Valentina domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 19/10/2017

Roma

Io 31 anni e vorrei pensare a formare una famiglia, ma lui è in cura.

Salve, ho 31 anni e convivo con il mio ragazzo di 37 da due anni (stiamo insieme da 3 anni). Entrambi lavoriamo e abbiamo un buono stipendio. Viviamo un paese diverso dal mio, e lui e' di un'altra nazionalità. Nel primo anno del nostro rapporto era molto entusiasta (molto più di me all'epoca) all'idea di formare una famiglia, sposarsi e fare di bambini, prevedendo addirittura di sposarsi nell'arco di un anno, e di fare il primo figlio dopo 2 anni. Siamo effettivamente andandi a convivere insieme, ma l'idea del matrimonio è andata via via scemando da parte sua. Inizialmente essendo studentessa non avevo molto indipendenza economica e anche psicologica (in quanto appena arrivata in un paese straniero) ma dandomi da fare sono riuscita ad imparare bene la lingua e a trovare un lavoro qualificato.Dopo un anno che ci siamo messi insieme ha iniziato a soffrire di attacchi di panico in treni affollati,in particolare la paura è quella di dover correre in bagno e non riuscire ad uscire dal treno. Dopo mie insistenza si è rivolto ad uno psicologo e da allora ne è in cura, assumendo farmaci. La situazione è migliorata, anche se cerca per quando possibile di evitare treni affollati. I suoi attacchi di panico nel periodo peggiore influenzavano negativamente anche nel nostro rapporto, con frequenti cambi di umore da parte sua , o sentendosi male al solo pensiero di uscire a cena fuori. Guardando la sua cartellla clinica, ho scoperto che diversi anni prima si era recato dallo stesso psicologo per "difficoltà nel mangiare di fronte ad altri".
Il nostro rapporto è nettamente migliorato da quando prende i farmaci, e io come sempre gli continuo a stare affianco. Quando ha volte tiro fuori il discorso del matrimonio o figli, è molto restio a parlarne. In un momento di relax ho cercato apertamente di parlarne e mi ha detto che sì vorrebbe, ma ancora non se la sente. Dal punto di vista fisico e mentale. Capisco la sua ancora non totale stabilità mentale e per questo sono anche arrrivata a dirgli che cose come la cerimonia e tutti quegli sbattimenti legati possiamo benissimo evitarli. (cosa che poi penso sinceramente).
Non posso e non voglio forzarlo, però io ho 31 e lui 37 e ho un senso di incertezza sul futuro. Quanto durerà questo suo persorso psicologico? è davvero destabilizzante per una persona in cura il matrimonio? Non ho intenzione di lasciarlo per questo ovviamente, ma vorrei che anche i miei sentimenti vengano presi in consedarazione. Grazie.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Daniela Vinci Inserita il 19/10/2017 - 19:43

Gentile Valentina,
Non è possibile dare una risposta alla domanda riguardante la durata della terapia del suo compagno. Detto questo, non c'è nessun divieto a sposarsi mentre si è in terapia. I suoi sentimenti sono sicuramente importanti e per questo le consiglio di parlare esplicitamente con il suo compagno rispetto al vostro futuro. Può darsi che prima di un impegno così importante come il matrimonio o un figlio lui voglia riuscire a stare meglio e sarebbe comprensibile. Non per questo però lei deve rinunciare ai suoi desideri.
In caso di difficoltà di comunicazione, potreste pensare ad una consulenza di coppia da un altro psicologo.
Resto a disposizione,
Dott.ssa Daniela Vinci
Arluno (MI)