo delle difficoltà in alcuni ambiti, come quello del rendimento scolastico. Credo inoltre che ci siano tante persone che ti possano aiutare in questo momento di difficoltà, a partire dalla tua famiglia: hai provato a condividere con loro le emozioni che provi? Hai mai pensato alla possibilità di rivolgerti ad uno psicologo? Per qualsiasi informazione resto a tua disposizione. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Come migliorare?

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Gentile Sarah, da quello che scrive sembra che lei abbia perso la fiducia in se stessa e in ciò che la circonda, chiudendosi a riccio. Vorrebbe imparare a costruire qualcosa: parta da se stessa, ricostruisca quella fiducia in sè e quell'autostima che sembrano non appartenerle. Un percorso di supporto psicologico potrebbe aiutarla ad attivare quelle risorse interne di cui non ha consapevolezza. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Rapporto figli-genitori

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Gentile Luna, per tentare di dare una risposta alla sua domanda sarebbe necessario esplorare la relazione tra lei e i suoi genitori. Cosa prova nei loro confronti? E' sempre stato così o ci sono stati degli eventi che hanno portato ad un cambiamento? Cosa la "blocca" nell' esprimere emozioni positive verso i suoi genitori? Se tuttavia questa situazione, come immagino e come lei stessa scrive, la fa star male, può provare ad approfondire le suddette questioni con il sostegno di uno psicologo. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Pianti continui

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Gentile Marianna, da quello che scrive sembra che in questo momento della sua vita lei sia alla ricerca di una relazione significativa ed esclusiva, indipendentemente dal fatto che si tratti di una relazione con un ragazzo. D'altronde anche quella con il fumo, di cui lei dice di non aver mai sentito il bisogno prima, è una relazione e la sigaretta rappresenta un regolatore emotivo, ovvero un mezzo attraverso cui le sue emozioni posso trovare una forma di espressione e contenimento. Quindi le sarebbe utile riflettere sul perchè proprio in questo momento della sua vita sente come prioritario il bisogno di una relazione. Si tratta di un periodo particolarmente complesso? Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Padre depresso / paranoico

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Gentile Viva, nel suo racconto dice che le sue difficoltà sono iniziate in concomitanza alla sua iscrizione all'Università e al pensionamento di suo padre. Entrambi rappresentano dei momenti di profondo cambiamento nella vita di una persona, ovviamente ognuno con le sue peculiarità che dipendono dalla fase del ciclo di vita in cui avvengono. Quello che mi è meno chiaro è perchè i comportamenti di suo padre le provochino tanta rabbia e tristezza. Le sue "paranoie" e le sue "frecciatine" sono rivolte anche a lei? Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma Roma...

Circolo vizioso

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Gentile Federica, il suo racconto ha un ritmo veloce e irruento, e leggendolo mi ha subito trasmesso ansia e confusione, dandomi l'idea di un "inseguimento". Piuttosto che "inseguire" senza tregua questo ragazzo in una corsa che la sfianca e la logora, si fermi un attimo e provi a riflettere su che cosa possa non aver funzionato nel vostro rapporto. Dalla storia che descrive sembra emergere una forte presenza dei genitori di entrambi nella relazione con questo ragazzo (è così o mi sbaglio?) Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Non so chi sono e ho bisogno sempre di qualcuno

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Cara Ste, è chiaro che gli schemi relazionali in cui si è trovata finora non le sono più funzionali. Si trova in un periodo evolutivo importante, ha 23 , è quasi al termine del suo percorso universitario, vive in una città diversa da quella della sua famiglia. Forse quell'autonomia che inizialmente ha ricercato per "scappare di casa", come dice lei, era stata poco pensata e l'ha fatta ripiombare in relazioni simili alle precedenti. Ora mi sembra che finalmente stia assumendo consapevolezza di questo, ma è difficile rompere antichi equilibri e modalità relazionali sulle quali ci si era assestati da tutta una vita e dunque è entrata in crisi. Sperimentare la solitudine (intesa come capacità di stare con se stessi) non è facile, specie se non si è mai imparato a farlo. In questo momento credo che un sostegno psicologico potrebbe esserle utile ad affrontare questa fase di cambiamento. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Parlo troppo e non vorrei oscurare il mio compagno

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Gentile Marcella, la sua richiesta mi ha incuriosita e per questo vorrei farle alcune domande. perchè teme di "oscurare" il suo compagno? Ci sono stati degli elementi/episodi o feedback da parte del suo compagno che le hanno fatto sorgere questa paura? Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Ansia da gestire

