Come affrontare la fine di una relazione?
Salve.
Ho conosciuto il mio ex ragazzo a lavoro nel 2017. Io sono del nord, molto aperta, amichevole, mi piace scherzare, tendo ad avere più amici maschi che femmine, sessualemente molto aperta... Insomma, una che non si fa problemi, né è pesante con altre persone.
Lui è del sud, Napoli. Abbiamo cominciato a frequentarci e dopo qualche mese mi ha chiesto se possiamo andare a vivere insieme, ovvero si è trasferito da me.
Lui si trasferì qua al nord qualche anno fa, dicendo di trovarsi benissimo, ma alcune caratteristiche gli sono rimaste "meridionali". Per l'amor di Dio, io amo il sud con tutto il cuore, ma per farvi capire, lui agli inizi era molto geloso, possessivo, si doveva fare come diceva lui. Ho smesso di scherzare con le persone del sesso opposto e di vedere i miei amici maschi, lì si è calmato un po'. Ma alcune cose sono rimaste. Per esempio non potevo vestirmi come volevo, dovevo sempre avvisarlo se ho comprato qualcosa (tipo una maglietta), dovevo pulire casa in modo che me lo diceva lui, quando voleva lui, gli dava fastidio se una volta a settimana mi fumavo una canna con mia sorella (cosa che facevo già prima e lui lo sapeva e gli andava bene), come devo gestire i soldi e simile. In tutto ciò ovviamente qualche volta mi sono opposta, ho cercato di fargli capire il mio punto di vista, ma nulla, o rimaneva della sua idea senza cercare di capire, oppure litigavamo di brutto.
Questo tipo di discussioni duravano per tutta la relazione (1 anno e mezzo) e dopo un po' ho notato che io non stavo bene, ero infelice e nulla mi entusiasmava più. Ok, avevo anche problemi e delusioni al lavoro, il nostro rapporto è diventato un po' monotono e anche la vita sessuale e andata a farsi f... Anche qua eravamo molto diversi, io volevo esperimentare, lui no, era molto chiuso da questo punto di vista. Per un po' di tempo ho cercato di "coinvolgerlo", poi di parlarci ma quando ho visto che non era per lui ho lasciato perdere. Lì io ho perso un po' la passione ma comunque cercavo di mostrare interesse, quando potevo.
In tutto questo io non ho mai gettato la spugna. Ho cercato di assecondarlo il più possibile, di esserci sempre per lui, di accettarlo per quello che è, di parlare, di fargli trovare la cena sempre pronta, gli facevo regali, lo lasciavo uscire, il tutto anche se, come scritto sopra, non ero proprio felice. Ma avevo sempre in testa che era "per sempre", che valeva la pena di continuare.
1 mese fa lui mi ha lasciata dicendo di non amarmi più, che gli manca qualcosa e che si sente trascurato. Era come un fulmine al ciel sereno, perché nonostante le divergenze ci amavamo tanto, ci prendevamo tanto cura un dell'altro e mai e poi mai ho pensato che per lui il sentimento è svanito (ok adesso a distanza del tempo vedo dei segnali). Lui come motivazioni ha elencato le cose che ho elencato sopra, che siamo troppo diversi, e penso anche che ci sia di mezzo un'altra (anche se non lo ammetterà mai, ma io non sono né scema né nata ieri e adesso vedo molti segnali che prima non ho visto), e che comunque a parere suo non si può più recuperare.
Le prime settimane stavo malissimo, dovevo prendere i calmanti, non mangiavo, non riuscivo a farmene una ragione, permessi di lavoro per stare a casa. Dopo l'ennesimo pianto e attacco di panico mi sono detta basta e ho provato ad analizzare e razionalizzare il tutto. E' vero, eravamo tanto diversi e posso capire che era troppo per lui e forse lo stava diventando anche per me (a volte fingevo addirittura che non mi sentivo bene per poter stare una giornata senza fare niente e riposarmi, altrimenti non gli andava bene). Non porto nessun odio o rancore perché so che come me anche lui ce l'ha messa tutta e per un tempo eravamo tanto innamorati. Penso che forse siamo partiti anche entrambi con un gran desiderio di essere felici insieme e fiduciosi che sarebbe durata per sempre senza prendere in considerazione le differenze tra di noi.
Oggi ho avuto una ricaduta pesante. Mi manca tanto, non posso negarlo, ho un buco nello stomaco e un cuore che non c'è più, vuoto.
Quello che volevo chiedere è se sto reagendo bene? Se sono sulla giusta strada, se va bene analizzare e dare così un senso a tutto.
E com è possibile che io ho potuto accettarlo nonstante il suo carattere pesante e amarlo e metterlo sempre al primo posto senza chiedere nulla in cambio, senza condizioni? E perché per lui non è bastato? Quando lui ha visto che non si sentiva più bene con me, non ha mai parlato apertamente dei fatti, solo piccoli indizi, come diceva lui. Per lui "resistere" era cercare di recuperare, ma per esempio dal punto di vista sessuale o dal punto di vista della monotonia non ha né reagito né nulla.. Diceva che aspettava una mia reazione, un mio cambiamento.
Io so che non tornerà più e che ci vuole tempo per guarire la ferita. So anche che veramente eravamo diversi, senza interessi comuni, ma comunque mi sto incolpando tanto, mi sto scervellando se potevo fare qualcosa di più, mi sento morire per il peso.
Come posso fare a uscirne il prima possibile?
Grazie mille.