Sara  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 03/12/2019

Padova

Bastoni tra le ruote e impossibilità di realizzarmi

Buongiorno. Mi chiamo Sara e ho trent'anni. Il mio sogno è quello di portare avanti la piccola realtà agricola dei miei genitori. Niente di che, una decina di ettari di seminativo e qualche capo di bestiame. Se non fosse per mio padre, anziano, che mi impedisce di realizzarmi. Fermamente convinto che sia un lavoro da uomini, piuttosto di lasciare l'azienda a me, preferisce chiuderla. Gli altri miei fratelli, condizionati da lui, fanno lavori poco gratificanti, che non tengono conto delle loro passioni e ambizioni. La fatica, i sacrifici, le rinunce, il guadagno irrisorio, non mi spaventano. Preferisco mangiare pane facendo un lavoro che mi piace, piuttosto che mangiare caviale facendone uno che odio. Pur di fare questo mestiere, da qualche anno, lo faccio gratuitamente. Senza riconoscenze o meriti. La gente non deve sapere che una donna si occupa di terra e bestiame. Ora mi chiedo, è arrivato il momento di riporre i sogni nel cassetto e finire a fare un lavoro poco gratificante come hanno fatto i miei fratelli o vale la pena farsi venire il sangue amaro, ogni santo giorno, per veder realizzato questo sogno?

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Sara Vassileva Inserita il 17/12/2019 - 12:36

Gentile Sara, credo sia molto importante seguire le proprie passioni nella vita. Visto che lei ci tiene molto forse dovrebbe parlare ancora a suo padre, spiegandogli quanto è importante per lei questo lavoro, che lo sta facendo gratuitamente, che la appaga molto. Forse suo padre è preoccupato di lasciarle l'azienda perché, come lui dice, si tratta di un lavoro duro che porta a scarsi guadagni, ma lei provi a parlarne ancora e meglio cercando di tirar fuori, entrambi, ogni genere di dubbi, perplessità e preoccupazioni che possono esserci e di trovare eventuali soluzioni. In ogni caso credo sia possibile per lei fare un tentativo di portare avanti l'azienda e se risulta davvero troppo complicato chiuderla successivamente.
Saluti, dottoressa Sara Vassileva