stefano domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 12/09/2017

Vicenza

Mio figlio manesco

buongiorno , sono padre di una bimba di sette anni ed un bimbo di tre anni , la piu' grande e' una bimba dolce e sensibile , non ha avuto problemi ad inserirsi ne a scuola d'infanzia ne a scuola primaria , il tanto desiderato fratellino e' entrato nelle ns vite come un'uragano , forte e sempre pieno di energie ha passato le varie fasi del "conoscersi" , i morsi i graffi e da un bel po' ora ci sono le botte , e con la sorellina mettiamo anche qualche pizzicotto; io e mia moglie abbiamo provato il castigo , la predica , abbiamo provato anche lo sculaccione , a tutta risposta " non mi fai male"! , ignorarlo e' difficile , sara' pure un bimbo ma fa' male specialmente alla sorella che ogni tanto si gira pure e comincia il match , tra qualche settimana inizia la scuola d'infanzia e siamo preoccupati , solitamente quando ci sono altri bimbi io o mia moglie non lo perdiamo mai di vista un secondo , e' geloso dei affetti e dei giocatoli com'e' giusto alla sua eta' , pero' quando si arrabbia non ha limiti , puo' essere uno schiaffo un dito nell'occhio un morso o lanciare quello che ha in mano.. vorremmo tanto aiutarlo a superare questa fase.premetto che non ci sono problemi in famiglia , io e mia moglie lavoriamo entrambi e fin'ora le giornate le passa con i nonni , io ci gioco spesso cercando giochi tranquilli , non faccio la lotta come facevo con la bimba perche' finisce sempre male , con i suoi denti conficati , ed anche le coccole non mancano specie da parte della mamma , da me raramente appena sveglio , altrimenti non ne vuol sapere , come se avesse dato dei ruoli ben definiti a noi due , il papa' x giochi e mamma x coccole.grazie per il vs consiglio

  3 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Ilaria Spagnolo Inserita il 03/10/2017 - 15:52

Gentile Stefano,
generalmente quando qualcuno attacca è perché si sente minacciato, dunque, il comportamento di suo figlio rappresenta una comunicazione, l'espressione di qualcosa che il bambino non sa esprimere in un altro modo; comprendo chiaramente la sua preoccupazione per le conseguenze che ciò può avere per il bambino e per gli altri. Per quanto riguarda l'atteggiamento manesco sarebbe utile capire qual'è la situazione che innesca in lui tale comportamento e cercare di prevenirlo, offrendogli dei confini entro cui può esprimersi; intervenire per arginare un comportamento esplosivo ormai avvenuto difficilmente potrà aiutare il bambino a capire cosa è bene e cosa è male per lui e fino a dove può spingersi. Per fare ciò vi consiglio di consultare un esperto per indagare e definire il disagio che accompagna tale comportamento, con lo scopo fare chiarezza sul vostro ruolo genitoriale e capire quali sono i confini educativi che volete trasmettere al bambino; potrete così ampliare la comprensione e l'accettazione di vostro figlio.
Infine, i bambini ragionano secondo il criterio della soddisfazione e per questo sono in grado di identificare le caratteristiche dei genitori e di conseguenza chiedere loro quello che possono dargli: quindi se la mamma ha un indole tenera a lei chiederà le coccole, e se il papà ha un'indole più veloce e motoria a lui chiederà giochi di un certo tipo.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. ilariaspagnolo@libero.it
Grazie.
Dott.ssa Ilaria spagnolo

Dott.ssa Flavia Passoni Inserita il 28/09/2017 - 11:19

Gentile Stefano,
Non necessariamente un comportamento atipico o "difficile" del bambino deriva da problemi in famiglia o da carenze genitoriali: i tratti temperamentali (innati) giocano un ruolo primario nelle prime fasi dello sviluppo. In casi come quello da lei descritto può essere utile un percorso di parent training: uno psicologo professionista potrà aiutarvi a interpretare il comportamento del piccolo (rabbia inespressa? Sovraccarico di energie? O molto altro ancora) e a insegnargli modi alternativi di comunicare con voi. Allo stesso modo è importante evitare l’utilizzo di “punizioni fisiche”, altrimenti il bambino potrebbe ritenere “l’alzare le mani” un comportamento possibile e accettato, in quanto anche da voi utilizzato, e dunque non capire il motivo della punizione.
Dott. Verza Stefano Clemente e Dott.ssa Passoni Flavia Ilaria, esperti Centro Synesis Psicologia
Carnate (MB), Arcore (MB), Cagliari (CA)
0396076481, 338163275
http://www.centrosynesis.it/1/l_esperto_risponde_4107334.html?cat=19996

Dott. Giovanni Tempesti Inserita il 15/09/2017 - 08:15

Caro Stefano,

mi fa caso l'affermazione "premetto che non ci sono problemi in famiglia". Come ogni genitore anche lei vuole il meglio per la sua famiglia e per i suoi figli ma già la richiesta di aiuto e la descrizione che ha fatto necessitano del cosiddetto "mettersi in gioco". Spesso i genitori si sforzano di pensare a cosa può influenzare il comportamento dei figli ma trovandosi "dentro il sistema" non riescono nella ricerca della soluzione per risolvere difficoltà che a volte si sviluppano. Un consiglio che potrei dare è quello di richiedere una consulenza di terapia familiare in cui lo psicoterapeuta dovrebbe darvi la possibilità, all'interno di un setting di terapia adeguato, di interagire tra di voi, di attivare un contesto ludico affinché possano emergere dinamiche che lo specialista andrebbe poi ad analizzare.
A disposizione.

Dr, Giovanni Tempesti