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Gentile Concetta, l'ansia, a cui diamo nella maggioranza dei casi un'accezione negativa, è in realtà un meccanismo utile, che ci permette di affrontare particolari situazioni. Tuttavia in alcuni casi essa può assumere connotati di disagio per chi la prova, in quanto si presenta in maniera sproporzionata all'evento e invece di essere una risorsa, si trasforma in una criticità e viene vissuta come incontrollabile, proprio come racconta lei. La valeriana non le farà di certo male, potrà magari esserle d'aiuto in momenti circoscritti, ma come altri rimedi agisce semplicemente sui sintomi, tra l'altro in maniera molto blanda. E' importante invece che lei impari a conoscere e a gestire le sue emozioni e penso che in tal caso una consulenza psicologica potrebbe esserle d'aiuto. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Non sono contento di me stesso

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Gentile Ignazio, la sua motivazione mi sembra un ottimo punto da cui iniziare per richiedere una consulenza psicologica. Provi a fare una ricerca dei professionisti della sua città e contatti quello che ritiene più opportuno. Vedrà che già durante il primo colloquio andrà delineandosi la strategia più idonea ad affrontare il suo disagio. Che cosa intende lei per "psicodiagnosi" generale? Se non vuole rivolgersi ad un professionista privato, l'alternativa è il servizio pubblico (Asl, consultori etc...). Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Lutto

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Gentile Chiara, la situazione che descrive può certamente essere imputabile al lutto che sta vivendo. La perdita di una persona cara, specie se improvvisa, è sempre un evento traumatico che può dare origine a sintomi come quelli che descrive e che necessita di essere elaborato. Era particolarmente legata a suo zio? Rappresentava per lei un punto di riferimento? E' passato meno di un mese dalla sua scomparsa ed è comprensibile che lei sperimenti stati d'ansia. Se la situazione non dovesse migliorare e si rendesse conto che l'ansia diventa ingestibile le consiglio di rivolgersi ad un collega che possa sostenerla in questo momento per lei critico. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua...

Come curare l'insonnia?

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Gentile Clemente, certo che l'insonnia può essere curata. Innanzitutto, qualora non l'avesse già fatto, le consiglierei di consultare il suo medico di base, spiegandogli il suo problema (le accade da molto o è comparsa di recente, sta vivendo un momento particolarmente complesso della sua vita, come si manifesta, se fa fa fatica ad addormentarsi o si sveglia durante la notte...etc.) in modo da valutare insieme la strategia più opportuna da intraprendere e lo specialista a cui rivolgersi. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cordiali saluti. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Disturbo dell' attenzione e della concetrazione

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Gentile Daniele, come ha suggerito la collega, mi sembra di capire che il problema sia sorto circa un anno fa. Prima non ha mai avvertito i problemi che descrive? Anche in maniera temporanea? Glielo chiedo perchè potrebbe essere legato appunto ad un evento/ momento particolare della sua vita e ciò lascerebbe escludere problemi di tipo cognitivo e di apprendimento. Mi sembra inoltre di capire che comprensibilmente questa situazione è molto invalidante per lei e ha un peso rilevante sulla sua autostima. Ciò che le suggerirei è di rivolgersi ad un collega per cercare di capire a cosa può essere connessa questa mancanza di attenzione e concentrazione. Spesso le Università hanno dei servizi di counseling psicologico gratuiti per gli studenti dove vengono trattate proprio questo tipo di problematiche oppure può decidere di rivolgersi ad un servizio pubblico o ad un collega in privato. In che città studia? Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Ansia e tristezza costante

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Gentile Noemi, ha fatto bene a decidere di scrivere questo messaggio. Spesso, come ben descrive lei, quando viene diagnosticato un cancro a noi e ancor di più ai nostri cari, sperimentiamo un vissuto di solitudine e un' enorme sofferenza che sembra invaderci e sovrastarci tanto da non riuscire a sostenerla. La cosa più difficile in questi casi è proprio chiedere aiuto, mostrandoci nella nostra fragilità e debolezza. Circondarsi delle persone che le vogliono bene, come i suoi amici e il suo ragazzo, è molto importante perchè l'aiuterà a condividere il "peso" simbolico delle emozioni, ma anche il carico di fatica nel senso letterale del termine che questa malattia comporta. Tuttavia i suoi cari non possono sostituire un supporto professionale e competente, che può esserle di grande aiuto in questa fase delicata della sua vita. In questo momento il modo migliore che ha per aiutare sua madre è quello di prendersi cura innanzitutto di se stessa, per potersi perendere poi cura di lei. Perciò credo che un sostegno psicologico possa esserle molto utile. In che città vive? Spesso gli stessi ospedali all'interno dei reparti oncologia forniscono dei servizi psicologici rivolti ai pazienti e ai loro familiari. Provi ad informarsi se ce n'è uno attivo presso la struttura che ha in carico sua madre. Io mi occupo di dimensioni psicologiche legate alle malattie oncologiche da diverso tempo. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma Per qualsiasi...

