Bastoni tra le ruote e impossibilità di realizzarmi
Buongiorno. Mi chiamo Sara e ho trent'anni. Il mio sogno è quello di portare avanti la piccola realtà agricola dei miei genitori. Niente di che, una decina di ettari di seminativo e qualche capo di bestiame. Se non fosse per mio padre, anziano, che mi impedisce di realizzarmi. Fermamente convinto che sia un lavoro da uomini, piuttosto di lasciare l'azienda a me, preferisce chiuderla. Gli altri miei fratelli, condizionati da lui, fanno lavori poco gratificanti, che non tengono conto delle loro passioni e ambizioni. La fatica, i sacrifici, le rinunce, il guadagno irrisorio, non mi spaventano. Preferisco mangiare pane facendo un lavoro che mi piace, piuttosto che mangiare caviale facendone uno che odio. Pur di fare questo mestiere, da qualche anno, lo faccio gratuitamente. Senza riconoscenze o meriti. La gente non deve sapere che una donna si occupa di terra e bestiame. Ora mi chiedo, è arrivato il momento di riporre i sogni nel cassetto e finire a fare un lavoro poco gratificante come hanno fatto i miei fratelli o vale la pena farsi venire il sangue amaro, ogni santo giorno, per veder realizzato questo sogno?