Marta domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 22/06/2016

Sondrio

Confusione

Salve, inizio dicendo che non mi ritengo un caso disperato ma avrei bisogno dei consigli da degli esperti. Come la maggior parte delle ragazze di 18 anni anch'io sono in uno stato un po' di confusione.
Non vorrei dilungarmi troppo ma vorrei spiegarvi in modo abbastanza completo la situazione.
Fin da piccola sono sempre stata una bambina tranquilla e timida ma altruista e determinata. Ricordo che non sono mai riuscita ad avere un gruppo di amiche ma dovevo essere sempre in coppia con qualcuna perchè anche se solo eravamo in 3 io ero sempre quella esclusa.
Sono sempre stata abbastanza impostata dai miei genitori, nel senso che quello che mi dicevano e le regole che mi davano le rispettavo quasi sempre, insomma non ero una bambina ribelle.
Dalla quinta elementare non so per quale motivo forse perchè nella mia testa lo reputavo da grande ho iniziato ad essere "svogliata" quando dovevamo fare dei lavoretti, giochi di gruppo o c'erano gite in programma ( cose che prima amavo fare) ho iniziato a sbuffare tutte le volte.
Il periodo delle medie come tanti, non l'ho vissuto molto bene:
Non amavo lo studio, anzi detestavo proprio la scuola, non avevo molte amicizie, non amavo il mio corpo (mi prendevano anche in giro perchè troppo magra) ed è quella etá in cui non sei ne troppo piccolo ne troppo grande e vorresti fare un sacco di cose che però non puoi. Ricordo che odiavo fare ginnastica e la prof diceva a mia mamma che era fondamentale per avere un po' di autostima, cosa che io effettivamente non avevo.
Ho sempre sentito parlare di quell'etâ come momento di cambiamento e io non volevo assolutamente cambiare e dare problemi ai miei genitori, cose che con il passare degli anni sono inevitabili!
Avevo veramente l'autostima a zero, odiavo il mio corpo e c'era stato un periodo in cui non compravo piu vestiti perchè tanto non riuscendo ad apprezzare me stessa non avrei apprezzato neanche loro.
Alle superiori non ho fatto molto amicizie, ma da subito ho legato tantissimo con una mia compagna che potevo definire come una sorella con lei potevo parlare di tutto, ma purtroppo finita la scuola per delle incomprensioni senza chiarimenti abbiamo smesso di parlarci, devo dire che ci sono rimasta molto male e ho iniziato a diffidare dalle nuove persone che ho conosciuto inseguito!
Tornando a me: ho sempre avuto paura ad esprimere il mio pensiero con persone che conosco poco o che ho appena conosciuto, ho sempre avuto paura di quello che faccio per paura di essere criticata o comunque che la gente parli male di me. Lo so devo essere in pace con me stessa e soprattutto credere in me, non credo si possa vivere con la costante paura di essere criticata per quello che dici, per come ti vesti, per quello che pensi, per il tuo modo di fare, per tutto insomma. Ma la cosa più brutta è che queste paure non sono neancora passate!
A volte mi chiedo la gente come sta a starmi vicina, che amica sono, se davvero qualcuno mi vuole bene.. autostima quindi molto minima!
Parlando di ragazzi: non ho mai avuto un vero e proprio ragazzo nel senso che ho frequentato alcuni ragazzi ma mai nulla di serio, forse ho sempre cercato canoni che non esistono, non so neanche io cosa cerco, e anche qui mi viene in mente un episodio delle medie dove c'era questo ragazzo che gli piacevo ma io l'avevo rifiutato per il fatto che pensavo "chissa cosa pensano gli altri" e forse perchè ero troppo concentrata sull'insicurezza in me stessa e non della spensieratezza che avrei dovuto avere a quell'etá. La frase "ci provo, mi butto" mi risulta sempre difficile.
Tornando a episodi piu recenti:
Ho un lavoro, sono contenta perche è quello per cui ho studiato e mi piace, anche qui mi blocca il fatto di non essere mai abbastanza, sono molto autocritica e non si sembra mai che le cose siano giuste e anche quando vanno bene e qualcuno mi fa dei complimenti la felicità è poca perchè cerco sempre di autoabbattermi. Sento che non riesco a impormi degli obbiettivi e raggiungerli, ma di fallire sempre. Troppe delusioni, troppe sconfitte che non riesco ad accettare, al giorno d'oggi non siamo piu in grado di accettare niente!
A gennaio ho conosciuto un ragazzo e non mi sembrava vero perchè per una volta mi piaceva sia esteticamente che caratterialmente, tutto stava andando per il verso giusto, ero felice, insomma chi "ama" non è felice? Ma questo stato come al solito non è durato molto, dopo un mese che ci frequentavamo mi ha detto che non si sentiva pronto ad andare avanti che sicuramente sarebbe nato qualcosa perchè pensava ancora alla sua ex e non gli sembrava giusto nei miei confronti, adesso ho cercato di scrivere molto brevemente, però è stato sincero e questo l'ho apprezzato molto. Io però l'ho presa parecchio male e non mi sono del tutto ripresa, mi ero affezionata molto purchè lo conoscevo da poco e mi ero aperta molto con lui (di solito invece sono parecchio chiusa) e non sono riuscita ancora a darmene una ragione. Tutti i santi giorni in un momento della giornata penso a lui, posso sembrare un'ossessionata ma è cosi! Non so che fare, mi sembra di non trovare fine a ciò, purtroppo quando mi fisso, mi fisso. Non gli ho mai detto i miei veri sentimenti, certo sapeva che contraccambiavo l'interesse, ma di sicuro non penserá a una cosa cosi. Gli avevo scritto anche una lettera di ringraziamento e varie cose, ora avrei un altra cosa da dargli ma a distanza di mesi ho paura di cosa possa pensare lui e i suoi amici (cosa che dovrei fregarmene e forse buttarmi)
Non riesco a lasciare andare lui dai miei pensieri.
So di avere un lato determinato, divertente e un po' pazzo ma non riesco a tiralo fuori.
In questi ultimi periodo sto cercando di accettarmi, ma non del tutto su parecchie cose la vedo ancora come tempo fa.. sono parecchio nSalve, inizio dicendo che non mi ritengo un caso disperato ma avrei bisogno dei consigli da degli esperti. Come la maggior parte delle ragazze di 18 anni anchio sono in uno stato un po' di confusione.
