Gianna domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 25/11/2016

Napoli

Non fidarsi degli altri, paura di perdere ciò che si è costruito nella vita

Buonasera, sono una ragazza di 23 anni. Vi scrivo perché è da molto tempo che mi chiedo se sto affrontando male le relazioni con gli altri. Nella mia vita sono state poche le persone sincere, partendo dalle scuole elementari dove le mie compagne di classe prima dicevano di volermi bene e poi sparlavano di me ( non so neanche se sia possibile una cosa del genere a soli 7/8 anni). Alle scuole medie, volevo molto bene ad una ragazza che credevo amica, avevamo deciso di scegliere lo stesso istituto superiore per restare insieme ma un giorno mi chiamò al telefono dicendo che lei aveva già fatto la sua scelta e che non includeva più me. L'ho risentita solo il giorno dell'esame dove voleva sapere il mio voto. Non la sento dal 20 giugno 2007.
Alle superiori mi sono circondata di un numero limitato di amici, a cui ancora oggi sono legata. Il resto della classe era sempre altalenante, un giorno sembravano miei amici, un altro, se potevano dirmi delle brutte cose non esitavano, anche se io ero stata sempre molto cordiale con loro.
All'università, ho conosciuto altre persone, tra cui una ragazza, che credevo fosse quell amica che ho sempre cercato ma non è stato così. Ogni volta mi vedevo sempre puntare il dito contro e pesar male di ogni gesto che compievo, anche se era tutto in buona fede.
Allora mi chiedo, sono io che spero di incontrare persone idilliache? Non esistono più persone sincere, che hanno rispetto e che ti facciano lo stesso bene che tu fai a loro?
Fortunatamente nella mia vita ho incontrato un ragazzo molto buono, ingenuo, che non vede il male in nulla e con lui sto bene.
Nella sua famiglia sono entrata 5 anni fa, sono persone meravigliose con gli stessi valori che ha la mia. Un anno fa circa, è arrivata la fidanzata del fratello di 7 anni più grandi di me. All'inizio non sapevo come comportarmi poi un giorno avemmo la possibilità di organizzare una sorpresa insieme e stetti bene. Qualche giorno dopo, le inviai un messaggio dopo aver visto delle scarpe che potevano piacerle ma la sua risposta fu semplicemente un emoticon. Ci rimasi male. Pensai che stesse lavorando, aspettai il giorno dopo e quello dopo ancora, non mi ha più contattato. Credetti che era bello costruire un rapporto visto che un giorno saremo cognate ma evidentemente non ne sente la necessità. Da quel giorno in poi ho visto degli atteggiamenti falsi, come mettere il regalo fatto dalla zia solo in sua presenza, non dire tutta la verità su una questione in mia presenza. A tutto ciò si aggiunge la contraddizione delle sue parole, ossia dire sempre " vi voglio bene" riferito a me ed il mio fidanzato. Allora mi chiedo, se non ci sentiamo mai come fai a volermi bene? poi perché dire "vi" io chi sono? nessuno? Sono una persona che da molto peso alle parole, il " ti voglio bene" a mia suocera l'ho detto dopo 5 anni, ed è stato sincero.
Altra questione che mi tormenta è il fatto che nella mia vita ho sempre dovuto lottare con le unghie e denti per vedere riconosciuti i miei meriti. A scuola ero sempre considerata seconda anche se avevo la media più alta della classe. Ed ora dopo che ho impiegato 5 anni a far capire alla famiglia del mio ragazzo come sono fatta, quanto tengo a loro, devo essere di nuovo in paragone ( anche se loro non si sono mai permessi di farlo). Non vorrei essere considerata di nuovo seconda dopo tutta la fatica che ho fatto per costruire la mia presenza in quella famiglia. Non vorrei che lei fosse una persona falsa e possa prendersi gioco di loro. Dico la verità mi da fastidio che mi si metta a confronto sia in positivo che in negativo, anzi preferirei che non mi si parlasse proprio di lei. È gelosia? è non volersi sentire al di sotto di nessuno? Non riesco a capirlo, vi prego di darmi delle considerazioni su questi miei pensieri e come affrontare la situazione. Grazie mille.
Saluti.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Claudia CAMPISI Inserita il 26/11/2016 - 10:32

Buongiorno Gianna,
da quello che scrive percepisco che lei ha la consapevolezza di essere una ragazza sensibile ed attenta ai dettagli nelle relazioni. Questa però rappresenta una sua modalità che la distingue ma ciò le comporta come le è successo in passato di provare delle piccole delusioni non trovando una corrispondenza tra le sue aspettative e i comportamenti degli altri. il consiglio che sento di darle e' di vivere le sue relazioni con lo stesso approccio con il quale affronta il suo impegno all'università in cui a differenza del liceo non si è inseriti in un sistema di comparazione con valutazioni talvolta rigide dal quale si fa fatica ad uscire. Si concentri sul suo contributo personale alla relazione senza cedere al confronto/paragone con gli altri nel suo caso la cognata. La sua gelosia e' assolutamente fisiologica e spontanea ma la tenga sotto controllo in modo positivo. Si senta orgogliosa del suo rapporto con la famiglia del suo ragazzo perché è un traguardo importante per nulla scontato.
Spero di esserle stata d'aiuto. Se le va di scrivermi in privato non esiti a farlo.
Dr.ssa Claudia Campisi