Orsetto domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 20/10/2014

Sassari

inserimento scuola infanzia

Buongiorno! Ho un bimbo di 25 mesi che dal 15 Settembre ha iniziato a frequentare la sezione sperimentale della scuola dell'infanzia ma che purtroppo ancora non si è ambientato. Le maestre mi dicono che piange gran parte della giornata in modo inconsolabile, si rilassa solo durante il pranzo e al momento della nanna. In particolare si dispera tantissimo quando lo saluto ossia quando capisce che ci stiamo separando. Spiego lui tutti i giorni che mentre papà e mamma vanno a lavoro i bimbi devono andare a scuola ma che dopo la pappa vado a riprenderlo e sto con lui tutto il pomeriggio. Noto però che quando è in preda alla disperazione le mie parole non vengono ascoltate. Ho provato anche con un oggetto transizionale ( il cuscino che usa a casa per dormire ) senza ottenere buoni risultati. Inoltre, da quando ha iniziato questa esperienza è cambiato anche a casa, non è più il bambino solare di una volta, è sempre di malumore, fa capricci per ogni cosa e cerca sempre il contatto con me. No sta più volentieri neanche con mia madre alla quale è sempre stato molto affezionato ( è lei che nei primi due anni di vita si è presa cura di lui mentre io e il suo papà eravamo a lavoro ). Chiedo consiglio su ciò che devo fare e/o dire per aiutare il mio bimbo a superare questo momento per lui di grande difficoltà e quanto generalmente dura questa fase di adattamento.
In attesa di vostra gradita risposta saluto cordialmente.
Cordiali saluti

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Valentina Mossa Inserita il 23/11/2014 - 19:00

Gentile utente,
l'ingresso nella scuola rappresenta sempre un periodo di crisi per i bambini: ci si allontana dalle figure di accudimento, dalla propria casetta, ci si sperimenta per la prima volta come personcine autonome che si devono rapportare a nuovi adulti e a nuovi compagni di giochi.
Il periodo di adattamento, come lei dice, varia a seconda delle situazioni e da bambino a bambino.
Le consiglierei di non scoraggiarsi e di dar tempo a suo figlio. Qualora le cose non dovessero migliorare le consiglierei di rivolgersi ad uno psicoterapeuta dell'et evolutiva per valutare insieme la situazione.
Un caro saluto,

Dott.ssa Valentina Mossa
www.valentinamossa.com