Daniele domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 22/01/2018

Milano

L'innamorarsi di un altro mi ha fatto capire che è il momento di cambiare?

Buongiorno. Sono un ragazzo di 26 anni, convivo con il mio compagno, con cui sto da 5 anni, da circa 3 anni. Ci siamo conosciuti in un contesto particolare, tramite amici, mentre io uscivo da una relazione a distanza complicata e mi trovavo in Italia per lavoro per un brevissimo periodo. E' partita da lì una storia meravigliosa, dopo qualche mese ho deciso di ritrasferirmi in Italia e ho scommesso su una storia meravigliosa e di questo ne sono felice. Tornato in Italia ho iniziato l'università, più per sfizio che per un percorso lavorativo già deciso, sempre senza smettere di lavorare. Un anno fa ho trovato un lavoro davvero soddisfacente, sia dal punto di vista remunerativo che prettamente lavorativo, insomma mi piace quello che faccio. Ho iniziato ad occuparmi di contatti con personalità della tv, della radio e di altri ambienti. Mi sono laureato da qualche mese e ho compreso che la mia vita non poteva andare meglio: un lavoro meraviglioso, una bella casa, un compagno speciale, la mia costante curiosità che mi stimola a fare di meglio e ad esser migliore.. Poi è arrivato lui. Un personaggio pubblico che stimavo e ammiravo prima di conoscerlo di persona, sposato e con dei figli. E' entrato da quella porta e mi ha guardato con un sorriso che mi ha steso. Inizialmente si trattava di un'emozione puramente platonica (pur essendo lui un bellissimo uomo!). Una condivisione assoluta, fatta di piccole attenzioni, tutte velate da un "timore reverenziale" dato dal contesto lavorativo. E' partita quindi questa collaborazione, che in genere si svolge tramite mail o i nostri canali social, invece in questo caso (cosa mai fatta prima!) ho fatto l'errore di accettare il suo numero di telefono. Ci siamo scritti per un po' per questioni lavorative, poi una sera mi arriva un suo selfie, prima di andare ad una serata di gala, molto elegante, con un prodotto da noi sponsorizzato, per "avvertirmi che l'avrebbe indossato quella sera". Da lì ho capito: non ero l'unico ad essere interessato. E' iniziato uno scambio di messaggi, fino a tarda notte, telefonate.. poi è tornato a lavoro, poi ci siamo visti per pranzi, colazioni, quasi tutti i giorni. Il mio compagno era via per lavoro. L'attrazione tra me e questa persona, la nostra complicità e condivisione.. non li avevo mai provati prima (e se così è stato, non lo ricordo..). Quante volte capita di innamorarsi di una persona che si innamora di te? Non molte credo. Durante un pranzo è successo: mi ha confessato di essersi innamorato di me, e io ho fatto lo stesso. E' una persona completamente diversa dal mio compagno; quest'ultimo è sempre negativo, in ansia, schivo e a tratti scontroso con gli altri. L'altro invece è sempre sorridente, felice, innamorato della vita, delle persone, esattamente come me. Al nostro confessarsi, gli ho detto che avremmo dovuto gestire la situazione da persone mature e che sarei stato il primo a tirarmi indietro nel caso in cui la situazione avesse messo a rischio la mia relazione. Ovviamente non siamo riusciti a gestire la cosa e dopo un po' di tempo è scattato un magnifico bacio, a cui ne sono seguiti altri.. sempre accompagnati da un tentativo disperato di "addio". Decido di parlarne al mio compagno (alla buon ora..) dopo circa un mese da questa conoscenza. Convinto che mi avrebbe lasciato, gli chiedo di non farlo, di starmi accanto e di aiutarmi.. lo fa, si comporta nella maniera migliore possibile. Non mi fa sentire in colpa, ma allo stesso tempo non mi "perdona", vuole sapere tutto, cerca di ravvivare una relazione che era, sì, molto bella ma comunque iniziava ad arruginirsi. Prende in mano la situazione, vacanze, scintille in camera da letto, conversazioni fino a tarda notte.. una relazione da sogno. Decido quindi di tagliare più ponti possibili con quest'altra persona, decido di riprovare e di non voler buttar via una felice relazione durata 5 anni.
Purtroppo è passato più di un mese da quando tutto questo è successo e io non posso fare a meno di controllare ogni secondo le mail per vedere se mi ha scritto ("per lavoro"), controllare i suoi profili social, pensarlo ogni secondo.. Da quando ho cercato di bloccarlo su ogni piattaforma, ha comunque continuato a scrivermi mail su mail, dapprima 5, 6, 7 al giorno.. poi una al giorno, fino a qualche giorno fa, in cui ha smesso di scrivere. Questo mi ha ucciso, è come se avesse chiuso una porta e io sto male, malissimo. So di non poter tenere il piede in due scarpe.. Inoltre quando sono con il mio compagno sto bene, quando lui non c'è invece penso all'altro. Costantemente. Lo sogno ancora tutte le notti. Questa cosa mi manda in confusione.. e per di più ha spalancato una porta che era solo socchiusa: ho rinunciato ad una vita e una carriera all'estero per il mio compagno? E se volessi tornare a viver fuori? E se volessi una casa mia, vivere da solo? Ho provato a proporlo al mio compagno, andare a vivere in un'altra casa, nella stessa città, ma non ha accettato e lo capisco. Ormai si è innescata una voglia e una necessità di indipendenza che a tratti non mi fa respirare. Quando lo comunico al mio compagno mi dice che ha anche lui questo bisogno, che anche lui vuole l'indipendenza e che ce la stiamo guadagnando.. Ma non la penso così. Ci vediamo ogni giorno in pausa pranzo (mai successo prima), mi viene sempre a prendere a lavoro, mi chiede sempre in maniera quasi ossessiva come sto, se lo amo.. E lo capisco, perché è stato tradito e ha bisogno di conferme. Ma cerca delle conferme che io in questo momento non gli posso dare. Continua a chiedermi se l'altro mi manca, se lo penso, che effetto mi fa guardare le sue stories su instagram o le sue foto su facebook e io non riesco a mentire. Non riesco a non dirgli che non mi manca. Sento un grande senso di colpa, nei suoi confronti, per aver tradito la sua fiducia, sento che forse sto perdendo l'occasione per essere "più felice" di quanto non sia adesso. A tratti mi dico che vorrei lasciar tutto e scappare con quest'altra persona. Ma non sono pronto a fare l'amante, non sono pronto a dividerlo con un'altra persona (che per una questione di immagine e di figli non lascerà, ne sono sicuro). Altre volte invece mi dico che il mio è solo un bisogno di cambiamento, quindi mi metto a cercare lavoro in maniera ossessiva e mi candido per ogni posizione disponibile (per non vederlo e sentirlo più? forse). In altri momenti invece sento il bisogno di stare con il mio compagno e mi sbatto una mano sulla testa chiedendomi cosa mi è venuto in mente, che lui sarà ed è sicuramente l'amore della mia vita anche se ci dovessimo lasciare domani. Mi dico che non è giusto lasciare il mio compagno per un altro, ma soltanto nel momento in cui mi renderò conto che non lo amo più. Sto attraversando una crisi esistenziale molto forte e non so davvero come affrontarla. Ho provato a parlarne con persone che mi sono vicine ma sento che ne parlo in modo quasi disinteressato, come se avessi già preso una scelta e non volessi sentire spiegazioni. Il problema è che non so qual è questa scelta. Non so dove sbattere la testa. Ho sofferto, prima di conoscere il mio compagno, di forti attacchi di panico (per una relazione difficile a distanza e una situazione lavorativa che mi stava molto stretta). Ho paura di tornare ad averli, non saprei come affrontarli. Perdevo molti capelli sotto la doccia, non dormivo.. Stavo con una persona molto gelosa, ossessiva, lavoravo in un ambiente difficile e ostile, dove non ero preso sul serio per via della mia nazionalità e dei miei, seppur scarsi, errori grammaticali nella lingua del posto. Poi è arrivato il mio compagno che mi ha dato equilibrio, stabilità, tranquillità, sicurezza. Ma adesso mi chiedo se è davvero questo che voglio: sono giovane, ho tutta la vita davanti, sarà questa la mia vita per sempre? Una settimana fa ho perso un amico in un incidente in moto. E' stata una doccia fredda, ho capito che domani potrei non esserci più e tutti i miei progetti, tutti i miei "prima o poi accadrà", tutto il mio procrastinare.. potrebbe svanire tutto. Ho pensato di rivolgermi ad uno psicologo ma non ho conoscenze.
Non so cosa fare e vorrei davvero un aiuto. Non so a chi rivolgermi.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 26/02/2018 - 09:26

