Miriam domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 17/10/2016

Napoli

Rapporto con il padre

Cari medici,
scrivo su questo sito perché ho un disperato bisogno di un consulto o di un confronto psicologico, per poter aprire a qualcuno le difficoltà che mi ritrovo ad affrontare.
Premetto che provengo da una famiglia di buona educazione e buone condizioni economiche. A casa mia non manca nulla e i miei genitori, pur facendoci assaporare la presenza di un sacrificio dietro ogni bene materiale, tuttavia lavorano e non ci hanno fatto mai mancare nulla. Siamo una famiglia composta da madre, padre, due figlie femmine e una cagnolina, io sono la figlia maggiore e ho 25 anni, mia sorella ne ha 20.
Sin dall'infanzia mio padre, un ingegnere e professore a scuola, ha sempre avuto il ruolo di padre padrone, ci ha sempre condizionato nello studio, nello sport, negli hobby, nello stile di vita, alimentazione, modo di usare le attrezzature in casa, amicizie, fidanzamento, ecc. Tuttavia, essendo due persone tranquille, io e mia sorella non abbiamo mai posto attrito alle sue volontà, siamo studentesse modello (io ho ormai quasi del tutto completato gli studi specialistici in ingegneria strutturale e geotecnica) e conduciamo una vita nel massimo della tranquillità (sono astemia, non ho mai fumato sigarette, non ho mai fatto uso di stupefacenti, mi addormento presto la sera), non dando alcun tipo di preoccupazione. Sono indipendente economicamente per l'università e per ogni tipo di spesa che riguardi me e il cane che ha voluto adottare mia sorella. Ho avuto un fidanzato che ho conosciuto all'età di 15 anni, la storia, durata 9 anni, è finita perché mi sono resa conto che non era vero amore e che insieme non avremmo avuto un futuro felice. La fine della storia ha sconvolto il mio ex che è stato male per diversi mesi. A distanza di un anno dalla fine della mia relazione, io sono felicissima e mi rendo conto di stare bene con me stessa, ho conosciuto vari ragazzi e ora frequento un ragazzo che mi piace moltissimo e il mio rapporto con lui rispecchia la mia reale personalità. Tuttavia, dopo che ha saputo che il mio ex si è fidanzato, da un paio di mesi, mio padre, che non sa delle mie nuove frequentazioni, è caduto in quella che a me sembra una depressione, ha sempre gli occhi sbarrati, si muove nervosamente, vuole obbligarmi a tornare con il mio ex, stalkera il mio ex mandandogli messaggi e piantandosi a casa sua, e insinua continuamente che io dovrei tornare con lui perché non ho altra scelta se non "morire di solitudine". Mi controlla continuamente, ho il sospetto che mi segua, non vuole che esca, mi telefona continuamente quando sono fuori casa e mi tratta male quando torno (l'ora massima che faccio in genere sarà mezzanotte o l'una). Ho seguito alcune indicazioni, chiamandolo più spesso di quanto non lo faccia lui quando sono fuori casa, mostrandomi premurosa nei suoi confronti, e dandogli più spiegazioni e informazioni sulla mia giornata di quante lui me ne chiedesse. Ma questo non ha fatto altro che peggiorare la situazione e il mio ex ha cominciato a lamentarsi di questi suoi atteggiamenti (rischierebbe la denuncia). Ovviamente il dialogo con mio padre può toccare solo argomenti che riguardano l'università oppure le amicizie (vagamente) perché non è una persona aperta. Viceversa, il rapporto con mia madre è decisamente più friendly, seppure con moderazione. Insomma, vorrei cercare di non sentirmi più in gabbia e sapere se posso adottare un atteggiamento capace di far cambiare il modo in cui si pone nei miei confronti, non sentendomi più oppressa. Ultimamente mi opprime anche sull'alimentazione (peso 51 kg e sono alta 163 cm, il mio IMC è nella norma), costringendomi a mangiare di più. L'alternativa sarebbe cambiare casa subito, anche se questo sconvolgerebbe le mie finanze e il mio programma di studio di questi ultimi 5-6 mesi di università. Grazie in anticipo, siete la mia unica valvola di sfogo.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Claudia CAMPISI Inserita il 17/10/2016 - 19:23

Buonasera Miriam,
la ringrazio per aver scelto questa comunità per condividere quello che prova e che sta vivendo in questo momento.
Quello che ci descrive è un padre molto apprensivo che con la fine della sua relazione amorosa probabilmente per lui "rassicurante" è entrato in uno stato di allerta dai risvolti per lei alquanto limitanti. Lei ci parla marginalmente di sua madre...malgrado il termine friendly faccia ben sperare in una alleata.
Sono convinta che un dialogo misurato e rispettoso con la sua famiglia rimanga comunque la soluzione più matura e funzionale per lei...se sente il bisogno di un confronto in privato non esiti a contattarmi.
Dr.ssa Claudia Campisi