Non avrei mai voluto essere come sono

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Gentile Antonella, quello con il proprio corpo, o meglio con la propria immagine corporea, è un rapporto complesso, frutto di molteplici fattori, come l'autostima, le esperienze pregresse etc... Se la situazione è per lei così invalidante come descrive, tanto da investire ogni ambito della sua vita, le consiglierei di rivolgersi ad un collega con il quale intraprendere un percorso di cambiamento nel rapporto con il proprio corpo. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Blocco totale negli studi e fatica di apprendimento

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Gentile Luca, posso immaginare il suo sconforto e la sua frustrazione nel vivere ciò che racconta. Lei accenna a difficoltà di memorizzazione e di apprendimento di ciò che studia: più nello specifico, che cosa le succede quando inizia a studiare? Le sembra di essere concentrato su ciò che sta leggendo? Alcune volte anche un metodo di studio non adeguato può portare a scarsi risultati nell'apprendimento e alla conseguente frustrazione nel non riuscire a raggiungere i risultati sperati. Dice inoltre di non aver mai avuto prima problematiche del genere, quindi tenderei ad escludere un disturbo dell'apprendimento, che in genere viene diagnosticato in età scolare, tuttavia ci sono casi in cui tale problematica può essere rilevata più tardivamente, sebbene alcune difficoltà debbano essere già state sperimentate precedentemente. La separazione dei suoi genitori ha certamente contribuito a minare la sua serenità e il suo equilibrio e ha ulteriormente inciso. Tuttavia credo che le sue difficoltà possano essere adeguatamente trattate. Per tutti questi motivi le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo con il quale intraprendere il percorso più opportuno. In che città studia? In genere le università hanno servizi psicologici gratuiti rivolti ai propri studenti. Può provare ad informarsi se vuole accedere ad un consulto psicologico, ma non se la sente di sostenere la spesa economica. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Paura

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Gentile Aurora, non sarò di certo la prima a dirle che la fiducia è alla base della costruzione di un sano rapporto di coppia, ma come si suol dire, facile a dirsi, meno a farsi! Nel senso che fidarsi dell'altra persona non è certo una questione semplice e immediata, va costruito nel tempo. La sua relazione con questo ragazzo è ancora in una fase iniziale (5 mesi) e il "passato" di cui le ha parlato il suo fidanzato certamente non l'aiuta! Tuttavia è importante che ciascuno abbia degli spazi personali che non condivide con l'altro, altrimenti non sarebbe più un rapporto sano, ma simbiotico o addirittura morboso e ossessivo. Ha fatto bene a condividere queste sue paure con il suo ragazzo, ma penso che in questo momento sia importante che lei lavori su se stessa e sulle sue emozioni, per cercare di vivere serenamente questa relazione nella quale comunque mi sembra di capire che non ci siano problemi. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Perché non riesco a ottenere il massimo all'università?

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Gentile Victoria, il modo in cui raccontiamo noi stessi e gli eventi che ci accadono è di fondamentale importanza. Nel tuo messaggio sembra che la responsabilità del tuo voto e di quello delle tue amiche all'esame sia "sbilanciata" dalla parte del docente, al quale viene ricondotta la totale responsabilità del successo/insuccesso. Rappresentandoti così la situazione, ti togli però anche la possibilità di poter agire un cambiamento: purtroppo non hai alcun "potere" sul professore e sui quesiti che egli porrà! Hai invece "potere" su te stessa, sul tuo metodo di studio, sulla tua capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati. Solo con un cambio di prospettiva potrai darti la possibilità di esplorare meglio questa difficoltà e provare a capire come migliorare la situazione, magari consultando uno psicologo. Per qualsiasi informazione rimango a tua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Dubbi sopra dubbi

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Gentile Giada, il fatto che lei consideri in qualche modo connessi il suo essere diventata vegana e le difficoltà relazionali, che definisce conflitti, sembra certamente "curioso" a primo impatto. Proprio da questo le consiglierei di partire per cercare di esplorare meglio il suo disagio. Penso che a tale proposito le sarebbe molto utile rivolgersi ad uno psicologo, con il quale approfondire ciò che che afferma nel suo messaggio. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Ansia e procrastinazione, l'Università è la mia unica strada

