Anna Maria domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 27/02/2018

Brescia

Disturbo sessuale di mia figlia

Buona sera
mia figlia, 25 anni, ha sempre avuto difficoltà nei rapporti sessuali: prova dolore e non raggiunge l'orgasmo
Ne abbiamo parlato spesso e avevamo concluso che forse dipendeva dal fatto che non aveva ancora incontrato il compagno giusto per lei, che la mettesse a suo agio e con il quale creare un rapporto solido e sereno così da avere la giusta complicità e confidenza.
Dopo 7 anni passati con un ragazzo con cui a avuto una storia dolorosa e molto travagliata dalla quale è uscita con grande difficoltà ora è fidanzata da 2 anni con un ragazzo che la rende felice e la fa sentire protetta e tranquilla.
Premetto che mio marito se ne è andato quando lei aveva due anni e mezzo e non ha mai più voluto avete contatti di alcun genere ne con me ne, purtroppo, con lei
Di questo mia figlia ha sofferto enormemente e anche se da quando ha questo ragazzo le cose sono migliorate ( lui ha 26 anni) comunque la ferita che ha dentro per questo rifiuto di suo padre di avete rapporti con lei non si è mai rimarginata del tutto (rifiuto che lui non le ha espresso personalmente bensì tramite una zia che ha fatto da tramite visto che lui non vuole nemmeno parlarle ne incontrarla...lui vive a Benevento con una nuova compagna e nel frattempo ha avuto altri 3 figli mentre noi viviamo in provincia di Brescia)
Tornando al problema relativo ai rapporti sessuali con il suo fidanzato, qualche giorno fa mi ha confidato che nonostante siano due anni che sono insieme e nonostante il rapporto sia sereno il sesso non funziona.
Me ne ha parlato manifestando dispiacere e perplessità perché sperava di riuscire a risolvere la cosa ma non riesce.
Ha cercato informazioni in rete e dice di avere letto che potrebbe avere avuto traumi anche fisici, rimossi a livello cosciente, che le impedirebbero di provare piacere con il partner dato che invece non ha nessun problema a raggiungere l'orgasmo se si masturba
Al suo fidanzato però non ha detto nulla ... è così finge che tutto vada bene...
Ora frequenta il quinto anno di università a Trento e si rende conto che quando avrà finito e tornerà a vivere a Brescia il rapporto con il suo fidanzato sarà più quotidiano di adesso...quindi anche il problema del sesso andrà affrontato
Le ho consigliato un approccio psicologico ma lei dice che ha paura di scoprire cose che forse è meglio non sapere e che nessuno deve sapere niente, tanto meno il suo fidanzato.
Abbiamo parlato lungo e ora sembra convinta dell'importanza di affrontare la cosa con uno specialista ma dato che sarà a Trento almeno fino di dicembre io credo via meglio iniziate adesso con qualcuno che sia della zona a lei vicina... poi quando tornerà a Brescia vedremo il da farsi
Lei cosa ne pensa? cosa consiglia?
Spero di essere riuscita a riassumere sufficientemente bene la situazione e attendo un suo cortese riscontro
La ringrazio
Anna Maria

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giovanna Carbone Inserita il 27/02/2018 - 11:01

Roma - Nomentana, San Lorenzo, Castro Pretorio
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Salve signora Anna Maria e grazie per la fiducia che mi accorda nel pormi questa domanda.
Le ipotesi che possiamo fare sono molte.
Mi premerebbe innanzitutto sapere se un ginecologo ha escluso problematiche fisiche legate alle difficoltà di sua figlia. Sembra che lei stia ipotizzando che nel vissuto di sua figlia ci sia una sorta di "difesa" che si esprime a livello sessuale e che le impedisce di lasciarsi andare con un uomo che poi potrebbe abbandonarla così come ha fatto suo padre.
Sua figlia invece teme di scoprire di aver subito una qualche forma di violenza (a volte la "fantasia" di aver subito violenza può avere conseguenze simili all'averla subita veramente.)
Entrambe queste ipotesi andrebbero verificate.
In base a quello che leggo direi che quello che sta ora accadendo a sua figlia (dando per scontato che abbia affrontato il problema a livello fisico e non abbia ricevuto alcun riscontro) è che inconsciamente lei si stia difendendo da qualcosa che percepisce come pericoloso. In questo la nostra mente è meravigliosa perché questa è ha trovato una strategia per far fronte ad un possibile dolore.
Sua figlia ha da dare senso a quello che le accade e capisco che questo può sembrarle spaventoso.
Quello che mi ritrovo a dire a volte ai miei pazienti è che è come se avessimo una grossa ferita sul braccio: se la vediamo per quella che è possiamo disinfettarla e guarirla, se invece decidiamo di non volerla vedere e tiriamo giù la manica che la copre allora la ferita si infetterà e ci farà male molto più a lungo.
Può suggerire a sua figlia intanto di non guardare alla sua difesa come qualcosa di negativo in senso stretto ma come qualcosa che "le serve a qualcosa", il problema è avere il coraggio di voler capire che cos'è quel qualcosa. Una volta che lei avrà chiaro questo, se opportunamente guidata avrà la possibilità di scegliere un modo più congeniale a sé per difendersi.
Le faccio il mio in bocca al lupo signora, se vuole può ricontattarmi per eventuali approfondimenti (anche da parte di sua figlia) e se le va mi faccia sapere com'è andata.