Non vorrei dilungarmi troppo ma vorrei spiegarvi in modo abbastanza completo.
Fin da piccola sono sempre stata una bambina tranquilla, un po' timida, altruista e determinata. Ricordo che non sono mai riuscita ad avere un gruppo di amiche ma dovevo essere sempre in coppia con qualcuna perchè anche se solo eravamo in 3 io ero sempre quella esclusa.
Sono sempre stata abbastanza impostata dai miei genitori, nel senso che che quello che mi dicevano e le regole che mi davano le rispettavo quasi sempre, insomma non ero una bambina ribelle.
Dalla quindi elementare non so per quale motivo forse perchè nella mia testa lo reputavo da grande ho iniziato ad essere "svogliata" quando dovevamo fare dei lavoretti, giochi di gruppo o c'erano gite in programma ( cose che prima amavo fare) ho iniziato a sbuffare tutte le volte.
Il periodo delle medie come tanti non l'ho vissuto molto bene:
Non amavo lo studio, anzi detestavo proprio la scuola, non avevo molte amicizie, non amavo il mio corpo (mi prendevano anche in giro perchè troppo magra) ed è quella etá in cui non sei ne troppo piccolo ne troppo grande e vorresti fare un sacco di cose che però non puoi. Ricordo che odiavo fare ginnastica e la prof diceva a mia mamma che era fondamentale per avere un po' di autostima, cosa che io effettivamente non avevo.
Ho sempre sentito parlare di quell'etâ come momento di cambiamento e io non volevo assolutamente cambiare e dare problemi ai miei genitori, cose che con il passare degli anni sono inevitabili!
Avevo veramente l'autostima a zero, odiavo il mio corpo e c'era stato un periodo in cui non compravo piu vestiti perchè tanto non riuscendo ad apprezzare me stessa non avrei apprezzato neanche loro.
Inizio delle superiore è morta mia nonna e sinceramente non so ancora come l'ho presa certo quel giorno sono stata male ma nei giorni a seguire non so, non ne ho mai parlato con nessuno.
In questa nuova scuola non ho fatto molto amicizie, ma da subito ho legato tantissimo con una mia compagna che potevo definire come una sorella con lei potevo parlare di tutto, ma purtroppo finita la scuola per delle incomprensioni senza chiarimenti abbiamo smesso di parlarci, devo dire che ci sono rimasta molto male e ho iniziato a diffidare dalle nuove persone che ho conosciuto inseguito!
Tornando a me: ho sempre avuto paura ad esprimere il mio pensiero con persone che conosco poco o che ho appena conosciuto, ho sempre avuto paura di quello che faccio per paura di essere criticata o comunque che la gente parla male di me. Lo so devo essere in pace con me stessa e soprattutto credere in me, non credo si possa vivere con la costante paura di essere criticata per quello che dici, per come ti vesti, per quello che pensi, per il tuo modo di fare, per tutto insomma. Ma la cosa più brutta è che queste paure non sono neancora passate!
A volte mi chiedo la gente come sta a starmi vicina, che amica sono.. autostima quindi molto minima!
Parlando di ragazzi: non ho mai avuto un vero e proprio ragazzo nel senso che ho frequentato alcuni ragazzi ma mai nulla di serio, forse ho sempre cercato canoni che non esistono, non so neanche io cosa cerco, e anche qui mi viene in mente un episodio delle medie dove c'era questo ragazzo che gli piacevo ma io l'avevo rifiutato per il fatto che pensavo "chissa cosa pensano gli altri" e forse perchè ero troppo concentrata sull'insicurezza in me stessa. La frase "ci provo, mi butto" mi risulta sempre difficile.
Tornando a episodi piu recenti:
Ho un lavoro, sono contenta perche è quello per cui ho studiato e mi piace, anche qui mi blocca il fatto di non essere mai abbastanza, sono molto autocritica e non si sembra mai che le cose siano giuste e anche quando vanno bene e qualcuno mi fa dei complimenti la felicità è poca perchè cerco sempre di autoabbatterni. Sento che non riesco a impormi degli obbiettivi e raggiungerli, ma di fallire sempre. Troppe delusione, troppe sconfitte che non riesco ad accettare, al giorno d'oggi non siamo piu in grado di accettare niente!
A gennaio ho conosciuto un ragazzo e non mi sembrava vero perchè per una volta mi piaceva sia esteticamente che caratterialmente, tutto stava andando per il verso giusto, ero felice, insomma chi "ama" non è felice? Ma questo stato come al solito non è durato molto, dopo un mese che ci frequentavamo mi ha detto che non si sentiva pronto ad andare avanti perchè pensava ancora alla sua ex e non gli sembrava giusto nei miei confronti, adesso ho cercato di scrivere molto brevemente, però è stato sincero e questo lo apprezzo molto. Io però l'ho presa parecchio male e non mi sono del tutto ripresa, mi ero affezionata molto purchè lo conoscevo da poco e mi ero aperta molto con lui (di solito invece sono parecchio chiusa) e non sono riuscita ancora a darmene una ragione. Tutti i santi giorni in un momento della giornata penso a lui, posso sembrare un'ossessionata ma è cosi! Non so che fare, mi sembra di non trovare fine a ciò, purtroppo quando mi fisso mi fisso. Non gli ho mai detto i miei veri sentimenti, certo sapeva che contraccambiavo l'interesse, ma di sicuro non penserá a una cosa cosi. Gli avevo scritto anche una lettera di ringraziamento e varie cose, ora avrei un altra cosa da dargli ma a distanza di mesi ho paura di cosa possa pensare lui e i suoi amici (cosa che dovrei fregarmene e forse buttarmi)
Non riesco a lasciare andare lui dal mio pensiero.
So di avere un lato determinato, divertente e un po' pazzo ma non riesco a tiralo fuori.
In questi ultimi periodo sto cercando di accettarmi, ma non del tutto su parecchie cose la vedo ancora come tempo fa.. sono parecchio nervosa e non so come gestire la cosa, neanche con lo sport funziona, una volta che entro in casa il nervoso va in circolo!
Concludo dicendo:
Non so chi sono, e nemmeno cosa voglio essere!
Scusate per l'idee un po' confuse e per le troppe righe.
Saluti

