Murakami domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 21/10/2016

Arezzo

Io e mio padre

Buonasera, scrivo per parlare di un problema con mio padre. Sono molto giovane, quasi 18 anni, e vivo in una famiglia composta da quattro persone. Mia madre è una persona affettuosa, comprensiva, a volte un po' opprimente, e anche se non riesco a parlare dei miei problemi più intimi con lei, so che c'è sempre stata. Mio padre è sempre stato presente. Ha cercato sempre di proteggere sia me che mia sorella, di poco più grande di me, sin dalla più tenera età, a volte non permettendoci in tal modo di fare le nostre esperienze, di crescere in maniera indipendente. Ha un carattere abbastanza scontroso, anche se sa essere dolce, ma sin dall'adolescenza di mia sorella, ha cominciato a cambiare. Faceva spesso uso, quando arrabbiato, di violenza psicologica e a volte fisica, più su di lei che su di me. Avendo un carattere più riservato e docile rispetto a quello di mia sorella maggiore, diciamo che sono quasi sempre rimasta fuori dalle loro dispute, mantenendo con lui rapporti più o meno pacifici. Da un paio d'anni a questa parte abbiamo cominciato però a litigare più spesso, in quanto, crescendo, mi sono resa conto del malessere psicologico che il suo modo di essere provocava su du lei e, conseguentemente, anche su di me. Ho cominciato ad essere più schiva, più ribelle, a rispondere alle sue provocazioni, a proteggere lei me stessa dalla sua offensività delle sue parole e dei suoi gesti. In seguito ad un litigio molto brutto con mia sorella, è uscito fuori di sé, e, pur avendo cercato di tenermi fuori dalla questione per non peggiorarla ulteriormente, in seguito ad una sua offesa nei miei confronti, la parte peggiore di me è venuta fuori, e con sé anche tutto l'astio e l'odio accumulato da anni dentro di me. Questo deve averlo ferito profondamente nell'orgoglio, in quanto è da circa due settimane a questa parte che non ci rivolgiamo la parola, vivendo nella stessa casa ma evitandoci. Sebbene il rancore che provi nei suoi confronti, mi fa soffrire vedermi ignorata e quasi respinta ogni qualvolta provi anche solo a salutarlo. Questa situazione genera in me un forte malessere psicologico, che non mi permette di concentrarmi sullo studio scolastico e su me stessa, ampliando lo sconforto già presente a causa del mio non accettarmi a livello fisico, seppur non sia una brutta ragazza. Sento che tutto mi sta sfuggendo dalle mani, e presto riafferrarlo sarà impossibile. A volte vorrei solo non essere me stessa, vivere in un'altra famiglia, tutto pur di scappare da questa situazione che mi opprime e che mi frustra ogni giorno di più. Cerco un modo per uscirne fuori al più presto. Grazie per l'attenzone.

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