Giovanni domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 21/08/2016

Abuso di psicofarmaci e autolesionismo

Buonasera,
sono un ragazzo di 23 anni, per quanto mi riguarda non soffro di nessun particolare problema, bensì la mia ragazza ha alle spalle una storia familiare che definire triste è eufemistico, madre schizofrenica e bipolare, fratello morto per leucemia, e padre quasi del tutto assente. Non avendo praticamente avuto un infanzia, è sempre stata chiusa in sè (a sua detta) e durante l'adolescenza ha iniziato con l'autolesionismo (tagli sulle braccia anche abbastanza profondi) e con l'abuso di psicofarmaci (presenti in casa in quantità industriale). Purtroppo nonostante sia in cura da una psicologa, i progressi effettivi non ci sono, e io non so come aiutarla, mi sono buttato e anima e corpo ma a quanto pare io non posso fare niente, sta sempre peggio, gli episodi aumentano di giorno in giorno e io mi affosso sempre più. Ha solo me e non chiede bensì pretende che io mi dedichi completamente a lei, ho provato a chiudere la relazione più volte senza riuscirci per paura che la facesse finita per davvero. Sono bloccato e spaventato.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Patrizia Niddomi Inserita il 22/08/2016 - 13:02

Caro Giovanni
Lei sta vivendo una delle esperienze più difficili della vita. Quando una persona che soffre tanto si attacca alla nostra esistenza come unico motivo per vivere, è difficile riuscire ad essere felici ma è più difficile lasciare che l'altro vada in rovina. È un circuito da cui non si può uscire...senza inserire la presenza di una terza persona in questo circolo vizioso.
Ha provato a contattare la collega che sta seguendo la sua fidanzata? Potreste concordare insieme le modalità più opportune per allontanarsi da lei, senza che faccia gesti inconsulti. Da quanto scrive, la sua fidanzata è grave e le terapie di cui ha bisogno sono diverse e, probabilmente, anche a carico di diversi professionisti...
E lei Giovanni? Forse sarebbe il caso che anche lei si affidasse ad un collega che lavora nella sua zona, per essere aiutato a ridare il giusto valore alla propria esistenza e trovare insieme le strategie migliori per ritrovare la serenità che merita. Perché lei se la merita, Giovanni, la serenità, perché quanto sta accadendo non è colpa sua né sua responsabilità... Ne sono certa.
Un caro saluto