Dana  domande di Genitori e Figli  |  Inserita il 09/08/2019

Non conosce il padre biologico

Buongiorno. Sono mamma di una bambina che a breve compirà 5 anni e tra qualche mese sarà in arrivò il suo fratellino.
Io e mio marito stiamo assieme da 3 anni e lei non è la figlia biologica. Il padre biologico pero sin dalla scoperta gravidanza non ha mai voluto partecipare alla cosa ed esplicitamente ha fatto capire che non vuole avere a che fare ne con me tanto meno con la figlia, motivo per il quale io non ho voluto costringerlo e quindi non ha riconosciuto la piccola.
Quando ho conosciuto il mio compagno mi figlia aveva già 1 anno e mezzo circa e inizialmente lo chiamava con il suo nome in seguito poi abbiamo iniziato, piano piano, a rivolgerci a lui come papà e così, infine è diventato il suo papà a tutti gli effetti (in senso sentimentale) non le abbiamo spiegato subito la situazione perché non ritenevamo che avesse l’eta Adatta per capire per cui abbiamo lasciato passare un po’ di tempo fino a circa un anno fa quando una mattina insieme le abbiamo spiegato, cercando di non farla sentire abbandonata, che la mamma prima che lei nascesse aveva tanto desiderio di avere un bambino e siccome stava assieme ad un signore al quale voleva tanto bene allora lo ha abbracciato forte ed è arrivata lei nella pancia, quando il signore però ha capito che lei stava per arrivare ha deciso di andare via perché aveva ancora bisogno di giocare e non se la sentiva di avere un bambino, perciò la mamma è rimasta da sola con lei nella pancia e quando è nata era felicissima perché non desiderava altro, all’inizio eravamo solo la mamma e la nonna e poi dopo un po’ di tempo abbiamo conosciuto il papà, che si è innamorato di noi e ha deciso di diventare il tuo papà.
Lei sembra aver preso bene la cosa, anzi direi che non ci ha fatto nemmeno più di tanto caso inizialmente, noi periodicamente cerchiamo di ripeterle la storia e se le chiediamo “con chi ti ha fatto la mamma” lei risponde “con il signore che voleva giocare” oppure mio marito le racconta che quando era piccola lei lo chiamava “cuca” insomma cerchiamo di farle capire che comunque il suo padre biologico non è mio marito ma che comunque il suo papà sarà sempre lui che la amerà sempre e non la abbandonerà mai. Tuttavia non sono soddisfatta, ho paura che lei non abbia realmente capito la cosa e che quando sarà più grande e si renderà davvero conto magari facendo altre domande che adesso non si pone soffrirà da morire. In più tra qualche mese arriverà il fratellino e non vorrei assolutamente che lei sentisse che in qualche modo è meno amata da mio marito e dalla famiglia di mio marito solo perché non è la figlia biologica (anche perché è amata incondizionatamente da tutti come fosse figlia biologica) mentre il fratello è migliore. Io vorrei che non patisse l’assenza del padre biologico e del fatto che l’ha abbandonata vorrei che per lei diventasse una cosa normale crescendo con questa consapevolezza, anche perché ha il papà e i nonni. La mia domanda è c’e Un modo migliore con il quale secondo voi sarebbe meglio spiegarle la situazione? Ho sbagliato qualcosa nel racconto o sto percorrendo la strada giusta? Non voglio assolutamente che si svegli un giorno e scopra che il padre l’ha abbandonata vorrei che crescesse con questa consapevolezza dino a metabolizzarla da subito. Grazie

  1 Risposte pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Roberta Altieri Inserita il 10/08/2019 - 19:23

Milano
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Gentile Dana,
al momento la cosa migliore da fare è lasciare tranquilla la bambina: le avete già raccontato la sua storia, l'avete rassicurata sull'affetto di tutti e la bimba vive una situazione familiare serena. Sicuramente sente il vostro amore e le vostre attenzioni più di quanto possa aver capito profondamente, per ragioni di età e di sviluppo cognitivo, quello che le è capitato.
Ogni bambino elabora e rielabora la propria storia a più riprese, man mano che cresce e acquisisce nuove competenze relazionali e, appunto, cognitive.
A maggior ragione un bambino con una storia più "faticosa" di altre ha bisogno di elaborare in modo più approfondito le proprie vicende man mano che diventa grande e che i suoi bisogni emotivi cambiano, ma è necessario che la richiesta venga da lui/lei in maniera più o meno esplicita, non che il problema gli/le venga posto dall'adulto. Vedrà che nelle diverse fasi della crescita sua figlia le esprimerà questo bisogno e, certamente, lei sarà in grado di risponderle.
Se, come mi è sembrato di percepire dalla sua lettera, lei mamma si sente un po' in ansia, un po' insicura sull'argomento, specie ora che la famiglia si allarghera', le consiglio di cercare un consulto psicologico per completare, anche lei, l'elaborazione di quell'evento.
Molti auguri e ci riscriva se ha bisogno.