Milano
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Buongiorno Daniele, senso di equilibrio e sicurezza contro il bisogno di indipendenza e forse anche, il bisogno di crescere, di andare avanti, di realizzarsi. Un rapporto in cui si sente al sicuro, protetto, ma dal quale si sente un po' dipendente? Quegli attacchi di panico che la soffocavano che cosa esprimevano, cosa le stavano dicendo? Un amico che se ne va: la morte improvvisa, è una possibilità per tutti noi e fa parte della vita. Noi come esseri umani non riusciamo a comprenderla, la sentiamo vicina però quando non siamo piu', quando non possiamo essere cio' che vorremmo essere, quando il nostro percorso sfugge e sentiamo di vivere una vita che ci comprime o che non accettiamo piu'. Sono tematiche esistenziali che stanno alla radice delle crisi di panico...Lei ha un'ottima capacità di guardarsi dentro e attorno a sé, questa è una grande risorsa che potrà sfruttare al meglio cercando di capire i nodi che la opprimono. Se le serve un contatto, mi chiami in privato. Buona giornata.

Dott.ssa Laura Busà Inserita il 23/01/2018 - 17:53

Buonasera Daniele,
da quello che si evince, leggendo la sua "richiesta di aiuto", la situazione sembrerebbe più complicata di quello che forse è realmente.
Mi sono soffermata su alcune frasi che esprimono già una chiara volontà di riprendere in mano la sua vita e iniziare a "respirare" di nuovo perché nella fase in cui si trova "si è innescata una voglia e una necessità di indipendenza che a tratti" non la fa respirare. Certamente, questa è una delle tante cose che al momento non la fa stare bene e le crea delle importanti difficoltà a livello del rapporto di coppia e, più in generale, della sua qualità di vita. Certamente, condivido con lei la sua volontà di rivolgersi ad uno psicologo che la possa aiutare a fare chiarezza e a trovare una modalità più funzionale per gestire la propria vita.
Per qualsiasi informazione e se intende fissare una consulenza non esiti a contattarmi.

Dott.ssa Laura Busà
laurabusa.psy7646@gmail.com