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Gentile Annareese, l'ansia, a cui nella maggior parte dei casi attribuiamo un significato negativo, è in realtà un meccanismo psicofisiologico utilissimo, che ci permette di re-agire a diverse situazioni. Tuttavia, capita talvolta che essa diventi sproporzionata rispetto all'evento, e diventi incontrollabile, facendoci vivere ogni cosa come una "questione di vita o di morte", riprendendo le tue parole. Da quello che scrivi, mi sembra di capire che si sono susseguiti in un periodo della tua vita una serie di eventi per te traumatici, che, comprensibilmente, hanno influito sul tuo percorso di studi. Ora però il problema sembra essersi ripresentato, "apparentemente" senza nessuna ragione evidente e mi sembra, sempre da ciò che racconti, non sia confinato allo studio, ma stia condizionando altri ambiti della tua vita, come quello relazionale e sociale. Io penso che sarebbe importante indagare meglio questo sintomo, che mi sembra di capire non è mai stato esplorato e ti consiglio di rivolgerti senza timore ad uno psicologo. Per qualsiasi informazione rimango a tua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Andare avanti

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Gentile Sara, ci chiede se è "normale". Le rispondo che ciascuno vive nella propria soggettività gli eventi che accadono e sperimenta vissuti ed emozioni unici. La fine di ogni relazione rappresenta comunque una perdita, una sorta di "lutto". Lei accenna ad un vissuto di sentirsi rifiutata e che ora che la relazione è terminata potrebbe essersi ulteriormente rafforzato. Le consiglio di chiedere senza timore un consulto psicologico con l'obiettivo di supportarla in questa fase delicata della sua vita. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Gelosia ossessiva

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Gentile Maggy, le pongo una domanda un pò provocatoria: non pensa che il suo ragazzo potrebbe essere attratto anche da donne che incontra per strada, a lavoro e in qualsiasi altro luogo e che queste possano essere molto più "pericolose" per la sua relazione? Le dico questo perchè credo che il problema non stia tanto nella gelosia che lei prova verso il suo fidanzato, quanto piuttosto nel fastidio (rabbia?) che le suscita la strumentalizzazione del corpo femminile, come afferma nella parte finale del suo messaggio. Se tutto ciò la porta a vivere il profondo disagio che descrive e a riversarlo in maniera aggressiva sul suo ragazzo le consiglio di provare a prendere in considerazione l'ipotesi di richiedere un consulto psicologico. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Immobile

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Gentile Aurora, la conclusione degli studi universitari rappresenta la fine di un percorso nel quale si è investito e creduto in vista del futuro, quella parola che spesso ci incuriosisce, ci entusiasma, ci affascina, ma allo stesso tempo ci fa paura proprio perchè ci rimanda a qualcosa che non conosciamo. Il senso di immobilità che descrive sembra emergere dalla sensazione di non riuscire a vedere strade percorribili davanti a sè, di non avere alternative, fuorchè quella di fallire. La cosa che però più mi colpisce del suo racconto è quando afferma che ciò che ha tra le mani non è abbastanza: che cosa intende? Cosa non è abbastanza? Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Concentrazione

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Gentile Carmine, i problemi di concentrazione possono essere dovuti a molteplici fattori e dunque non è semplice riuscire a fornire un contributo più mirato e approfondito alla tua domanda. Dici che si tratta di un concorso da te ambito, quindi ipotizzo si tratti di una situazione che in qualche modo ti provoca ansia per l'importanza che essa riveste per te, dunque le difficoltà di cui accenni potrebbero essere connesse a questo. Ad ogni modo, rimango a tua disposizione qualora vorrai raccontarci di più. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Dipendo da lui?

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Gentile Fra, dici che il tuo ragazzo ha iniziato a lavorare quest'estate e da allora è cambiata la frequenza con la quale riuscite a vedervi e quindi è diminuito il tempo che trascorrete insieme. Prima che lui iniziasse a lavorare invece com'era? Passavate insieme la maggior parte del vostro tempo? Poi dici che ultimamente non riesci a stare senza di lui? Che cosa intendi per ultimamente? Prima non succedeva? E' cambiato/sta cambiando qualcosa nella tua/sua vita o nella vostra relazione? Per qualsiasi informazione rimango a tua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Confusione

