Laura  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 13/02/2021

Agrigento

Rapporto terapeuta-paziente

Buongiorno a tutti.
Sono una ragazza di 22 anni, sono in terapia da 2 anni (ero già stata in terapia con lo stesso terapeuta anni fa).
Sento di voler bene al mio terapeuta e sento che questo sentimento è ricambiato (come se fosse un rapporto padre-figlia).
Sono cresciuta in una famiglia con dei genitori che non sono stati cattivi, so per certo che hanno sempre desiderato il meglio per me e che abbiano usato tutti gli strumenti che avevano a disposizione, ma hanno avuto tante mancanze affettive nei miei confronti. Mi sono sempre stati vicini fisicamente, ma è mancato il sostegno morale, sono mancate le parole, gli abbracci, le carezze, il rispecchiamento, il contenimento...
Sento che il terapeuta ha riempito questi vuoti, le cose che mi dice e che mi riconosce mi fanno tanto piacere, perché so che sono davvero sentite, ma allo stesso tempo mi fanno tanta paura. Ho paura di essere legata più a lui che ai miei genitori, ho paura di non trovare nessun altro che sia in grado di riempire questo vuoti.
Ho paura di non riuscire a interrompere la terapia.
La terapia non è stata tutta in salita, ci sono stati dei momenti davvero difficili, lo psicologo si è preoccupato per me e mi è sempre stato vicino (nel rispetto del setting e dei limiti) con messaggi e parole di conforto che nessuno ha mai avuto per me.
Sono sola, ho qualche amica che vedo saltuariamente, ma si tratta di rapporti superficiali.. no ho mai avuto un ragazzo.
Sento di non aver ancora risolto tutto ciò che mi ha spinto ad andare in analisi, ho raggiunto tante consapevolezze (che in questo momento mi hanno generato molto malessere, so che è normale perché si mi sto facendo carico di cose che avevo rimosso e messo da parte) ma sono molto preoccupata per questo stato depressivo che prima non avevo. Ho bisogno della terapia per uscire da questo stato e per raggiungere i miei obbiettivi nel concreto ma allo stesso tempo sono davvero preoccupata per questo rapporto col terapeuta, ho paura che in questo momento possa farmi più male che bene.
Non so cosa fare, sono molto confusa.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Bennati Inserita il 15/02/2021 - 09:38

Lucca
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Cara Laura, le paure e le preoccupazioni che descrivi sono comuni e parte integrante della terapia. Una delle funzioni del terapeuta è quella di svolgere la parte supportiva e validante rispetto alle emozioni, quella parte che in molti casi è venuta a mancare. Ed è normale se provi queste sensazioni belle, ma preoccupanti al tempo stesso. Per rispondere alla tua domanda ti dico quello che vorrei sentir dire come terapeuta dal mio paziente: proprio quello che tu hai scritto qui. In questa lettera c'è tutto e il miglior modo per affrontare quello che stai vivendo è raccontarlo al tuo terapeuta, in modo che possa aiutarti e in modo da poter trovare gli strumenti adeguati per farvi fronte. Questi strumenti puoi trovarli solo insieme al tuo terapeuta, che conosce te e la tua modalità di relazionarti. Puoi anche portare questa lettera...è molto chiara e racchiude tutto il tuo mondo. Ti auguro il meglio. Un caro saluto, dr.ssa Valentina Bennati