Sabrina domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 06/08/2015

Mantova

Mancanza di autostima e della propria fiducia in se stessi, problemi insanabili o risolvibili?

Gentilissimi dottori,
il mio nome è Sabrina, ho 19 anni e ho appena terminato le scuole superiori. Essendomi recentemente ricordata delle utilissime consulenze che si possono fare sul web, avevo pensato di rivolgermi a voi vista anche la mia fatica di stare al passo con i pagamenti delle consulenze in studi appositi di psicologia dovuta alle mie difficoltà economiche. Comunque sia, vorrei chiedere aiuto a voi in merito alle mie problematiche sociali, affettive e alla mia inusuale e anormale mancanza di autostima. Premetto di essere una ragazza che comunque sia ha sempre trovato notevoli difficoltà a rapportarmi con le persone e a relazionarmi serenamente con il mondo che mi circonda. Infatti, essendo il mio carattere particolarmente introverso, sensibile e timido, ho sempre riscontrato dei problemi in merito allo stringere amicizie, per esempio. A scuola venivo spesso presa in giro, specialmente da compagni maschi e tuttavia, invece di affrontare a testa alta spiacevoli situazioni (che tra l'altro spesso sfociavano in veri e propri conflitti verbali e fisici) io li sfidavo come dire "come se avessi la coda di paglia" cioè attraverso metodi alquanto inusuali secondo cui io li dovevo provocare a loro volta, per poi facendo inevitabilmente sfuggire di mano la situazione e quindi facendomi soffrire ulteriormente. Mia madre, di fronte a queste problematiche mi ha sempre difesa in maniera morbosa e ossessiva, facendomi soffocare e impedendomi così di raggiungere l'indipendenza che mi dovrebbe servire tantissimo per la mia vita attuale e futura. Comunque sia, essendo ancora una bambina, non è che mi fossi posta delle domande circa questi problemi a lungo termine e nonostante tutto, degli amici ce li avevo ancora (in paricolare mio cugino, che attualmente lo vedo solo a casa sua mentre esce con gli amichetti e la fidanzata. Quesa cosa, peraltro, mi mette non poco a disagio, visto il nostro rapporto ormai degenerato a causa di problemi familiari). I miei sogni e le mie fantasie costituivano spesso e volentieri un'eccezionale valvola di sfogo, tanto che a partire dai 9 anni avevo già sperimentato l'idea di scrivere piccoli racconti basati sulla storia di alcuni dei miei personaggi preferiti di libri e/o film. Con l'andar degli anni i miei problemi non si erano ancora risolti, tanto che le mie storie avevano sempre più assunto i connotati della perversione più sfrenata che mai avrei immaginato nella vita reale, la quale oramai ritenevo lurida e insanabile. Tutte le mie difficoltà relazionali si sono ovviamente protratte fino ad oggi, anzi, per la verità diciamo che sono peggiorate...Non ho più la forza di stringere amicizia con nessuno, mi vergogno del mio atteggiamento sbadato e insicuro, fatico a confidarmi con gli altri e sopprattutto mi autoimpedisco (e non so il perchè) di cercare vie alternative al fin di migliorare la mia vita nel suo complesso. Inoltre il mio rapporto con la famiglia si è dissolto più che mai, al punto da rendermi ansiosa, triste, sconsolata e malinconica. Mi spiego meglio: mia madre e mio padre, per esempio, litigano tutti i giorni e io molto spesso vengo inserita nel giro conflittuale, assumendomi determinate responsabilità circa la volontà dell'uno e dell'altro (per esempio, se mia madre è arrabbiata e non gli va di parlare con mio padre sebbene lui debba sapere delle cose, va bene uguale! Tanto ci sono io a comunicare tutto a lui (per esempio pagare bollette ecc.)! Inoltre mia madre spesso e volentieri mi impedisce di essere me stessa, tanto che mi accusa della mia incredibile timidezza e ritiene sia giusto se io mi mettessi a imitare altre persone, conformandomi a mia volta ai dettami e alle mode del momento (per esempio, ogni volta che usciamo a fare compere, mi infurio perchè lei mi invita "calorosamente" a osservare come sono abbigliati determinati giovani e finiamo in bellezza la giornata con un furioso litigio davanti ad altre persone poichè vorrebbe che io facessi come loro). Questo forse sarà dovuto alla sua preoccupazione per la mia solitudine, ma così è insopportabile!! Inoltre vengo (scusate il gioco di parole) soffocata, da tutti i punti di vista: se io voglio uscire, non posso perchè secondo i miei è pericoloso; però se per caso non dovessi uscire, loro si lamentano dicendomi "Eh, ma tu non esci mai di casa!"