Marco  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 22/08/2018

Roma

Difficoltà ad urinare nei locali pubblici

Salve, ho 33 anni e da qualche anno ho un problema abbastanza fastidioso. Come da titolo non riesco ad usare il bagno pubblico. Nello specifico non riesco ad urinare, ma solo se la porta non si chiude a chiave o se in bagno c’è un solo wc e c’è la fila. In altre circostanze (più di un wc utilizzabile e porta chiusa a chiave) riesco nell’intento. Non ho paura come capita a molti che nel bagno mi sentano farla, al contrario, mi preoccupo se dopo un po’ che sono entrato non sentono che faccio “rumore”. Altra cosa, possono esserci tutte le migliori condizioni, ma se qualcuno mi aspetta fuori non riesco comunque. Comincio ad averne abbastanza, anche perché resto in una situazione di malessere fisico perché posso avere la vescica strapiena ma niente, sto lì e non esce nulla, finisce che esco dal bagno con la sensazione di esplodere e devo trattenerla chissà per quanto tempo ancora. Credo sia una paranoia legata soprattutto alla sensazione che gli altri stiano lì a cronometrarmi, insomma legata al tempo del soggiorno in bagno, oltre al classico bisogno di privacy. È capitato spesso infatti che tornando dal bagno, dopo un po’ di tempo passato a concentrarmi, mi chiedessero se stessi bene, appunto perché per una pipì non ci vuole molto tempo. Il risultato è che tendo a diminuire le mie relazioni sociali, quando esco evito di bere troppo, soprattutto la birra, il chè è problematico se si esce fuori con gli amici per una birra, appunto. Stranamente a volte capita che debba uscire fuori dal locale e cecare un posto isolato e farla per strada, e spesso poi riesco ad urinare, ma solo in casi di emergenza. Da 20enne non avevo nessun problema del genere, non capisco davvero cosa possa essere cambiato. So che ne soffrono in molti ma ancora non ho trovato un metodo per sgomberare la mente e rilassarmi. Avete qualche consiglio da darmi? Grazie mille per il vostro aiuto.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 22/08/2018 - 22:56

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Marco,
Dal suo racconto deduco che lei sia una persona molto analitica e propensa all'autoriflessione.
Mi sembra, infatti, che abbia focalizzato l'attenzione su due aspetti centrali del suo disagio: la sensazione di essere "cronometrato" e l'eventuale cambiamento che ha generato il sintomo assente quando era 20enne.
Per quanto riguarda la prima questione, può esserle utile esplorare la sensazione suscitata dal fatto che sia atteso da qualcuno. Cosa significa per lei in generale? Questo meccanismo si attiva anche in altre circostanze in cui lei è atteso da altri? Come si sente nel pensare che altri la attendano ed eventualmente giudichino i suoi tempi?
Ciò che ha descritto sembra ricordare performance atletiche/sportive. C'È qualche connessione secondo lei?
Inoltre, ritenere l'urina, sembra rimandare ad un maccanismo di ritenzione/repressione di aspetti di sé che lei non può manifestare all'altro poiché non si trova nelle condizioni ottimali. Quindi, forse si collega ad una sua più generale tendenza a trasmettere all'altro un'immagine di sé idealmente perfetta e corretta.
Per quanto concerne invece il suo quesito relativo agli eventuali cambiamenti intercorsi in questi anni, è opportuno chiedersi come si sente ora e cosa è cambiato nella sua vita o nella percezione che ha di sè, da quando è comparso il sintomo. È possibile che sia più attento/interessato alla relazione con l'altro e quindi si preoccupi di proporsi nel migliore dei modi?
Come vede, per affrontare e risolvere al meglio il suo disagio è indispensabile ampliare la prospettiva d'analisi.
Se è interessato a fare questo lavoro, un consulto psicologico può essere funzionale.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)

Dott.ssa Irene Paluzzi Inserita il 03/09/2018 - 14:38

Caro Marco,
il consiglio che sento di darti è di confrontarti con uno psicologo o psicoterapeuta se ritieni che la situazione sia diventata per te oltre che fastidiosa anche da ostacolo nella vita. Se questo comportamento condiziona le tue scelte nel tempo libero e di conseguenza le occasioni di relazione che ne derivano, allora è importante che tu cominci ad occupartene in un modo diverso da quello utilizzano sino ad ora. Forse questo potrebbe essere un primo passo per riordinare la mente (sgomberarla del tutto la vedo dura) e imparare a rilassarti anche in un bagno pubblico.
Un saluto
Dottoressa Irene Paluzzi