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Gentile Marco, ciò che descrivi è riconducibile alla fase di vita che stai vivendo, che è caratterizzata da importanti cambiamenti, a livello personale, relazionale, sociale. Tali cambiamenti sono talvolta connotati socialmente e culturalmente: la maggiore età, l'esame di "maturità", la fine della scuola superiore e la responsabilità di prendere le prime, grandi decisioni in merito al proprio futuro: lavorare, intraprendere un percorso universitario, quale facoltà scegliere ecc... Ed è del tutto comprensibile che si possano sperimentare dei vissuti di ansia e di insicurezza durante questo periodo complesso della propria vita. Se, come racconti nel tuo messaggio, questi vissuti diventano difficili da gestire a tal punto da crearti un profondo disagio, ti consiglierei di provare a rivolgerti senza timore ad un collega della tua zona. Per qualsiasi informazione rimango a tua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Insoddisfatto

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Gentile Francesco, il disagio che descrivi sembra davvero "invadere" ogni aspetto della tua vita e lo si nota dai termini che utilizzi (enorme, tutto, perennemente, inutile...). E' un ' emozione talmente pregnante e dilagante, che dal tuo messaggio non si evince nessun'altra informazione che riesca in qualche modo a contestualizzare questo vissuto. Qualora volessi raccontare di più, rimango a tua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Fuori dal mondo

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Gentile Lexie, immagino che si tratti di un disagio che le provoca profonda sofferenza, seppure non ci fornisca nel suo messaggio elementi utili a contestualizzare meglio i suoi vissuti. Come professionista le proporrei di esplorarne le cause e in tal senso ritengo che richieder un consulto psicologico possa esserle di grande utilità. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Vivere male

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Gentile Paolo, dice di non essere mai andato da uno specialista, ma di aver comunque curato gli attacchi di panico con degli psicofarmaci : chi glieli ha prescritti? Gli psicofarmaci andrebbero sempre assunti dietro prescrizione di uno specialista e soprattutto, nel suo caso specifico in particolare, inseriti all'interno di un percorso terapeutico che non si limiti all'assunzione di medicinali, ma si accompagni ad una psicoterapia. Descrive difficoltà a relazionarsi, problemi di autostima e insicurezza: a maggior ragione le suggerisco di rivolgersi ad un collega e vorrei chiederle anche perchè, se racconta un disagio di lungo corso, non si sia mai rivolto ad un professionista con il quale affrontarlo. Non abbia timore e si prenda cura di sè. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cordiali saluti Valentina Bua Psicologa Roma...

Sono sola a risolvere un problema

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Gentile Ceci, condivido ciò che le ha già suggerito la collega circa la differenza tra alimentazione sana e alimentazione insufficiente. Detto ciò, perchè ha così paura di essere giudicata dagli altri (dalla sua famiglia, dalle sue amiche, dai professionisti che leggeranno il suo messaggio su questo portale)? Perchè vivere un disagio dovrebbe essere motivo di delusione e giudizi negativi? Come le ha già detto la collega, è importante il fatto che abbia riconosciuto di avere delle difficoltà e di volerle affrontare. Il punto è che il primo passo per affrontarle è proprio circondarsi di persone che possano aiutarla in questo. Già il fatto di aver scritto qui è una prima richiesta di aiuto. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Cambiamenti

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Gentile Federica, parto anch'io dalla considerazione della collega per cui ritengo che non si tratti di scelte giuste o sbagliate, bensì più funzionali alle esigenze, aspirazioni, bisogni di una particolare fase di vita. Da quello che dice sembra emergere forte in lei il desiderio di sperimentarsi in un nuovo contesto e di sviluppare le sue potenzialità, ma è ovvio che ciò porterà inevitabilmente a doversi confrontare con un nuovo assetto che coinvolgerà anche le sue relazioni significative. Più che il suo ragazzo e la sua famiglia, come vive lei questa cosa? Pensa che realizzarsi nel lavoro significherà "trascurare" gli affetti? Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Ho perso mia madre.

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Gentile Antonio, da ciò che dice è come se mettesse uno spartiacque tra i primi due anni successivi alla perdita di sua madre e ora: è avvenuto un cambiamento recente che possa coincidere con l'inizio del suo disagio? Lei parla di vissuti di rabbia, perchè? Rabbia verso chi o verso cosa?E infine ti chiedo: in che modo pensi che noi (psicologi in generale o di questo portale?) possiamo rappresentare per te una salvezza? Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti. Dott.ssa Valentina Bua Psicologa Roma...