... Io quindi ho ipotizzato l'idea che la mia perpetua insicurezza (di cui approfondirò tra poco) sia dovuta in primo luogo al mio rapporto con i genitori, in particolare con mia madre, la quale mi accusa perennemente di non essere sveglia, estroversa e furba. Lei non a caso è il mio opposto, poichè ad esempio lei non ha difficoltà a stringere amicizie e quant'altro e molto spesso quando la vedo comportarsi in maniera fin troppo spinta (ad esempio quando diventa derisoria e invidiosa di altri e ne parla con amici ecc) mi metto abbastanza a disagio e talvolta cerco di far finta di non sentirla ascoltando musica o guardandomdomi intorno, cercando di cogliere l'essenza della natura o di ciò che è insito in quel perpetuo vortice vitale con cui fatico ad approcciarmi. Da questo punto di vista, affermo di essere più una spettatrice analitica dell'esistenza, piuttosto che una persona pragratica e superficiale. (io, ad esempio, non dico di essere invidiosa di altri, ma molto spesso quando mi capita di scorgere un bel gruppetto di amici per strada o una coppia felice baciarsi in pubblico o trascorrendo del tempo insieme, mi rattristisco facilmente e prendo molto sul serio le critiche di mia madre in merito a questo). Ed ecco che sorge il problema principale del mio discorso: la mia voglia insormontabile di "buttarmi nella vita" e di non riuscire nell'intento perchè qualcosa dentro di me me lo impedisce. Io non a caso sono una persona attenta a ogni singolo gento, ogni sguardo, ogni parola per evitare di ferire gli altri. Sì, proprio così. Io per nessuna ragione vorrò mai ferire gli altri, sebbene io me la prenda molto spesso con questi ultimi e con la società in generale. Poi, inevitabilmente cosa pensiate che succeda? Succede che alla fine ci rimetto io e le mie insicurezze invadono drasticamente la mia esistenza e mi bloccano in ogni situazione. Non ho il coraggio di farmi valere in nessun contesto e molto spesso invece di affidarmi alle mie capacità, mi affido o alla fortuna o all'aiuto altrui. Come se, per dire, avessi costantemente bisogno di una zattera sulla quale "navigare nella vita" senza quindi contare sulle mie singole forze e sulle mie specifiche volontà e desideri. Da qui sorge inevitabilmente il mio problema del non saper affrontare la vita a testa alta, con tutte i suoi alti e bassi e con tutte le inevitabili sorprese che ci riserva. Ecco anche il motivo per cui molto spesso cerco di evadere dalla vita quotidiana (cosa sbagliatissima e sono la prima a riconoscerlo) e a cercare di rifugiarmi nella mia tana ricolma di fantasia e di strani pensieri (perversi ma anche surreali o soprannaturali). Io inoltre ho un vizio che mi fa dilaniare l'anima: piango spessissimo, di solito anche tutti i giorni della settimana. Piango per via dello stress quotidiano fatto di monotonia e soffocamento psicologico, di rimpianti (ebbene sì, io spesso mi autolesiono dentro solo per via di pensieri riguardo errori commessi in passato), di tristezza del non avere amici, di non condividere nulla con nessuno, di non avere la possibilità di ribellarmi di fronte alle ingiustizie e alle circostanze che mi fanno soffrire ecc.. Con questo ormai lunghissimo discorso, vi chiederei di perdonarmi se possibile, ma mi era impossibile evitare di tralasciare tutto ciò, anche se in realtà ne avrei di cose da raccontare che potrei magari risultare pesante e noiosa, perciò mi fermo qui. Sarei molto felice di ricevere, se possibile, una risposta da parte vostra, anche perchè non so più che fare ormai e temo anche che il mio futuro trasferimento nella città in cui andrò a studiare all'università non sarà sufficiente per risanare la mia grave mancanza di autostima e le mie paure e insicurezze.
Vi ringrazio per la cortese attenzione,
Sabrina

  0 Risposte pubblicate per questa domanda