Giorgia domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 03/02/2017

Roma

Sono passata dall'essere tutto all'essere quasi niente

Buonasera, scrivo per avere qualche dritta. Ho 28 anni e due bambini, uno di 2 anni e mezzo, e una di 2 mesi.
Ho sempre avuto uno splendido rapporto con "il grande". Abbiamo abitato per due anni lontano da tutti i parenti, io sono casalinga, quindi il bambino e' stato per più di due anni sempre e solo con me. ( mio marito va via la mattina alle 8 e torna la sera alle 20). Il nostro rapporto era totalmente simbiotico. L ho allattato per due anni, l ho coccolato tantissimo, non l ho mai fatto piangere, sono una mamma molto presente, fisica, coccolona e giocherellona. Lui è' un bambino sveglio, furbetto, vivace ma molto dolce ed ha sempre cercato me per qualsiasi cosa. Dormiva solo con me, mangiava quasi sempre solo se ero io ad imboccarlo ecc.
Ha sempre avuto un debole per i nonni paterni, soprattutto per il nonno. Dall scorsa estate ci siamo trasferiti proprio davanti casa loro, ed essendo incinta di pochi mesi, ho iniziato a fargli frequentare i nonni più regolarmente in vista di un futuro aiuto quando sarebbe nata la piccola. Ho fatto da sola due mesi di inserimento al nido, con amore e piangendo di nascosto quando i primi giorni piangeva lui. Qualche giorno ed ha cominciato ad andarci più che volentieri. L ho portato e ripreso all asilo sempre io per due mesi.
Da quando è nata la sorellina, e' cambiato tutto.
Con lei è dolce ed affettuoso, vuole sempre accarezzarla e darle bacini. Però ha iniziato a preferire di stare con i nonni. Due giorni a settimana i nonni lo prendono dall asilo e lo fanno dormire il pomeriggio a casa loro. Merenda, giocano e prima di cena me lo riportano. I miei suoceri sono fantastici con lui.. soprattutto il nonno. Non si stancano mai di farlo giocare e inventano sempre cose nuove. Giocattoli a non finire. E ovetti Kinder a profusione. Quando prima lo andavo a riprendere prima di cena, era contento di vedermi. Mi correva incontro e mi saltava in braccio. Ora quando vado, non vuole mai venire, preferisce sempre restare con loro. Anche le poche volte che lo vado a riprendere io all'asilo, mi chiede del nonno. Questa cosa mi fa molto soffrire, perché sebbene il loro aiuto e' per me preziosissimo in quanto mi permette di pensare esclusivamente alla piccola per qualche ora, la situazione comincia ad essere snervante per me. Anche i giorni che dovrebbe stare con me, a volte lo accontento e lo mando dai nonni. Non voglio fargli fare qualcosa contro la sua volontà, soprattutto perché mi rendo conto che da quando è nata la piccola, a casa nostra non è più come prima. Non posso più permettergli di gridare come faceva prima quando giocava e mi trovo spesso a doverlo riprendere quando ad esempio tento di addormentare la sorellina e lui urla. Ho paura che il punto sia proprio questo. Ha ormai capito che la mamma non può più giocare con lui come faceva prima, ma soprattutto non può coccolare più sempre e solo lui. Così preferisce direttamente non stare a casa, e stare con chi ha tutto il tempo per coccolarlo e farlo giocare in modo esclusivo. E' sempre stato un bambino molto esigente, ha sempre richiesto migliaia di attenzioni tutte per lui. Me ne accorgo anche di notte. L ho sempre addormentato io la sera (per sua volontà), coccolandolo sul lettone e facendolo andare a dormire nel suo lettino. Verso le 5 del mattino, lui scavalcava e veniva nel lettone, mi abbracciava e insieme ci riaddormentavamo un altro paio d ore. Ora questo non è più possibile perché la piccola dorme solo sopra di me o al massimo affianco a me (appiccicata). Una mattina lui ha scavalcato, si è seduto sul letto e mi ha detto ( a modo suo) di mandare via la sorellina e fare le coccole a lui e io l ho fatto.Il mio cuore si è frantumato in quel momento. Ho capito quanto gli manchino le nostre vecchie abitudini che per forza di cose ora non posso più fare. Ha addirittura iniziato a voler andare a dormire col papa'.. cos ache prima era impensabile.
Non so come comportarmi. Ora ho anche un'altra bambina e non so come fare per ridargli quello che aveva prima. Ho paura si senta meno amato.. e a mia volta mi sento meno amata da lui. Vorrei poter fare le stesse cose che facevamo prima ma è impossibile. La piccola ha bisogno di me ed è giusto che io soddisfi le sue richieste come ho fatto col grande quando era piccolo e voleva dormire solo addosso a me. Sono in una perenne lotta tra quello che vorrei è quello che invece so di dover fare. Vorrei anche io stringerlo a me alle 5 della mattina e dormire avvinghiati due ore... ma non posso farlo. Se mettessi la bambina nella culla inizierebbe a piangere e allora nonndormirebbe più nessuno.
Vorrei ritornare ad essere la persona più importante per lui. vorrei mi saltasse ancora in braccio appena mi vede, che voglia ancora me per dormire la sera e non solo il papà.
Mi dica lei dove sto sbagliando, perché io ci metto tutta l anima ma qualcosa non va.
Oppure è così che deve essere. Io non voglio essere il centro del suo universo o che voglia solo me. Ma sono passata da essere tutto, ad essere quasi niente e ne soffro molto.

