Buba domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 25/09/2016

Milano

Pensieri ossessivi

Buongiorno.
Ho un problema di incubi ricorrenti, a occhi chiusi e a occhi aperti, non so se mi spiego.
Ho una vita serena e ricca di stimoli e di soddisfazioni, soprattutto ho un uomo meraviglioso che mi fa sentire felice come non lo sono mai stata, quando sono al suo fianco. Il nostro rapporto rappresenta per entrambi l'armonia e l'intimità assoluta.
Il problema è quando lui è lontano, anche solo per poche ore. Mentre lui è innamoratissimo sempre e ha sempre il timore che io non stia bene o che possa abbandonarlo, appena sono da sola mi trovo ad essere invasa da pensieri che mi terrorizzano. I pensieri riguardano più o meno sempre le stesse tre persone che non riesco a togliermi dalla testa e spesso popolano anche i miei sogni. Sono tre figure maschili: il mio ex fidanzato, il mio ex professore, il mio ex migliore amico.
Il mio ex fidanzato mi ha fatta sentire innamorata per la prima volta. Pensavo che fosse l'amore della mia vita, ma presto ci siamo accorti di essere troppo diversi. Lui ha cominciato a sminuirmi per ogni cosa che facevo e a considerarmi solo per il sesso. Ho sofferto moltissimo e alla fine di comune accordo ci siamo lasciati.
Il mio ex professore era un bastardo, ma di quelli ambigui, molto intelligenti ma senza bontà, con una spiccata capacità nel capire i sentimenti degli alunni e trovare il modo per ferirli di conseguenza. Per qualche motivo, tutti lo odiavano e tutti lo amavano allo stesso tempo: nessuno poteva essergli indifferente. Finita la scuola, era l'unico professore di cui mi fosse rimasta una traccia: per quanto fossi arrivata ad augurarmi la sua morte nei momenti più difficili, paradossalmente era l'unico insegnante che fosse riuscito a lasciare insegnamenti profondi nella mia mente, certi pensieri critici che mi avevano letteralmente folgorato.
Anni dopo, ho saputo che certi miei amici lo frequentavano per conversazioni intellettuali informali. Mi è sorta la curiosità di conoscerlo meglio. È così che ci siamo frequentati per qualche tempo, finché ad un certo punto lui è diventato morboso e mi ha fatto spiccate avances sessuali. Io sono scappata senza dirgli una parola e non mi sono più ripresentata da lui. A volte temo nella mia mente che stia aspettando il momento giusto per uccidermi e per farmela pagare per il mio tradimento. Altre volte desidero con tutta me stessa di incontrarlo nuovamente e rappacificarmi con lui. Potrei scrivergli, ma non ne ho il coraggio.
La terza persona è il mio ex migliore amico. Ho temuto che stessimo per innamorarci l'uno dell'altra. L'ho scacciato via in una maniera bruttissima e veramente crudele dopo un'amicizia che mi aveva dato tantissimo. Volevo concentrarmi interamente sul mio uomo attuale, che ne era anche geloso.
Suppongo di avere qualche problema con la figura maschile...
Non ho avuto traumi in famiglia.
Non riesco ad ammettere questi problemi con il mio compagno. Temo che penserebbe che non ci tengo a lui.
Temo anche che stia leggendo questo post adesso e che stia pensando di lasciarmi di conseguenza.
Allo stesso modo, non desidero assolutamente nessuna di queste tre figure nella mia vita attuale. Io amo e desidero accanto a me il mio uomo.
Anche se certe volte mi trovo a immaginare di flirtare o fare sesso con gente appena conosciuta. Non perché mi attraggano veramente, ma perché mi stuzzica il pensiero proibito anche dalla mia stessa coscienza. Poi mi sento improvvisamente in colpa ed è terribile. Un po' come quando ti sporgi da un balcone e immagini di cadere giù, o prendi un coltello e immagini di accoltellare tutti, ma non perché vorresti farlo veramente, ma perché temi profondamente di perdere il controllo e farlo. Temo di distogliere il pensiero dal mio uomo e invece è proprio così che succede regolarmente. E so che sembra assurdo, ma amo da morire il mio uomo. Quando siamo insieme, tutto è perfetto e limpido.
E poi altre volte ancora temo di essere una nullità, di non avere forza di volontà o un'identità precisa. Insomma penso che sia più una forma di ossessione casuale.
Che poi la mia vita è normale, soltanto che dentro di me c'è tutto questo, ognuno ha i suoi mostri penso.
Proprio non posso permettermi di andare da uno psicologo in questo momento. Mi chiedevo se aveste un consiglio, gentilmente.. Anche solo parlarne mi è d'aiuto. Grazie...

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Erica Tinelli Inserita il 26/09/2016 - 06:14

Buongiorno Buba, la situazione che descrive sicuramente non è delle più semplici e meriterebbe un approfondimento. Dal mio punto di vista, in questi casi è impossibile dare dei consigli standard e generali al di fuori di una relazione terapeutica. Si rischierebbe di essere troppo approssimativi e di dare indicazioni non adatte e poco calzanti, con la conseguenza di aumentare il senso di frustrazione della persona.
Se non può permettersi di andare da uno psicologo per questioni economiche, non deve recarsi necessariamente da un privato, ma può rivolgersi alla asl della sua zona.