Frannie domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 23/10/2016

Brindisi

Ho un ragazzo problematico

Salve, ho 19 anni e mi sono innamorata di un ragazzo di 22, a breve 23 anni con cui ho da poco una relazione a distanza. Riusciamo a vederci spesso e io credo nel nostro amore, ma lui come persona ha diversi "problemi". E' cresciuto in una famiglia in cui il padre ha impartito una educazione militare ai figli e tradito la moglie in più occasioni, mentre lei era praticamente una suora, cattolica praticante e abbastanza rigida e integralista. Il mio ragazzo è cresciuto con l'idea che l'amore non esiste e che è meglio stare da soli: io sono stata la sua eccezione. Anche se sto riuscendo pian piano a cambiarlo dimostrandogli il mio amore, ci vuole pazienza e le sue insicurezze e debolezze sono ancora molte, perché in realtà è molto fragile. Come fargli passare tutti quei complessi di inferiorità e dimostrargli che può fidarsi di me? Anche lui, come la madre, è molto religioso e a tratti anche rigido su molte cose, tanto che a volte lo devo riprendere e far ragionare. Anche io sono cattolica e praticante e nonostante questo ho una mentalità molto aperta, quindi varie volte discutiamo di questioni religiose perché alcune delle cose che dice mi paiono fuori dal mondo! Come lo aiuto ad uscire fuori da questa ristrettezza mentale? Un'altra questione è quella sessuale: lui vorrebbe arrivare vergine al matrimonio e io rispetto questa sua scelta di aspettare, anche se siamo arrivati alla conclusione, discutendone, che se un giorno vorremo entrambi, anche prima, lasceremo che accada. E questo in realtà andrebbe bene. Però il fatto è che ogni volta che ci siamo approcciati uno all'altra e abbiamo fatto dei preliminari, lui lì per lì sta bene, è felice, poi si pente (e il fatto che si senta in colpa mi ferisce), poi lo induco a rifletterci e capisce che non è stato nulla di male o per cui finiremo all'Inferno. Questi sono tutti retaggi dell'austerità materna e dell'idea del sesso-tradimento del padre, credo, che stanno via via migliorando, ma a volte mi sembra che per ogni passo avanti ne facciamo due indietro... Non so come fargli capire che anche il sesso è amore! In più lui è feticista. Quando me l'ha confessato, all'inizio ero sbalordita non avendo mai pensato alla cosa, poi l'ho serenamente accettata anche perché per me il sesso è anche complicità e sperimentazione quando ci si ama. Non l'ho mai fatto sentire a disagio proprio per via dei suoi già grandi complessi sul sesso, anzi l'ho incoraggiato ad espormi le sue fantasie e ne ho messe in pratica alcune durante i preliminari: lui l'ha adorato, e questo mi ha resa molto felice. Ma mi sto comportando nella maniera adeguata riguardo questo suo aspetto "particolare"? Ne ho parlato alla mia migliore amica e lei mi ha detto di lasciar perdere, che mi riduco a una crocerossina e forse è vero, ma io voglio davvero aiutarlo. Ha un sacco di complessi di inferiorità e non capisce quanto è speciale... Mi sono veramente innamorata di lui e lui di me, teniamo entrambi a questo rapporto e iniziamo a parlare del futuro, per questo vorrei aiutarlo a superare tutti i limiti mentali ma NON perché lo voglio diverso da com'è...solo perché a volte si impedisce da solo di essere felice, e io voglio che lo sia, perché lo merita. Lui a sua volta vuole aiutarmi a farlo, e si sta sforzando molto per cambiare, lo fa solo per me. Come facciamo?

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