DRFG domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 21/03/2016

Enna

Mio fratello mi preoccupa.

Salve. Sono una ragazza di 26 anni e vivo con mamma e i miei due fratelli: 22,19 anni.
Il maggiore dei fratelli ha sempre avuto un carattere particolare, solitario, sbruffone, capriccioso e prepotente, a volte anche violento con il fratello minore.
Con l'avanzare dell'etá noto un netto peggioramento sul suo comportamento.
In poche parole quello che percepisco è che lui pensa che tutti lo odiano (non parla mai con nessuno in casa e noi che proviamo sempre a spronarlo ci ritroviamo ad essere trattati male) che tutti lo invidiano, si sente superiore a tutti, si crede invincibile (anche se è quasi ignorante e a stento sa leggere e scrivere) e non ha nemmeno un amico perché reputa tutti stupidi e comunque se ne trova non dura molto perché ci litiga.
Comunque detto ció capita spesso che lui litighi con qualcuno, soprattutto con la mamma, solo perché odia essere rimproverato e vede malizia in qualsisi cosa gli si dice. Ultimamente sta iniziando ad avere atteggiamenti "violenti" ma non sulle persone ma sugli oggetti, urla, tira pugni alle porte, rompe piatti e bicchieri, rompe le sedie ed è pure arrivato a darsi testate al muro. Io ho una gran paura che possa fare qualcosa a noi, la mia vita é un incubo e sono sempre tormentata da brutti pensieri. Abbiamo perso la serenità. Penso che sia proprio folle e non ci sia proprio nulla da fare anche perché gli abbiamo detto di andare da uno psicologo ma non ne vuole sapere. Come posso fare per avere una vita tranquilla? Ho tanta paura.
Grazie.

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Adele Fortunato Inserita il 21/03/2016 - 19:00

Roma - Nomentana, San Lorenzo, Castro Pretorio
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Salve, immagino quale sia il suo livello di preoccupazione e di paura per questa situazione. Queste emozioni possono diventare il motore per chiedere aiuto a livello personale o familiare. Credo sia possibile affrontare la situazione in un contesto di psicoterapia familiare, coinvolgendo suo fratello all'inizio o durante il percorso di terapia. Secondo l'approccio sistemico-relazionale, il sintomo o il comportamento problematico di uno dei componenti della famiglia ha sempre un significato in relazione al suo contesto d'appartenenza e alle persone con cui entra in contatto. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, un caro saluto, dott.ssa Fortunato