Serena domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 17/03/2016

Aosta

L'uomo che mi ha salvata dalla disperazione

Ho un dubbio, non grave per fortuna.
Io e il mio uomo, dopo anni di distanza abbiamo iniziato a convivere. All’inizio tutto andava bene, poi c’è stato un periodo di crisi: lo vedevo freddo, distante e sempre pensieroso, ma non sapevo cosa gli passasse per la testa, fino a quando ho scoperto che dopo anni di assoluta fedeltà, aveva incontrato una persona che gli piaceva (per giunta una mia amica). Non c’è stato tradimento, e comunque, grazie al cielo gli è bastato poco a capire che si era trattato di un incidente e che lei è una ragazzina con gravi difficoltà affettive. Ovviamente per me non è stato bello, ma ho visto la cosa come una semplice tentazione, che per una persona corretta e onesta come lui era difficile da sopportare. Ora le cose vanno meglio, e lentamente stiamo recuperando la nostra intimità, forse anche grazie a difficoltà economiche e lavorative da affrontare con coraggio.
Il problema è un altro…
Lavoro da due anni (anche se non so fino a quando ci rimarrò) con un uomo molto più grande di me: aspetto modesto, poca cura di sé, vita complessa e avventurosa, ma grande carisma, molto fascino, una certa predilezione per le donne più giovani, e una disperata voglia di ridere e sorridere. Quando l’ho conosciuto l’ho trovato noioso, e colleghi poco carini mi hanno raccontato su di lui immense bugie alle quali, per fortuna, non ho mai creduto. Nel corso del tempo la mia stima nei suoi confronti è cresciuta e oggi posso parlare di lui come una delle persone migliori mai incontrate sul lavoro e nella vita.
Nei momenti di tristezza scherza con tutti, specie con le colleghe (particolarmente con una). Fino a qualche mese fa tuttavia non mi aveva mai presa in considerazione, tranne un paio di volte, in cui mi aveva guardata come un uomo guarda una donna, ma, pur lusingata, non ci avevo dato peso.
Poi un giorno, prima della pausa natalizia, si è avvicinato e mi ha fatto un complimento spinto ma delicato. Io, pur imbarazzata, ho cercato di buttarla sullo scherzo, poi sono corsa lontana da tutti con le guance infuocate.
Poco dopo avevo dimenticato tutto, sono tornata a casa e ho dormito serenamente, fino al giorno dopo, quando, durante un interminabile viaggio, il mio ragazzo ha cominciato ad essere freddo e strano per la faccenda di cui parlavo prima. Ho chiuso gli occhi e non so nemmeno come ho immaginato di baciare quel collega per il quale, pur pensando tutto il bene del mondo, non avevo mai provato un briciolo di attrazione.
Nei giorni seguenti le cose si sono aggravate: lui sempre distante e pensieroso, io non facevo altro che curare il mio aspetto, ma guardandomi allo specchio non potevo far altro che chiudere gli occhi e rifugiarmi nel dolce suono delle parole del mio collega ripetendomi: “tanto a XXX piaccio”.
Alla riapertura dell’ufficio, per circa un mese e mezzo (durante il quale ci sono stati i chiarimenti col mio uomo) ho dovuto sentirmi addosso ogni momento gli occhi del mio collega, e non nego che le sue attenzioni e i suoi scherzi mi hanno aiutata a sopportare quello che è successo. Ogni giorno speravo che la piantasse, anche se non potevo sopportare l’idea di non sentirmi più cercata. Poco alla volta, forse a causa di quello che stavo vivendo, ho cominciato, in qualche modo a desiderarlo.
Col tempo, forse anche al mio ricambiare tanto gli scherzi e poco gli sguardi, gli sguardi si sono ridimensionati e gli scherzi non sono più frequentissimi, così ho cominciato a pensare che anche le piccole avance (mai c’è stato contatto fisico) fossero solo bonarie prese in giro.
Quello che mi sembra strano è il legame che con quell’uomo resta: ci sono ancora scherzi e sguardi, c’è tutto il mio profondissimo affetto, c’è la curiosità di sapere come sarebbe stato con lui, e c’è che non so bene cosa pensi di me.
C’è un velo di attrazione da parte mia: una volta, io che sono refrattaria al contatto fisico l’ho afferrato istintivamente per un braccio, rimanendo basita per la mia stessa azione.
Oggi invece è successo un disastro e l’ho dovuto far chiamare in bagno dov’ero io (cosa difficile da spiegare). Benché si tratti di una stanza orribile e maleodorante, benché la porta fosse aperta benché non fossimo in quel bagno per un motivo piacevole, per un attimo ho sentito vicinanza e intimità.
A casa tutto sembra procedere bene tra me e il mio ragazzo, e il mio collega sembra un capitolo separato della mia vita, ma mi piacerebbe sapere se era solo uno scherzo (che però mi ha salvata dalla follia nel momento della crisi), cosa c’è di reale in questa strana storia, soprattutto perché ora mi sento vagamente attratta da lui. Mi piacerebbe sapere cosa sarebbe mai potuto accadere se non fossi stata così fedele. Mi piacerebbe anche sapere cosa lui pensa davvero di me...

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Nappo Inserita il 26/03/2016 - 12:49

Gentilissima,
È solo "curiosità" la sua o ha bisogno di sapere di essere ancora desiderabile e desiderata?
Crede che quanto accaduto con il suo compagno abbia influito sul suo "interesse" verso il collega? In che modo?

Resto a disposizione
Dr.ssa Valentina Nappo
Psicologa e psicoterapeuta
Terapia individuale e terapia di coppia Napoli Vomero - Pompei - Melito - San Giuseppe Vesuviano (NA)
www.psicodialogando.com