Matrimonio finito
Buongiorno,
sono sposata da due anni con un uomo che conosco da tre. Ho 44 anni, lui 47. So che devo mettere fine a un matrimonio che mi ha privata dei risparmi di una vita, della possibilità di avere un figlio e mi stava privando delle piccole libertà quotidiane: scegliere il parrucchiere, decidere come vestirmi, frequentare i miei due unici amici rimasti. Non ho neanche paura di rimanere da sola: tutte le sere, quando sogno ad occhi aperti, mi immagino senza di lui, ma non disperata. amareggiata, questo sì. con il passare del tempo, peggiora la mia situazione economica: mio marito ha smesso di lavorare e rifiuta le opportunità di lavoro a portata di mano: è un medico, vissuto a casa della madre fino ai 43 anni. I primi problemi sono stati di ordine economico: lo mantengo e gli ho pagato le rette della scuola di specializzazione: 10.000 euro, lo stipendio non mi basta per far fronte alle spese mensili. Lui continua a negare qualsiasi problema: l'invadenza della madre, i miei risparmi che si assottigliano di mese in mese perchè non mi basta lo stipendio e, per finire, è rimasto ancora residente a casa della madre e si rifiuta di stabilirla nella casa dove viviamo, ovvero il monolocale dove vivo da quasi 20 anni, mantenendomi da sola e mettendo da parte oltre 35.000 euro che sono spariti per lui e per il matrimonio voluto, organizzato, gestito e rovinato dalla madre. L'avvocato ovviamente mi ha consigliato di separarmi, prima che madre e figlio mi distruggano definitivamente. ma mi fa pena. E' un miserabile egoista pieno di sè, razzista e superficiale. La madre è una deficiente promiscua e dalle malcelate pulsioni incestuose, che mi ha tiranneggiate per tre anni finchè non ho trovato la forza di allontanarla. Come l'ho trovata? Grazie alla morte di mio fratello. Proprio così. Ho visto mio marito per quello che è. Non ha cambiato di una virgola la routine. La tragedia è avvenuta a fine novembre, lorsignori, il giorno dopo la notizia, programmavano la festa dell'immacolata e il natale. Mia suocera al solito, ha comunicato come avrei dovuto vestirmi, e, infastidita, mi ha chiesto quando mi sarei decisa ad andare dal parrucchiere. Per il mio bene, naturalmente. Per farmi svagare. Mio fratello si è tolto la vita a 32 anni. La suocera, una crudele ritardata mentale, mi ha consolata dicendomi che un suicidio è meno grave di un incidente e una malattia, Perchè si è tratta di una libera scelta.. Mio marito, commentando un fatto di cronaca, ha manifestato disprezzo per i suicidi. Ho fatto finta di nulla. Lo ha ripetuto nei giorni a venire. In questi tre anni ho manifestato tutte le mie preoccupazioni in tutti i modi. So che devo separarmi e che starò meglio. Ma mi sento morire dentro. Non so come uscirne. Grazie.