Ho bisogno di aiuto

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Gentile Rosanna, dal suo racconto emerge che lei è una persona che ha grandi risorse e che ha affrontato già tante situazioni di difficoltà, continuando sempre a mantenere vivi la motivazione e l'impegno per raggiungere i suoi obiettivi, quindi brava! Probabilmente adesso si trova ad affrontare un momento particolarmente complesso: finalmente sembra essere giunta quella conferma che segna l'inizio di un nuovo percorso, in cui dovrà impegnarsi per raggiungere i risultati desiderati e certamente la situazione con i suoi genitori non le fa vivere tutto ciò con serenità. Se a questo aggiungiamo il fatto che si trova in una città nuova, con persone che non conosce, il percorso si complessifica ulteriormente. Alla sua età, è un passo importante compiere una scelta rispetto al proprio futuro e non sentirsi supportata in questo può generare dei vissuti di sconforto. Probabilmente si tratta di una scelta che i suoi percepiscono "meno rassicurante" rispetto al proseguio degli studi all'università, ma hanno comunque poi acconsentito e forse varrebbe la pena discutere con loro sul perchè l'abbiano fatto e su come lei sta vivendo questa situazione. Oltre ai suoi genitori, c'è qualcuno che invece l'ha sostenuta nel percorso che ha deciso di intraprendere? Se desidera approfondire, se ha dubbi o domande può contattarmi. Cari saluti e in bocca a lupo per il suo futuro! Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Ritornare a essere padrona di me stessa

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Gentile Alessandra, ci dice poco sulle sue difficoltà. Capire come sono iniziate, quando e da quanto tempo, come si manifestano e in quali situazioni, è fondamentale per poter dare un contributo utile alla sua richiesta, seppur nei limiti di un consulto online. Se desidera approfondire, se ha dubbi o domande, può contattarmi. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Sono cambiata e non mi riconosco

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Gentile Serena, dici di frequentare l'ultimo anno delle superiori, quindi immagino avrai all'incirca 18-19 anni: si tratta di un momento della vita particolarmente complesso ed emotivamente carico, dal momento che, almeno nella cultura occidentale, rappresenta il passaggio ad una fase di vita più adulta, una fase in cui si prendono decisioni importanti sul proprio futuro, in cui abbiamo a che fare con scelte, aspettative, bisogni e desideri propri, ma anche delle persone che ci stanno intorno. Ma, come ti hanno già riferito le colleghe, si tratta di un processo assolutamente naturale, che tutti affrontiamo nell'arco della nostra vita, ognuno con i propri vissuti, le proprie risorse e anche le proprie fragilità. Se senti che però questo cambiamento che percepisci in te stessa ti arreca disagio, puoi richiedere senza timore un consulto psicologico. Se sei minorenne avrai appunto bisogno del consenso dei tuoi genitori, se sei maggiorenne ciò non è necessario, anche se ti suggerisco comunque di provare a condividere i tuoi vissuti con loro. Se desideri approfondire, se hai dubbi o domande, puoi contattarmi. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Incapacitá nel creare e mantenere rapporti sociali

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Gentile Ale, percepire le strategie e le modalità relazionali finora utilizzate come non più funzionali, è un elemento preziosissimo al fine di attivare un'esplorazione e una presa di consapevolezza rispetto ad esse, passi fondamentali per avviare un cambiamento. Da ciò che racconta sembra che la "qualità" delle relazioni che ha instaurato in passato, in questo momento le appare come disfunzionale, tanto da suscitarle vissuti di inadeguatezza, di solitudine e isolamento. Sarebbe senza dubbio utile poter approfondire. Rispetto alla possibilità di richiedere una consulenza, certamente la figura dello psicologo e/o psicoterapeuta è quella più indicata. E' ovvio che i costi variano in base al servizio a cui ci si rivolge. Se opta per un servizio pubblico i costi saranno naturalmente più contenuti rispetto ad un professionista privato, ognuno dei quali applica la tariffa che ritiene più opportuna. Per quanto mi riguarda, pur prevedendo un range di riferimento, mi riservo un margine di flessibilità, da contrattare insieme al cliente sulla base di esigenze specifiche. Se desidera maggiori informazioni, se ha dubbi, o domande, mi può contattare. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Depressione e stress post intervento estetico andato male

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Gentile Rebecca, il riacutizzarsi dell'ansia e dell'insicurezza in seguito all'esito negativo dell'intervento chirurgico, realizzato come tentativo di risoluzione di quello stesso disagio, è comprensibile. Sarebbe utile e interessante anche avere qualche informazione in più sull'intervento e su cosa intende per esito pessimo. Penso che però il nucleo della questione possa essere un altro: ora che il disagio si è ripresentato, sta pensando di ritentare il medesimo percorso, pur essendosi in precedenza rivelatosi fallimentare. Perchè? Cosa le fa pensare che un intervento di chirurgia estetica possa essere risolutivo rispetto ai suoi vissuti di insicurezza nelle relazioni? Adesso, al di là del fatto che la scelta spetta a lei e che la motivazione personale è fondamentale nell'intraprendere un lavoro psicologico, cosa pensa rispetto a ciò che le ha suggerito sua madre? Pensa che richiedere un consulto psicologico possa essere un intervento (più) utile per dimensioni che riguardano la sfera emozionale e relazionale? Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Ansia e tremore

