Fra domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 07/03/2018

Agrigento

I miei problemi sono dovuti all'insoddisfazione che provo?

Salve, sono una ragazza di 23 anni, laureata in infermieristica. Mi trovo in una situazione particolare sotto vari punti di vista. 1: non sono per nulla felice della laurea conseguita. Mi spiego meglio: durante gli anni di studio all'università ho avuto moltissimi conflitti con me stessa perchè mi ero accorta di avere sbagliato strada. Ho deciso di terminare lo stesso il percorso, ma comunque di evitare il più possibile di fare il lavoro dell'infermiera in quanto mi fa stare male, vestire i panni dell'infermiera mi fa sentire fuori posto.
2: L'altro aspetto della mia vita che va male è la parte della formazione e studio: sono sempre stata una gran studiosa, una di quelle che si faceva un mazzo tanto alle superiori e che dava e dà molto peso allo studio e allo studiare cose che le interessano davvero. L'infermieristica non mi ha lasciato soddisfatta nemmeno da questo punto di vista. A volte penso che dovrei mettermi a frequentare un corso di laurea che mi possa piacere sul serio tipo Lettere o corsi/accademie sul cinema e simili.
3: L'altro aspetto incasinato è quello delle relazioni, nello specifico amorose: incontro ragazzi, ci sto bene, ma non scatta la scintilla o comunque qualcosa va storto.
Nella mia vita è come se tutto non avesse un verso, forse perché la mia testa e incasinata e quindi si rispecchia appunto nella mia vita?
Il problema principale è che io mi sento completamente insoddisfatta. Non sono contenta di me stessa, nonostante la laurea io non mi sento orgogliosa di me stessa, perchè non è ciò che mi interessa.
A volte penso che dovrei prendere e trasferirmi in una città. Per iniziare davvero a vivere. Per crearmi una vita. Il luogo in cui abito ora (vivo in collina/montagna), per quanto io lo ami per la tranquillità e la pace, e ci siano nipoti e sorelle a farmi compagnia, a volte sento che non mi dia più stimoli. Nè a livello lavorativo, che di studio, che sociale/amoroso.
E allora mi dico: che resto a fare qui? Con quale scopo?
A volte mi sento "soffocata" dallo stare da 23 anni nella stessa casa, con i miei genitori con i quali condivido molto ma che comunque sono sempre genitori, "soffocata" nell'essere circondata da sorelle che hanno molti anni di differenza con me, che sono sposate, hanno figli ed io sono la più piccola delle sorelle e non ci incastro niente con questa realtà. Mi sento "soffocare" da tutto questo. Sono sempre stata molto "casalinga", non ho mai avuto un gruppo di amicizie con cui andare in giro il sabato sera, ma ho poche amiche con le quali a volte esco, ma non mi sento di dire di avere una vita sociale che una persona della mia età dovrebbe avere.
È come se avessi bisogno di cambiare aria, di andarmene, di conoscere persone nuove, di fare un'esperienza di vita nuova, ma ho troppe idee in testa e vorrei avere un programma concreto. Nel senso che sarebbe opportuno avere un'idea pratica di cosa fare.
Trasferirmi potrebbe essere funzionale ad iniziare a vivere davvero e provare a risolvere qualche aspetto della mia vita?
Oppure basterebbe che risolvessi l'insoddisfazione personale mettendomi a fare quello che mi piace davvero?
Mi dà l'idea che la mia vita sia incasinata perchè non sto facendo quello che mi piace davvero e infatti non ho soddisfazione.

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 07/03/2018 - 19:37

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Fra,
Il problema che pone è molto significativo e noto che lei ha delle buone capacità di introspezione e analisi. Quindi le consiglio di ampliare queste competenze riflettendo sul significato che assume per lei lasciare la sua casa e la sua famiglia d'origine. Quindi comprendere a fondo la sensazione di "soffocamento". Come si sente?
Inoltre è importante esplorare il significato di cambiamento perché, come ha già intuito lei, il cambiamento interiore non è attivato da eventi esterni,ma dipende dalla percezione che abbiamo di essi e di noi all'interno di essi.
Inoltre,credo sia opportuno per lei focalizzarsi sulle motivazioni che guidano e hanno guidato le sue scelte sia sentimentali che professionali.
Poi è importante per lei capire se perde interesse per quello che fa in corso d'opera o già fin dall'inizio il suo interesse è scarso.
Mi sembra in generale che lei abbia un'idea poco definita su di sé, sui suoi bisogni e sulle sue necessità più profonde e questo la induce a fare scelte che le sembrano poi poco corrispondenti alle sue esigenze.
Quindi è importante definire Fra e di cosa ha bisogno.
Un caro saluto
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 09/03/2018 - 08:19

Milano
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Gentile Fra, laureata in infermieristica con una passione per la letteratura e il cinema. L'infermieristica richiede una grande dedizione per gli altri, un prendersi-cura della persona sofferente in tutti i suoi aspetti, a volte anche uno spirito di sacrificio. Il cinema si fonda sulla creazione di personaggi e di storie, nutre l'immaginario così da permettere alla persona che guarda di osservare e riconoscersi, identificarsi e ridere o piangere o riflettere se lo spettacolo funziona. L'attore, l'attrice, sono protagonisti, anche se svolgono parti secondarie. Sono centrati su se stessi, anche se hanno in mente un pubblico. Ora mi pare che lei abbia la necessità urgente di diventare protagonista della sua vita, recuperare un senso, cercare altro. Si è sempre sentita un po' "casalinga"ma ha voglia di vita, di emozioni, di gente. Da dove iniziare? Da ciò che ha voglia di fare e non ha mai fatto, scegliendo a partire da quelle che sono le sue priorità inderogabili. Mi pare che però il discorso sia più profondo, ovvero che lei realmente abbia bisogno di costruire se stessa in modo diverso da come abbia fatto finora. Costruire un senso nuovo, avere nuove ambizioni oppure riprendere quelle passate ma dotandole di nuovi significati: il lavoro da infermiere, come tutti i lavori, può essere bello o brutto a seconda di come ci si approccia alla vita. Saluti.

dott.ssa Mirella Caruso-(Milano).

Dott.ssa Chiara Beghin Inserita il 08/03/2018 - 14:25

Buongiorno Francesca,
ci sono dei momenti nella vita delle persone che sono più difficili di altri: i cambi di scuola, il passaggio da studente a lavoratore, il passaggio da figlio a genitore, tutti i momenti in cui i propri figli passano da una scuola a un'altra, la pensione, ecc. Credo che Lei sia in uno di questi passaggi importanti, quello dall'essere studente ad essere lavoratore e infatti si sta chiedendo se rimanere all'università ancora un po', cosa che riuscirebbe a fare bene visto che ha sempre dato molto peso allo studio e si è sempre impegnata. Allo stesso tempo si sta chiedendo se rimanere a casa dei genitori oppure se spiccare il volo e respirare altrove, magari in un'altra città. Si pone lo stesso problema anche per i fidanzati. Come risolvere l'insoddisfazione personale? Io le consiglierei qualche incontro con uno psicologo psicoterapeuta per fare chiarezza su che cosa vorrebbe fare e per avere una mano a spiccare il salto. E trovare così soddisfazione nella sua nuova vita.
Un grosso in bocca al lupo

dott.ssa Chiara Beghin
psicologa psicoterapeuta di Padova