debora domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 12/08/2015

Cosenza

Difficile confronto

Salve, ho espresso questo pensiero su un foglio ,molto difficile per me,perchè la mano non riesce a cogliere in maniera globale e spontanea quello che penso in poco tempo..Vorrei sottoporvi questo scritto per sapere cosa evince e affinchè mi indirizzasse su cosa potrei fare oltre a parlarne con uno specialista.. "Solo chi è consapevole di se stesso prima di tutto, ti accetta e ti ama per quello che sei, con pregi e difetti ,senza sempre coincidere con le figure che noi crediamo debbano farlo... 'Non si finisce mai di imparare!' qualcosa che si dice ma provarlo sulla propria pelle è diverso... Ho imparato anche se è difficile accettarlo,che un genitore può non volerti bene come tu vorresti.. Ho capito che sono rare le persone, che se pur conoscendoti da tempo ,ti abbandonano nel momento più tragico e solitario della tua vita, e nelle ricadute successive ,anche se solo acute.. C'è chi non riesce a capire che da un momento ,anche se lungo e di grande buio, si può uscire anche con tanta tanta fatica continuando a soffrire comunque giorno dopo giorno ,ora dopo ora.. vieni 'etichettato' perciò per come ti hanno visto in quel momento particolare anche se conoscevano una persona diversa prima di questa.. Se ti hanno vista piangere come non mai ,gridare,urlare ma non perché non ci fossi con la testa ma perché era il solo grido d'aiuto dopo un silenzio rumoroso che covavi dentro e lo hai esternato comportandoti come mai avevi fatto perché vivevi un grosso disagio e ti sentivi profondamente sola ad affrontarlo ,come consapevolmente dopo del tempo stai facendo anche adesso... ti hanno vista piangere e sbraitare ma non possono e non riescono ad accettare il tuo sorriso ,la tua battuta irriverente, il tuo carattere forte all'apparenza, ma che forse lo è anche, ma soprattutto tanto bisognoso d'affetto che è lungamente mancato.. non ti viene biasimato niente.. perché non puoi piangere prima e ritornare forte e decisa dopo.. devi pagare lo scotto ,nonostante ne hai già dato tanto..la vita e gli altri ne vogliono di più..E non accettano questo... magari nel momento di grido disperato quando non c'era nessuno che ti ha aiutato e capito, credo che ci sia stata una forza dentro e un background di una persona già buona prima di quel brutto periodo..Il carattere forte di adesso magari è più accentuato di prima, dove le difese erano basse e meno si vedeva.. ma quando sei sola e trovi la forza di reagire combatti probabilmente contro te stessa prima e poi gli altri,ti corazzi ed esci se prima eri chiusa in te stessa e per vergogna di raccontare o per paura di non venire capita,te ne stavi nel tuo piccolissimo mondo a pensare da sola come uscire e sperimentare come facevano gli altri il mondo fuori.. questa è la consapevolezza di chi ha passato determinati momenti.. è lunga... momenti sereni seppur brevi si alternano ancora a medi periodi soli e ,seppur giovane, ormai stanchi..Poter condividere sicuramente anche con una sola persona quello che ti succede diminuisce la forza e il peso che ti opprime.. ma da soli la forza è doppia..vorresti solo essere amato per quello che sei anche se non hai niente per cui non dovresti esserlo per la società che vivi e allora: perché? ti chiedi.. non riesci a capirlo o forse a fartene una ragione... quando trovi qualcuno che ti dimostra affetto e vicinanza non respingerlo a priori.. so come si ci sente..perchè per me vale 'non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te'.. per me è difficile staccarmi da questo concetto anche se vorrei perché non vivo serena.. non tutti ti dimostrano del bene e se c'è qualcuno che lo fa in maniera disinteressata non allontanarlo"

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