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Gentile Sara, ci racconta che il disagio è iniziato (o comunque è divenuto invalidante per la sua vita personale e sociale) circa un anno fa. C'è stato qualche cambiamento a tal proposito nella sua vita, un evento che possa in qualche modo essere connesso temporalmente all'insorgenza dei sintomi ansiosi? Lei parla di vissuti di vergogna, si tratta di un'emozione molto complessa, che sarebbe utile e interessante approfondire. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Ansia, senso di vuoto, depressione, fobie relazionali e paure

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Gentile Cettina, è comprensibile che i sintomi che descrive siano estremamente invalidanti per la sua vita personale e sociale. Da ciò che racconta sembra emergere infatti un vissuto minaccioso verso il mondo intorno a lei tanto da spingerla all'isolamento e al senso di vuoto appunto. Dice che il problema è sorto circa un anno e mezzo fa: è successo qualcosa in quel periodo nella sua vita? Ci sono stai cambiamenti importanti o eventi emotivamente rilevanti per lei? Il sintomo ha sempre un significato simbolico, che sarebbe utile esplorare. E' lodevole la sua motivazione a voler affrontare la situazione, ma da sola è molto difficile. Già il fatto di aver scritto qui è una prima richiesta d'aiuto. Non abbia timore a richiedere un consulto psicologico ad un professionista della sua zona. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Senso di agitazione e sbalzi d'umore

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Gentile Simo, se i sintomi che descrive sono iniziati in coincidenza alla perdita di sua nonna, è molto probabile che il lutto che ha vissuto, specie se di una persona molto importante come lei afferma, possa aver generato in lei emozioni che è necessario elaborare. Lei poi accenna a tutta una situazione familiare complessa che le procura disagio, non so se sua nonna potesse precedentemente rappresentare un sostegno o comunque una possibilità di condivisione e di confronto rispetto alla suddetta situazione. Se è motivata a richiedere un consulto psicologico, lo faccia senza timore. In che città vive? Esistono diverse possibilità, può pensare di rivolgersi ad un servizio pubblico oppure scegliere un professionista privato. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa- Roma...

Indecisione sul lavoro e insicurezza

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Gentile Francesco, credo che in questo momento sia importante esplorare meglio i vissuti di insicurezza rispetto alla possibilità di esercitare la professione per la quale si è formato per capirne l'origine e provare ad attivare un processo di cambiamento e sviluppo. Sa anche lei, e lo afferma infatti, che la decisione di spostarsi all'estero rappresenta un tentativo di evitamento di tale situazione, di fatto non è riuscito a trovare un impiego, ma penso che più che altro non abbia "voluto" trovarlo. Racconta di aver comunque lavorato per sei mesi come infermiere domiciliare, penso sia utile analizzare quell'esperienza professionale: com'è andata? Come si sentiva? E' successo magari in quel periodo qualcosa che le ha fatto pensare di "non poter fare questo lavoro"? Per questi motivi la invito a prendere in considerazione l'ipotesi di richiedere un consulto psicologico, prima di intraprendere altri tentativi che, con tutta probabilità, potranno rivelarsi fallimentari come i precedenti. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Disperazione

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Gentile Oriana, sarebbe utile esplorare la dinamica di dipendenza reciproca (perchè se lei non riesce a lasciare il suo fidanzato, è vero anche il contrario) che mantiene in vita la vostra relazione, a costi (emotivi) evidentemente altissimi. Un consulto individuale o anche di coppia potrebbe essere un'ipotesi da considerare. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Futuro

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Gentile Anonima, viste le difficoltà che descrive, ha mai effettuato valutazioni volte ad accertare che non ci siano problematiche connesse ai processi di apprendimento? Detto ciò, non mi è chiaro se la sua confusione rispetto al futuro e la sua difficoltà a trasformare in progetti realizzabili le sue idee (ad esempio prepararsi al test d'ingresso all'Università), sia connesso ad una questione appunto di apprendimento o di incertezza di fronte a diverse possibilità che le si potrebbero prospettare. Forse la mia confusione rispetto al suo messaggio, è la confusione che vive anche lei rispetto a queste tematiche. A 21 anni, da ciò che racconta, ha comunque fatto delle esperienze importanti e coraggiose, a cui guarderei come una preziosa risorsa. Sarebbe utile esplorare meglio i vissuti che descrive al fine di comprenderne l'origine e poterci lavorare. Indubbiamente può rivolgersi ad uno psicologo, sia nel pubblico che nel privato. Per qualsiasi informazione anche rispetto alla possibilità di orientarsi in questa scelta, rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Non trovo uno scopo nella vita

