Serena  domande di Sesso, Coppia, Amore e Relazioni  |  Inserita il 14/10/2018

Alessandria

Uomo dal passato difficile

Buonasera,
scrivo perché frequento da qualche mese un uomo di 34 anni che quand'era bambino ha subito, insieme alla madre, maltrattamenti da parte del padre; premetto che è nato tutto per un interesse puramente fisico, ma che presto si è tramutato in affetto reciproco, tendenzialmente più sbilanciato dalla mia parte; nonostante alcuni brutti comportamenti nei miei confronti (sparire dopo ogni incontro, non farsi trovare salvo poi tornare da me) ho sempre accettato la sua compagnia quando mi cercava perché percepivo in lui un bisogno di attenzioni, di affetto, anzi di amore, una richiesta di aiuto in un momento della sua vita parecchio difficile. L'ultima volta, un mesetto fa, mi ha fatto conoscere il padre, col quale mantiene un rapporto perché, a detta sua, gli fa pena saperlo solo(il padre infatti non ha una compagna fissa e nemmeno molti amici). Mentre eravamo insieme col padre mi ha coinvolta, mi ha considerata, ha cercato la mia mano sotto il tavolo, è stato per me commovente perché sentivo la sua sofferenza quasi da poterla toccare e per la prima volta mi ha lanciato un chairos egnale di aiuto. Poi per un banale screzio tra noi, è sparito. L'ho risentito pochi giorni fa, quando ho dovuto dirgli di essere incinta. Dapprima abbiamo chiarito lo screzio (del quale io non mi ero quasi resa conto, pensavo semplicemente fosse sparito l'ennesima volta) e poi parlato di questa situazione, per la quale ha chiesto di essere aggiornato. Abbiamo parlato di lui e del fatto che non si lascia mai avvicinare a sufficienza da me, o non abbastanza a lungo da poter scalfire la sua armatura, ma lui cambiava sempre discorso. Ora però è nuovamente sparito, rifugiato da qualche amico lontano dalla nostra città e soprattutto spaventato che io lo stia braccando dopo che mi sono presentata sotto casa sua senza preavviso: mi ha detto che ha paura, che sono lui e il suo maledetto passato il problema, mi ha detto che si sente un peso..che non dubita del mio affetto..ed io non so cosa fare, ho scelto di non tenere il bambino per questioni economiche, perchè non mi sento pronta, perchè non so se questo bambino avrebbe o no un padre. Ma questa scelta non mi spaventa: ho molta più paura di non riuscire a dimostrare a questo ragazzo che su di me può contare, che insieme potremmo essere felici se solo lui si affidasse a me..ciò che vi chiedo è..lasciargli tempo per digerire la situazione senza pressarlo è la strada giusta? non sono mai stata pressante prima, ho sempre atteso con pazienza i suoi ritorni..ma ora che devo fare questo passo importante di rinunciare al suo bambino, confesso che vorrei averlo vicino. E vorrei dargli l'amore che si merita, e che sento che desidera avere! Ma come posso farlo se mi tiene a distanza? Chiedo scusa per il lungo messaggio e vi ringrazio per chi potrà darmi qualche delucidazione..

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Argo Penovi Inserita il 15/10/2018 - 16:39

Buon pomeriggio Veronica,

Devo dire che la sua storia non mi ha lasciato indifferente... in quanto psicologo, non è mio compito dirle quale scelta intraprendere nella sua vita... devo dirle però che, a mio personalissimo avviso, lei dovrebbe concentrarsi un po' di più su di lei e sulla tutela dei suoi diritti e meno sull'accoglienza e la comprensione per quest'uomo.
Abortire, anche se è una scelta ponderata, non è affatto una cosa che la lascerà indifferente. Io credo che lei abbia il DIRITTO di avere perlomeno al suo fianco quest'uomo in un momento così significativo, senza sentirsi "colpevole" o "cattiva" per questa sua richiesta.
Se poi quest'uomo la dovesse ritenere pressante o si rifiutasse di esserle vicino... io credo che dovrebbe rivalutare l'effettivo grado di benessere di questa relazione.

Per qualsiasi altro dubbio o preoccupazione non esiti a contattarmi, le risponderò il prima possibile.

Dott. Argo Penovi
3339848271
Collevecchio (Ri)