Veronica  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 10/02/2020

Roma

Sono in pericolo? è un soggetto pericoloso o è solo una fase?

Buongiorno,
Vi scrivo perché ho un problema, anzi dei problemi con il mio ragazzo, o ex dato che ho "messo pausa" a questa relazione.
La relazione è iniziata un anno fa, ma conosco lui da più tempo essendo il mio collega. Ha avuto dei grossi problemi familiari, ed in quel periodo è stato lasciato dalla sua ex (una donna bipolare). Successivamente è iniziata la relazione tra di noi.
All'inizio non riusciva a dimenticare la sua ex poi si sono aggiunte delle paranoie relative ad un certo "truman show".
Sostanzialmente pensava che a lavoro c'era complotto contro di lui, che eravamo tutti attori; una volta siamo andati al mare e si era fissato con questa storia, mi disse "Ti daranno l'oscar vero? ".
A questo si è aggiunta poi una gelosia esagerata; dapprima con un mio collega e successivamente addirittura con il padre.
Ha confessato tutto anche a loro, rendendo la situazione davvero agghiacciante.
Io sono stata definita più volte una "prostituta" nella maniera più volgare che non vi sto qui a citare e ovviamente è scoppiata una grossa discussione sia a lavoro, che a casa con i suoi genitori.
Dice che ho degli sguardi strani, che anche loro (il mio collega e suo padre) hanno gli stessi e che probabilmente o lo tradisco o faccio parte di un complotto.
A lavoro quindi studiava ogni mia mossa, una volta addirittura come mettevo le mani pensando fosse un segnale, da dare a chissà chi!
Ora; io sono devastata e gli ultimi due episodi riguardano delle liti in macchina nel mentre guidava: una volta si è preso a pugni il viso, creandosi delle ferite e facendosi uscire il sangue.
La seconda e ultima volta dove ho chiuso, è stata quando ha preso a pugni lo specchietto retrovisore, andando a sbandare verso l'altra corsia.
Non è accaduto nulla ma non posso rischiare la vita così.
Premetto che ha iniziato da diversi mesi la terapia psicologica e psichiatrica e da quel giorno la gelosia è aumentata (richiedeva selfie per capire se effettivamente gli dicevo la verità; controllo del telefono ecc) ed idem le sue paranoie.
Gli è stato detto solamente che ha dei pensieri veloci che non riesce ad organizzare e per ora deve prendere una minima dose di una piccola che viene data per la schizzofrenia.
Dovrei preoccuparmi anche per questo? Io non so che dire, sono sconvolta perché ovviamente la mia famiglia che non sa tutte la varie faccende, sono contro il rapporto con lui.
Dopo un anno di pianti, di urla, mi sono impaurita e mi chiedo sempre se questa persona possa arrivare ad una violenza fisica.
Dopo il mio distacco mi ha detto per la prima volta ti amo, regalato un anello e provato a riconquistare in tutti i modi (regali, coccole).
Ovviamente si è instaurato in me il dubbio classico: "forse ha capito? forse cambierà? forse è solo un momento".
Io non mi riconosco più, sono un mare di dubbi e gliene ho fatte passare troppe, eppure sono ancora qui che vacillo.
Potete aiutarmi e darmi un consiglio o anche un parere in base alle varie esperienze?
Vi ringrazio di cuore

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott. Fabio Rapisarda Inserita il 11/02/2020 - 01:09

Palermo
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Salve, da quello che ha descritto il suo compagno (o ex) purtroppo accusa una shizofrenia di stampo paranoideo. La terapia, soprattutto farmacologica, se seguita correttamente, lo aiuterà nello stabilizzarsi dei sintomi. Ciò non significa guarire. Il rischio che questa persona possa avere degli scatti d'ira immotivati per gelosia potrebbe essere presente per un lungo periodo. Inoltre, purtroppo, questi soggetti vanno incontro spesso a veri e propri drop out, perchè alla fine ritengono che il loro problema sia causato dagli altri e quindi è inutile dovere proseguire la terapia (sia farmacologica che psicoterapeutica). Capisco che è doloroso dovere chiudere questo rapporto, ma questa relazione difficilmente le riserverà qualcosa di buono, oltre a potere diventare pericolosa per la sua incolumità.

Dott.ssa Mirella Caruso Inserita il 11/02/2020 - 09:56

Gentile Veronica, credo che le persone giuste alle quali rivolgere queste sue osservazioni siano lo psichiatra e lo psicoterapeuta che seguono il suo ragazzo. Se soffre di un incipiente delirio paranoideo, esso va affrontato con i farmaci di nuova generazione che sono molto efficaci nel contenere l'ideazione delirante e con un’adeguata psicoterapia. Si faccia sentire con loro, se lo desidera, per esprimere le sue preoccupazioni e paure. Se avrà modo di relazionarsi ancora con egli stesso, l'atteggiamento migliore potrebbe essere una comprensione empatica del suo disagio, cercando di instillargli il dubbio che sta attraversando un momento difficile, che passerà se segue un percorso di cura con serietà e impegno. Le dico però che quest’atteggiamento di empatia potrebbe essere molto difficoltoso o addirittura inadeguato se prima non si è stabilizzato farmacologicamente. Se ha il dubbio che lui possa manifestare aggressività e mettere in atto i suoi fantasmi, credo sia davvero opportuno consultare al più presto lo psichiatra di riferimento. Saluti.