Giuliana  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 14/06/2019

Napoli

Uomo ambivalente e conseguente fissazione

Buongiorno, mi rivolgo a voi al fine di ottenere un consiglio circa una situazione che definirei “anomala”.
Da quasi 4 anni sono in contatto con un ragazzo (io ho 28 anni, lui 30) che vive a notevole distanza da me.
Abbiamo avuto una relazione effettiva per 4 mesi (nei quali io andavo prevalentemente da lui), che poi è naufragata a causa delle pressioni da parte dei miei, che si opponevano alla relazione a distanza, e sue, che voleva andassi da lui a prescindere, fregandosene delle mie problematiche familiari.
Tuttavia, né io e né lui siamo riusciti a troncare questo rapporto.
Ci sentiamo tutti i giorni, spesso litighiamo, ma poi torniamo a cercarci, anche perché abbiamo diversi interessi e situazioni di studio/lavorative in comune.
Ad ogni modo, il vero problema è la sessualità con quest’uomo.
Il copione, più o meno, è sempre lo stesso.
Quando ci vediamo non nascondo di desiderarlo apertamente, e lui inizia a piangere disperatamente, affermando che tra noi non ha funzionato e che per lui il sesso è solo all’interno di una relazione, pur ammettendo che gli piaccio e che lo attiro.
La cosa contraddittoria è che piange, ma non si allontana da me, e anzi crea lui le situazioni di ambiguità (mi invita a dormire a casa sua, nel suo letto, oppure se vado da lui rimane seduto sul letto e non si muove!).
Esprime frasi improvvise come “stanotte ti immaginerò nuda sul letto”, “penserò alle tue gambe”, e via dicendo, e questo mi manda in confusione.
Alla fine ci troviamo a baciarci e in una situazione di quasi-intimità, in cui lui appare desiderarmi, ma finisce sempre nello stesso modo: lui mi tocca e mi porta all’orgasmo, ma non vuole che io gli faccia qualcosa!
Questa situazione è per me veramente frustrante, perché io vorrei fare l’amore con lui e non viverla, per così dire, “unilateralmente”.
Quest’uomo crea la condizione in cui si potrebbe realizzare una certa intimità, e poi succede sempre un qualcosa per cui non si conclude, ma che a monte avrebbe potuto benissimo essere fronteggiato.
L’ultima volta doveva correre a prendere il treno, ma quando ore prima dicevo di voler andare a casa per godere del tempo insieme lui insisteva a dire che voleva continuare a girare per la città, mangia molto o assume sonniferi prima dell’atto sessuale per poi sentirsi appesantito o avere sonno, oppure adduce di non avere i preservativi (e sono costretta a fargli notare che c’erano 5 farmacie aperte sotto casa).
Ciò mi fa molto arrabbiare, perché poi ha pure il coraggio di dire “peccato, questi dieci euro per stare con te valevano la pena!”
Da quel che appare, e su sua stessa ammissione, quest’uomo è molto insicuro sessualmente e parla sempre di “performance” sessuali (che già fa pensare ad un risultato) a suo dire scadenti.
Io lo rassicuro dicendo che mi piace tantissimo, ma non mi crede.
La cosa sconcertante, poi, è che l’ho sorpreso mentre mi scattava compulsivamente delle foto di nascosto, rivelandomi poi che si masturba almeno due volte al giorno su di esse e che sul pc ha una cartella con tutte le mie foto raccolte nel corso degli anni.
Una volta che ci siamo separati, nonostante questi accadimenti, non sono riuscita a non scrivergli di nuovo, e lui ha ripreso a telefonarmi all’uscita dal lavoro.
Ho capito che questo suo modo di fare ambivalente crea in me una sorta di “accanimento terapeutico”, perché non mi rende chiara la situazione: mi vuole o non mi vuole?
Vorrei staccarmi da questa persona proprio perché non funziona, ma non ci riesco, e mi sembra che la razionalità vada continuamente a farsi benedire.
Vi ringrazio per le eventuali risposte.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Giorgia Caramma Inserita il 15/06/2019 - 12:16

Padova
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Cara Giuliana,

dal tuo lungo racconto emerge una lunga e dettagliata spiegazione di quelle che possono essere le problematiche del tuo compagno, che è per te impossibile "diagnosticare" o decifrare e che quindi ti costringono in questo "accanimento terapeutico", come lo chiami tu.

Quello che però mi colpisce è che a te stessa e alla tua difficoltà di separarti da lui (nonostante abbia commesso atti che reputi "sconcertanti") fai cenno invece solo in poche e conclusive frasi.

Una consulenza psicologica potrebbe essere d'aiuto per identificare e per lavorare su quelle dinamiche interne a te (e non a lui) non ti permettono di allontanarti, nonostante ci sia un desiderio "pensato" di farlo.
Questa tua difficoltà a soffermarti sugli aspetti di te che scavalcano la tua ragione e che ti rendono impossibile separarti da lui, potrebbero far pensare a una dipendenza affettiva nei confronti di questo compagno.

Se desiderassi approfondire contattami pure al 3497848144.
Ti auguro una buona giornata!
Dott.ssa Giorgia Caramma (Padova - Ragusa - online)
www.loradellapsicologia.it