Paola domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 26/06/2017

Firenze

Asociale?

Salve dottori.
Sono una ragazza di 25 anni, studentessa, trasferita a settembre per studiare in una nuova città. Dato che qui non conoscevo nessuno, mi sono subito iscritta in una associazione studentesca molto goliardica e ho conosciuto tantissime persone. Ho persino trovato un fidanzato che amo e che mi ama, e di questo sono davvero davvero felice. Quando sono sola con lui sto a meraviglia. Per quanto tutti pensino che noi siamo la coppia modello, in realtà come tutti abbiamo alti e bassi, specialmente a causa di alcuni miei comportamenti. Penso di essere asociale. Gli amici dell'associazione (che in realta non penso di poter definire veri Amici) si incontrano ed escono praticamente ogni giorno, mangiano, bevono, studiano insieme. Io invece non sento il bisogno di farlo ma spesso mi sento quasi in obbligo di uscire perché il mio ragazzo è molto popolare e socievole, e adora uscire con gli amici. Di conseguenza, poiché lui non uscirebbe senza di me per paura di farmi un torto, io mi sento in obbligo di farlo per renderlo felice. Il fatto è che spesso mi sento a disagio. Sono una persona molto timida, resto spesso in silenzio perché la maggior parte delle volte non so cosa dire. Quando si parla tutti insieme in genere ascolto gli altri, interagendo solo con risate o sorrisi. A volte invece mi sforzo a scherzare e a parlare in prima persona, ricevendo feedback positivi dagli altri, ma sia che stia in disparte, sia che mi impegni a socializzare, dopo un po' però provo una certa noia nello stare con le persone e mi viene voglia di tornare a casa. Inizio a sbadigliare (involontariamente), a guardare cose a caso con lo smartphone, mi isolo completamente. Il mio ragazzo, privatamente, mi riprende spesso per questo. Mi dice che sembro annoiata, assente, asociale, che sto troppo per le mie. È vero, ma che male c'è? Ammetto che mi piacerebbe avere anche qui degli amici veri (i miei Amici sono tutti lontani, tranne il mio migliore amico che sta qui ma è sempre molto impegnato), e il fatto di non avere amici veri fisicamente vicini mi fa soffrire. In associazione sono tutti super socievoli, sempre a far festa e a bere. Ogni tanto bevo anche io, e l'alcool mi aiuta tantissimo a socializzare, ma spesso scelgo di non bere perché so che fa male. Gli altri invece alle feste sono quasi sempre ubriachelli e a me viene ancora più difficile socializzare da sobria con degli ubriachi. Sono molto selettiva con le amicizie, e sono poche le persone con cui ritengo valga la pena stringere un rapporto serio. E con queste poche, mi sento comunque impacciata perché mi mancano le parole e/o perché in realtà non ho voglia di stringere un rapporto.
Oggi ad esempio ho litigato col mio ragazzo perché sono venuti qui (anche il mio ragazzo è uno studente fuori sede) sua madre, suo fratello e la fidanzata, per festeggiare il compleanno del fratello. Ieri sono stata tutto il giorno con loro, rinunciando allo studio, e oggi idem fino al dopo pranzo. Ieri notte mi sono annoiata terribilmente al compleanno, perché alla cena erano presenti solo sconosciuti e ovviamente non avevo la minima voglia di parlarci. Oggi abbiamo pranzato tutti insieme e ammetto che non vedevo l'ora di tornare a casa per starmene sola. A quanto pare il mio ragazzo si è accorto del mio malessere e si è arrabbiato con me perché secondo lui avrei dovuto almeno far finta di avere voglia si stare con loro. A me non interessa fare questi pranzi o cene di facciata, mi annoiano. Avrei preferito starmene a casa, mangiare un'insalata e ascoltare musica, o studiare, visto che ho l'urgente dovere di farlo. Più di una volta abbiamo litigato a causa della mia asocialità, che fa soffrire me e a quanto pare anche lui. Come posso fare per stare meglio?
Vi ringrazio infinitamente!

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Sara Bonfante Inserita il 27/06/2017 - 17:48

Gentile Paola,
Per prima cosa devo sottolineare con piacere il suo spirito di iniziativa che l'ha spinta ad iscriversi ad una associazione per non rimanere sola in una città sconosciuta..... spesso i grandi cambiamenti ci spingono a fare cose che non riteniamo in grado di fare.
Dopo che lei ha trovato un fidanzato però le cose sono cambiate. Da un punto di vista relazione è normale avere alti e bassi e di questo lei è ben consapevole... ciò però che è cambiato è il modo di stare insieme agli altri? Che cosa l'ha spinta prima ad iscriversi ad una associazione e che cosa la frena adesso nelle relazioni? Cosa è cambiato? Alla fine si tratta pur sempre del gruppo di persone che inizialmente avevano esercitato su di lei una c'era attrazione ed interesse.
Per quanto riguarda un possibile senso di colpa sullo stare a casa non facendo uscire il fidanzato una Coppi ha bisogno di trovare i suoi ritmi equilibri e ciascuno deve fare un piccolo sforzo e dei sacrifici: ognuno deve fare il suo!
È possibile che cambiando compagnia e "giro di amici" le cose possano migliorare?
Iniziando a riflettere su cosa sia cambiato rispetto a prima può essere un primo passo per srotolare la matassa.


Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.

Dott.ssa Sara Bonfante
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