  2 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Ilaria Spagnolo Inserita il 30/09/2017 - 06:46

Gentile Giorgia,
leggendo queste righe emerge la preoccupazione di una madre attenta e responsabile della propria famiglia. Il ruolo di genitore è molto complesso e avere dubbi e farsi domande rappresenta un modo sano di affrontarlo. Chiaramente anche essere un figlio unico per un anno e mezzo e poi accettare l'arrivo di una sorella non è semplice! Suo figlio, tuttavia, dimostra di aver capito che l'assetto familiare è cambiato e sta esprimendo le sue emozioni come può. Alla sua età non padroneggia ancora un linguaggio completo e dunque attraverso il comportamento le fa richieste ed esprime la sua sofferenza; tutto ciò è comunque un bene, il bambino deve potersi sentire libero di essere felice, triste e anche arrabbiato con chi gli sta attorno. Credo che anche lei stia provando sentimenti contrastanti rispetto a questa situazione ed è comprensibile che ci voglia un po di tempo per trovare un equilibrio. Rispetto alla collaborazione dei nonni le consiglio di essere determinata davanti a suo figlio e di fargli capire che è lei "l'autorità" che decide cosa deve fare una volta usciti da scuola o nella gestione della quotidianità. : la casa è di tutti ma ora ci sono nuove regole e nuove opportunità di gioco. In fondo è l'adulto che può scegliere responsabilmente cosa è bene per i figli e non il contrario. In fine, sarebbe utile con l'aiuto di un esperto indagare ed elaborare i suoi vissuti emotivi per fare chiarezza e per ristabilire i confini tra i ruoli: gli adulti sono i genitori e i bambini sono i figli.
Resto disponibile per ulteriori chiarimenti.Grazie.
Dott.ssa Ilaria Spagnolo

Dott.ssa Emanuela Mezzani Inserita il 03/02/2017 - 13:59

cara Giorgia,
sono comprensibili il suo stato d'animo e le difficoltà che incontra ad allentare le attenzioni sul primogenito, sentendo tutto il peso di questa imposizione. Spesso accade che, a gravidanze ravvicinate, si abbia la sensazione di togliere amore, dedizione e protezione al primogenito e il malessere è vissuto in prima persona dalla madre. Con la nascita della bambina, quel rapporto esclusivo che aveva viene a mancare e si aprono nuove dinamiche. In genere è proprio in questo frangente che la figura del padre dovrebbe trovare posto, e non si tratta, mi creda di quantità di tempo, ma di presenza comunque emotiva, di supporto, di sostegno a lei e al bambino. Nel suo caso non specifica il ruolo del padre, ma deduco che le figure di riferimento paterne abbiano preso un posto rilevante che non significa siano inopportune ma non dovrebbero sostituirsi alla figura paterna, se presente anche per poche ore al giorno.
E' ipotizzabile che, pur vivendo una situazione di disagio, suo figlio non stia soffrendo come lei del cambiamento,e che inconsapevolmente lei proietti su di lui i suoi bisogni di sostegno, protezione, vicinanza ecc.
Se la tensione è troppo invasiva, si faccia aiutare in questo periodo di difficoltà assolutamente comprensibile, alcuni Consultori offrono servizi di questo tipo: sostegno prenatale e post-natale, proprio sono perché momenti di passaggio importantissimi per una donna.
Saluti