Francesca Rosa  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 03/01/2020

Enna

Come dire alla mia famiglia che vado a convivere

Salve, ho 41 anni, ho perso il padre quando avevo due anni. Io e mio fratello, più grande di due anni, siamo cresciuti con mia mamma e con le mie zie signorine e fino a 20 anni fa con mia nonna.
Dopo 6 anni di università fuori sede sono ritornata nel paese dei miei perché purtroppo ho avuto un incidente. Da quel giorno sono sempre rimasta a casa con loro.
Sette anni fa hanno deciso di comprare una villetta per stare tutte assieme e ci siamo trasferiti. Nello stesso periodo ho incontrato questo ragazzo, la nostra storia inizialmente era combattuta, lui usciva malissimo da una storia di 10 anni.
Un anno dopo sono stata male, mi hanno diagnosticato la sclerosi multipla. La mia famiglia si è stretta attorno a me ancora più protettiva che mai, lui, dopo mesi di alti e bassi, era ed è stato con me in ogni momento. È partito per lavoro, fino a quando dopo 3 anni ha avuto il trasferimento vicino a me.
Abbiamo capito che era arrivato il momento di andare a convivere.
Mio fratello è fidanzato da 20 anni con una ragazza, ma ancora ne sono sposati e ne convivono, lavora lontano e viene qui ogni tre mesi.
Mia mamma ha 81 anni, le mie zie rispettivamente 68,70 e 85. Sono sicura che loro preferirebbero, anzi vorrebbero il matrimonio, ma noi per ora vorremmo fare questo passo per noi importante.
Lui l’ha detto ai suoi e sono felicissimi, io ancora no, sono terrorizzata dalle loro eventuali reazioni.
Come posso affrontare la situazione?
Sono anziane, non vorrei ferirle o farle male, ho veramente bisogno di un consiglio.
Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Roberta Altieri Inserita il 07/01/2020 - 14:55

Milano
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Gentile Francesca,
comprendo i suoi sentimenti dati dalla complessità delle sue vicissitudini, però, se sente il bisogno autentico (come sembra) di crearsi una famiglia e un'autonomia abitativa insieme al suo compagno credo che sia giunto il momento di fare questo passo.
Le consiglio di cercare un/a collega che possa darle il supporto necessario ad affrontare le questioni relazionali implicate in questo passaggio: sarà anche un'occasione, per lei, per rafforzarsi nelle sue scelte e per elaborare meglio gli aspetti emotivi suscitati da questi cambiamenti.
Le faccio i miei migliori auguri.