Ilaria domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 29/08/2016

Roma

Dubbi sulla relazione

Salve, sono una ragazza di 21 anni, con una relazione che va avanti da 8 anni con un ragazzo di 3 anni più grande. E che più di qualche volta, mi ha dato grossi problemi.
Abbiamo avuto periodi di crisi continue, ma negli ultimi 2 anni abbiamo trovato una sorta di stabilità. Nonostante questo, vedo che, quando litighiamo, si finisce sempre a parare sugli stessi motivi, spesso dettati da lui e da sue paranoie, che non riusciamo a superare in nessuna maniera, nonostante io ci abbia provato davvero in ogni modo, nel corso degli anni.
Molte delle sue accuse sono mosse da un suo problema di autostima, di questo sono certa, ma lui è un tipo che non ammette che sia questa la derivazione dei problemi, e finisce sempre col gettare la colpa su me "sei tu che sei così invece di fare colà" e cose del genere.
Una delle cose che si ripresenta maggiormente, è il rapporto con i miei genitori. Partendo dal presupposto che all'inizio inizio della relazione, ovviamente, non era tutto rose e fiori (d'altronde, io ero anche piccola e unica figlia femmina, per di più la più piccola in famiglia, quindi ci stava che mio padre non lo vedesse benissimo), ora, comunque, i miei non hanno più problemi di sorta con lui.
Ma qualsiasi cosa i miei facciano di "sbagliato", per lui è come se lo facessero apposta. Per esempio, lui è molto schizzinoso, mangia pochissime cose, ma, come è ovvio, i miei non ricordano TUTTO quello che a lui non piace. Ma se viene a cena e il mio ragazzo si ritrova qualcosa che non gli piace, per lui loro l'hanno fatto apposta, e poi se la prende con me se dico che loro non l'hanno fatto intenzionalmente, dicendo che li difendo sempre.
Oppure, più recentemente ancora, se l'è presa perché in un giorno in cui i miei stavano solo a casa, perché io stavo, appunto, con il mio ragazzo, sono usciti e sono andati a cena fuori. E il mio ragazzo li ha "accusati" di cercare sempre di andare a cena fuori quando lui non c'è o non può. E se io dico che hanno pure ragione ad andare fuori quando stanno a casa da soli, e che, tra l'altro, ogni volta che i miei hanno proposto di andare da qualche parte, lui ha rifiutato, allora li sto difendendo e non sto mai dalla sua parte. E così litighiamo.
Onestamente, io non so più come affrontare queste problematiche, e ogni volta che si presentano, mi arrovello il cervello su se sono davvero in grado di passare la mia vita in questa maniera.
Mi conosco piuttosto bene, ho fatto una serie di lavori su me stessa per entrare bene in contatto con quello che sono, anche se so che ancora ho del lavoro da fare.
Sono una ragazza molto molto legata alla propria libertà, dico le cose come le penso, non sono in grado di fare buon viso a cattivo gioco. E se mi viene tolta vagamente la libertà, inizio a sentirmi oppressa e reagisco di conseguenza. E con lui, tanto volte, mi sento in trappola, ancor più quando vengo fraintesa. E lui fraintende sempre molto, in qualsiasi situazione, perché tende a leggere nelle frasi cose che non sono state dette, modifica la realtà, me ne rendo conto anche nelle cose piccole quando, ad esempio, deve riportare dei fatti o delle parole dette da altri.
Sono, tutto sommato, piuttosto in grado di analizzarlo, complice il lavoro che ho fatto su me stessa e tutti gli anni di conoscenza, ma lui non mi ascolta in alcuna maniera. Quando sono io a dirgli le cose, non sono mai vere, le prende in considerazione solo quando è una persona esterna a dirgliele, ma, visto questo "problemino" per cui riferisce le cose spesso e volentieri ingigantite o con messaggi che ha colto solo lui e che non erano intesi, chiaramente a una eventuale terza persona arriva una storia distorta dal suo punto di vista e non obiettiva. E non vuole saperne di andare a parlare con uno psicologo, nonostante io credo proprio che ne abbia bisogno per tanti traumi che si porta dietro.
Ora non so più come comportarmi con lui, non so se è il caso che stiamo davvero insieme, ma è stato il mio primo e unico ragazzo, e per me, alla fine, è sempre andato bene così, ho sempre immaginato che avrei passato la mia vita con lui.
Ma è possibile passare la vita con una persona che ti fraintende, che ha bisogno di aiuto su tutto, che trovi ancora infantile da tanti punti di vista e con cui non riesci a dialogare davvero? Le nostre discussioni non si risolvono mai. Litighiamo e basta. Finché uno dei due non si stanca, ma il problema resta lì, e ogni minima discussione è una scusa per divagare dal motivo principale di discussione e arrivare a ingrandire il problema con queste altre cose che non riusciamo a superare, nonostante gli anni.
Chiedo scusa per la lunghezza, spero di essere stata chiara in quel che volevo dire in questo messaggio che è stato anche uno sfogo e che possiate darmi una mano per capire come devo comportarmi.
Grazie in anticipo.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Erica Tinelli Inserita il 29/08/2016 - 17:08

Salve Ilaria, se il suo ragazzo non vuole andare da uno psicologo potrebbe proporgli di andare insieme per cercare di migliorare il vostro rapporto. Oppure, in alternativa, potrebbe rivolgersi lei ad uno psicologo per cercare di comprendere più dettagliatamente la situazione ed individuare le modalità comunicative e comportamentali più adatte alle circostanze che descrive. In alcuni casi, infatti, è possibile aiutare delle persone senza coinvolgerle direttamente in terapia, ma fornendo indicazioni alle persone vicine su come comportarsi.
Tuttavia, prima di valutare queste possibilità secondo me dovrebbe riflettere sul sentimento che la lega a questo ragazzo. Al di là dei problemi che riporta ci sono degli aspetti positivi e soddisfacenti nella vostra relazione? Se sì, quali? Quali fattori vi hanno consentito di stare insieme per tutto questo tempo? Per quale motivo ha sempre immaginato che avrebbe passato la vita con lui? Come la immagina questa vita?
Ci sono tante informazioni che nel suo racconto non emergono, non so per brevità oppure perché lei stessa non ha chiara la situazione. Provi a pensarci.