Carnemolla  domande di Psicologia e dintorni  |  Inserita il 13/08/2018

Bologna

Problemi sul posto di lavoro

Buongiorno, sono una ragazza di 25 anni e da due anni lavoro in un bar, contemporaneamente studio per la magistrale e mi mantengo in questo modo. Durante il turno di lavoro sto con un collega che mi rimprovera in continuazione, dice frasi che mi buttano giù del tipo "tanto tu dimentichi tutto quello che dico", "la tua laurea non è servita a niente se ora lavori qua", "non capisci mai nulla", "sei una nana" e cerca sempre la competizione, se sbaglio succede il finimondo, si arrabbia molto facilmente e mi provoca, mi ha anche riferito cose non vere dette da altri colleghi nei miei confronti. Se io gli faccio notare qualcosa che ha sbagliato lui, ripiega sui miei sbagli. Inoltre già una volta mi ha gridato contro per futili motivi. Questa cosa lede la mia autostima: purtroppo ammetto di essere psicologicamente fragile. Inizio a chiedermi perché io sbagli spesso, perché a volte dimentico di fare delle cose che mi aveva chiesto, mi chiedo se ci sia un fondo di verità in ciò che dice lui. Ne ho già parlato con il mio capo (questa persona è prepotente con tutti ma solo io non riesco a farmi rispettare) ma non ha fatto nulla. La mia domanda è: come posso affrontare questa situazione? Sono consapevole del fatto che la mia autostima ne risente. Come posso farmi rispettare da questo collega? Se reagisco gridando o stando in silenzio non risolvo nulla. Nella maggior parte dei casi lui ha un comportamento dispotico e a volte infantile credo(per esempio ci fa i "dispetti", nasconde le nostre cose o lascia sporco apposta). Il lavoro mi piace ma stare lì per otto ore così non è il massimo (non posso neanche cambiare turno).
Grazie per le vostre eventuali risposte.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Anna Marcella Pisani Inserita il 13/08/2018 - 13:29

Roma - Cassia, Flaminia, Tor di Quinto, Cesano, Fo
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Buonasera Clelia,
Il suo collega ha intuito il suo punto debole, ossia la tendenza ad autosvalutarsi ("perché sbaglio spesso") e vuole metterla in difficoltà provocandola.
Può iniziare provando a chiedergli come mai si comporti in questo modo, che non risulta costruttivo per
lei e neanche
per il lavoro in generale.
Consideri che spesso le persone tendono a criticare/svalutare come strategia di attacco verso qualcosa che percepiscono frustrante.
Ad esempio, rimarcare il conseguimento della sua laurea in senso dispregiativo potrebbe significare l'esatto opposto: forse lui si sente inferiore rispetto a lei che studia e lavora. Magari avrebbe voluto studiare anche lui.
Provi in ogni caso a conoscerlo meglio e vedrà che questo comportamento acquisirà un senso.
Un caro saluto.
Dott.ssa Anna Marcella Pisani (Roma)