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Francesca Pacilè Inserita il 22/06/2016 - 20:22

Buonasera Marta,
ho letto più volte ciò che ha scritto e mi colpisce la sua "lucida confusione". Mi sembra che lei si sia posta sempre molte domande riguardo a se stessa, sin da quando era molto piccola, e che questo l'abbia portata inevitabilmente a cadere nel vortice dell'incertezza. Le domande che poniamo a noi stessi dovrebbero aiutarci, soprattutto quando si è più piccoli, a creare delle certezze, quando l'ambiente esterno forse non ne fornisce abbastanza, ma incorriamo nel pericolo di creare solo molta più insicurezza e confusione. Lei mi sembra tutt altro che un caso disperato, quale sottolinea di non essere, quasi ne volesse la certezza; si è messa sempre in gioco in amicizia e in amore, a 18 anni ha un lavoro soddisfacente, insomma mi sembra abbia tutte le risorse per prendere in mano la sua vita iniziando giorno per giorno a dare una risposta a tutte quelle domande, così da farle svanire. Il primo passo per avere relazioni positive e funzionali con gli altri è avere un buon rapporto con se stessi. In risposta ai quesiti finali le dico, lei lo sa chi è, lei è Marta, e cosa vuole essere, cosa le piace, cosa non sopporta, lo può sapere solo lei, provi a scoprirlo e da lì in poi sarà tutto più chiaro.

Cordialmente
Dott.ssa Francesca Pacilè.