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Gentile Giovanni, si tranquillizzi, non c'è assolutamente nulla in lei che non va! Anzi, penso che la possibilità di interrogarsi in modo critico rispetto al proprio futuro, sia sinonimo di un'acuta sensibilità e capacità riflessiva. E' assolutamente comprensibile pensare al proprio futuro in questo momento della sua vita, che, almeno nella società occidentale, rappresenta il momento di transizione alla vita adulta, con tutti i cambiamenti in termini di bisogni, desideri, ma anche responsabilità e aspettative sociali, che questa comporta. Detto ciò, guardi al suo disagio come una risorsa e un'opportunità. Prendersi del tempo, lavorare su se stessi, confrontarsi rispetto ai suoi vissuti, potrà esserle utile in questa fase di vita così complessa. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Perché mi sento sbagliata?

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Gentile Valentina, è apprezzabile che lei tenga in considerazione il contributo economico dei suoi genitori agli studi, ma non si sostituisca a loro: si permetta di essere figlia e permetta a sua madre e suo padre di essere genitori. I genitori ci "danno" affinchè possiamo realizzare i nostri sogni, i nostri progetti e costruire il nostro futuro: lasci che anche i suoi la facciano, stia certa che arriverà il momento in cui potrà "dare"anche lei, ma dopo aver "preso". Se lei stessa per prima sembra non aver fiducia in se stessa, sminuendo continuamente ciò che sta facendo e vivendolo come una perdita di tempo, perchè i suoi genitori dovrebbero pensarla diversamente? Si goda senza assumersi responsabilità non sue questa fase della sua vita, pensi a raggiungere i suoi obiettivi e vedrà che anche i suoi genitori saranno felici di sostenerla. In bocca al lupo per la sua vita! Dr.ssa Valentina Bua Psicologa - Roma...

Gestione dell'ansia

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Gentile Rei, da ciò che racconta mi sembra di capire che l'ansia l'accompagna ormai da diverso tempo, interferendo nella sua carriera universitaria e nelle relazioni con gli altri. Ciò su cui mi soffermerei a riflettere è come mai proprio adesso avverta il bisogno di chiedere aiuto. Scrive che si sta per laureare, si trova quindi in un momento della sua vita di grande cambiamento. Proverei a stare su questo aspetto e a richiedere, qualora pensi possa esserle utile, una consulenza psicologica che la sostenga in questa fase della sua vita. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Come affrontare l'ansia

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Gentile Filosinavoro, dice di aver sviluppato i sintomi che descrive da alcuni anni. Quindi prima non li avvertiva? Ricorda se il periodo in cui ha iniziato ad avvertirli coincide con eventi particolari o cambiamenti importanti nella sua vita? I sintomi ansiosi, apparentemente immotivati come lei stesso riferisce, hanno sempre un significato simbolico da esplorare e rappresentano una modalità di esprimere vissuti ed emozioni che non riescono a trovare altra forma. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio ad esplorare meglio tutto ciò, ad acquisire consapevolezza delle dinamiche emotive e relazionali che vive e a rintracciare dentro di sè quelle risorse che la supportino nel ritrovare il suo benessere. Può scegliere di rivolgersi ad un servizio pubblico (ad esempio l'Asl), oppure ad un professionista privato della sua città. All'interno di questo stesso portale potrà trovarne alcuni e contattarli per fissare un primo appuntamento. Da lì poi si valuterà insieme il percorso più opportuno da intraprendere. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...

Non riesco a tornare quella di una volta

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Gentile Michela, innanzitutto, se ritiene che l'aumento di peso possa essere generato in parte dal cambio di pillola o da problematiche ormonali in generale, potrà togliersi ogni dubbio rivolgendosi ad un buon ginecologo. Ma anch'io come le colleghe che mi hanno preceduta ipotizzo che possano esserci dinamiche psicologiche che abbiano cambiato il suo stile alimentare. Il cibo infatti, funziona da regolatore emotivo e spesso il rapporto con esso concretizzazione di emozioni inespresse o non identificate. Sicuramente il trasferimento e l'allontanamento da persone a lei care hanno rappresentato un grosso cambiamento nella sua vita. Per questo penso possa essere utile lavorare e riflettere su di esso. Per qualsiasi informazione rimango a sua disposizione. Cari saluti, Dr.ssa Valentina Bua Psicologa-Roma...